Teatro Piccolo Orologio

Data di pubblicazione: 12/09/2018
Teatro Piccolo Orologio - stagione  2018-2019

La stagione 2018/2019 del Teatro Piccolo Orologio riporterà al centro del discorso teatrale il pensiero critico, declinato attraverso l’assunzione di tutti i più interessanti #puntidivista. Un cartellone unico che unirà tutte le espressioni artistiche sul palco di via Massenet: dal circo al teatro di figura, dalla prosa contemporanea al teatro d’ombre, dal teatro in lingua originale agli eventi di divulgazione scientifica.

È uno degli spazi teatrali del Comune di Reggio Emilia più frequentati dai giovani. Parliamo del Teatro Piccolo Orologio, consolidata realtà Off della città e punto di riferimento nella valorizzazione della scena contemporanea, nella formazione degli attori e del pubblico, nel coinvolgimento di giovani talenti, nella relazione costante con il territorio, nella circuitazione delle compagnie.
Forte dei risultati ottenuti in questi anni, con un costante incremento di eventi e di pubblico raggiungendo a più di centodieci aperture con un totale di circa diecimila spettatori a stagione, oltre a importanti consensi di critica, il Centro Teatrale MaMiMò, che cura la gestione e la programmazione delle attività del teatro, porterà avanti anche quest’anno un progetto culturale di alta qualità, attraverso significative rappresentazioni di drammaturgia contemporanea.

Hanno detto

La nuova stagione del teatro Piccolo Orologio, curata dall’associazione Centro teatale MaMiMò è stata presentato nella Sala Rossa nella sede municipale questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi assieme a Maurizio Corradini direttore organizzativo del Centro Teatrale MaMiMò, Marco Maccieri e Angela Ruozzi per la direzione Artistica del Centro Teatrale MaMiMò. Sono intervenuti inoltre Veronica Capozzoli del Kolektiv Lapso Cirk, Rossella Cantoni presidente della Fondazione Sarzi, Pablo Solari regista della nuova produzione MaMiMo L’indifferenza, Emanuele Aldrovandi che firma la drammaturgia di un’altra produzione MaMiMo dal titolo La donna più grassa del mondo.

“L’associazione MaMiMò – ha dichiarato il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – lavora ormai da diversi anni in questo piccolo ma importante teatro cittadino: un teatro che lo scorso anno ha garantito centodieci aperture per un pubblico di oltre diecimila spettatori. Il merito va innanzitutto a loro, per il modo in cui in questi anni hanno preso in mano il Teatro Piccolo Orologio e lo hanno fatto crescere rendendolo sempre di più punto di riferimento nel panorama culturale della città. Lo dico al termine di un fine settimana in cui l’elemento associativo e culturale ha caratterizzato, con migliaia di cittadini presenti, diversi momenti in città e mi riferisco alle celebrazioni della Scuola Internazionale di Comics ai Chiostri di San Domenico, alle migliaia di persone che hanno partecipato alla festa della Giareda, alle ventimila persone che hanno preso parte al Dinamico festival negli ultimi giorni o al concerto di Sonia Ganassi e Griminelli al Teatro municipale con un’energia che si è diffusa in tutta la città.
Questa città ha fatto in questi anni ulteriori passi importanti per rendere la cultura, l’educazione, la creatività e la conoscenza elementi centrali e punti di partenza per un’idea di città e un modello di sviluppo, e lo ha fatto investendo sulle proprie istituzioni culturali e cercando di sostenere la molteplicità di realtà culturali che questa città offre: il Teatro Piccolo Orologio e al suo interno l’Associazione MaMiMò sono una delle più importanti in questo senso. Il riconoscimento del MiBAC al Centro teatrale MaMiMò come impresa di produzione teatrale per la sperimentazione e l’innovazione è una conferma. Ciò significa che noi abbiamo, a Reggio Emilia, un centro teatrale riconosciuto a livello nazionale come un elemento di grande eccellenza. Credo che questo sia un fatto su cui dovremmo portale la giusta attenzione. L’Italia è piena di espressioni di creatività che nascono ma che faticano a consolidarsi e a crescere. Il centro MaMiMò è una realtà che è nata piccola, precaria, giovane e con l’incertezza del suo futuro, ma è cresciuta consolidandosi ed affermandosi. Credo che questa sia una delle più belle pagine culturali della storia contemporanea di questa città”.

“Il centro MaMiMò – ha aggiunto il sindaco - nel gestire il teatro dell’Orologio, gestisce uno spazio pubblico e culturale che è punto di riferimento di un intero quartiere. Un quartiere in cui c’è il centro sociale, dove ci sono i volontari che gestiscono gli orti urbani, dove c’è un sistema di micro-reti tra volontariato sociale, anziani, giovani, creatività culturale che sanciscono il segno della convivenza civile e della qualità della vita del quartiere”. 
“Nell’epoca delle società chiuse che qualcuno vuole propinarci come il miglior futuro che possiamo immaginare, Reggio Emilia - ha sottolineato Vecchi - risponde diversamente: come città aperta, solidale e creativa, che vuole continuare a investire in un sistema di reti sociali e di comunità dove il protagonismo civico di un volontario di ottant’anni che cura un orto sta insieme e convive col lavoro quotidiano di un’associazione teatrale fatta di giovani professionisti”.

“Il teatro MaMiMò - ha sottolineato il sindaco - è inoltre una delle tante realtà che hanno accettato di partecipare insieme al Comune alla costruzione di un progetto che ha al centro la rigenerazione dell’intero quartiere Santa Croce per portare lì la propria sede e le proprie attività. Il progetto è stato finanziato, per diciotto milioni di euro dal Governo, con la sottoscrizione di cento comuni davanti al Presidente del Consiglio per ottenere quei finanziamenti a cui noi abbiamo fatto seguito con tutti i progetti. Ci auguriamo che l’attuale esecutivo non fermi quest’iniziativa perché fermarla vorrebbe dire fermare la rigenerazione di un pezzo di città e fermare il protagonismo di tanti soggetti privati che si sono messi in gioco, prendendosi sulle spalle anche diversi rischi per collaborare e investire sul bene comune”.

Maurizio Corradini, direttore organizzativo del Centro Teatrale MaMiMò, dopo aver evidenziato l’importante riconoscimento ottenuto dal centro teatrale da parte del MiBAC come Impresa di produzione teatrale per la Sperimentazione e l’Innovazione, ha sottolineato come la programmazione del Teatro Orologio sia frutto di una rete di partnership e collaborazioni nazionali che si intrecciano con quelle locali, come nel caso del primo spettacolo della stagione 11, spettacolo di circo teatro che rientra anche nel cartellone del Fuori Dinamico.

A proposito della programmazione Marco Maccieri, co-direttore artistico, ha voluto specificare le linee con cui viene definita la programmazione: “Oggi – ha dichiarato Maccieri - sono tempi difficili per gli intellettuali e la cultura. Tempi difficili per il dialogo. Un tempo la verità era un percorso di ricerca, magari condotto per tutta la vita, oggi la verità viene urlata in faccia agli altri per farla vincere. Proprio per questo nell’elaborare il cartellone della stagione 2018-2019 abbiamo deciso di concentraci sulla verità intesa come dialogo, ascolto, immedesimazione”.

Angela Ruozzi, che condivide da quest’anno la direzione artistica e cura il festival Felicità Sostenibile, ha precisato: “La ricerca di verità e non di narrazione rispetto al tema ambientale, prosegue anche quest’anno con la seconda edizione del festival Felicità Sostenibile. Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell’ambiente, per cercare insieme, la strada che possa condurre verso una felicità davvero sostenibile, per tutti. La Ruozzi, che firma anche la regia di La donna più grassa del mondo, ha ricordato che il debutto dello spettacolo è collegato ad una campagna di crowfunding lanciata sul sito www.ideaginger.it e volta ad aiutare la compagnia MaMiMò a sostenere una parte delle spese di produzione.