Per la mostra ‘Antonio Fontanesi e la sua eredità’ 17.989 presenze e 8.783 biglietti staccati

Data di pubblicazione: 31/07/2019

Per la mostra ‘Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri’, da pochi giorni conclusasi al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, una notevole partecipazione di pubblico: le presenze sono state 17.989, i biglietti staccati (a pagamento o omaggio) sono stati 8.783.

Le 17.989 presenze includono, oltre ai visitatori singoli con biglietto, i 3.898 visitatori della mostra ‘Nati sotto lo stesso cielo’ allestita alla Galleria Parmeggiani, dedicata ad opere di artisti reggiani contemporanei e collegata tematicamente alla mostra sul Fontanesi; e le centinaia di partecipanti a conferenze, visite didattiche (scolaresche) e visite guidate collettive.

“L’attenzione e l’attrazione che la mostra su Antonio Fontanesi ha innescato è conferma della validità della scelta culturale fatta dai nostri Musei Civici, dell’alta qualità dell’allestimento e chiaramente dell’importanza dell’autore e delle sue opere: parliamo di uno dei figli più illustri della nostra città e tra i maggiori artisti dell’Ottocento europeo”, afferma Annalisa Rabitti, assessore alla Cultura.
“Ma non solo. L’interesse suscitato ci dice che le arti figurative, dalla fotografia alla pittura appunto, sono tratto distintivo di Reggio Emilia: in questa proposta la città si riconosce ed è riconosciuta e apprezzata in Italia e non solo. E questo genera un ulteriore meccanismo virtuoso, quello dell’attrattività turistica, con benefici indotti anche nell’economia. L’operazione ‘Fontanesi’ - sottolinea Rabitti - si ascrive a quel percorso di riemersione e nuova conoscenza in chiave contemporanea del nostro patrimonio culturale e della nostra storia, un percorso maieutico che costituisce la mission dei nostri Musei Civici, legati saldamente alla comunità e aperti al mondo. Un grazie ai curatori, agli esperti che hanno lavorato all’iniziativa con competenza e passione, alle altre istituzioni culturali nazionali che hanno collaborato e a quanti, fra l’altro con sponsorizzazioni, hanno contribuito alla realizzazione.
“Ulteriore valore aggiunto della mostra – conclude l’assessore - è stata la collaborazione con il progetto Reggio Emilia Città senza barriere per i temi dell’accessibilità (comunicazione aumentativa, linguaggio dei segni… ) e con l’esperienza, che certamente verrà ripetuta, del Collettivo di Art Factory, che ha gestito un atelier ‘alternativo’ per i bambini, dove oltre al tema artistico-creativo si sviluppava un tema di relazioni umane”.

“Ci fa piacere l’apprezzamento che ha suscitato la mostra dedicata ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della sua nascita – dice Elisabetta Farioli, direttore dei Musei Civici e co-curatrice dell’esposizione – Abbiamo scelto ancora una volta la scommessa che unisce ricerca storica e rigore filologico a ‘tramandi’ successivi nel tempo, in questo caso gli eredi artistici di Fontanesi, fino ai nostri giorni: un rigore e una contaminazione perfettamente intesi dal pubblico, che è sensibile a questo approccio che unisce antico e contemporaneo, proposto dai Musei Civici già in altre mostre, ad esempio quella archeologica sulla Via Emilia. Un approccio duttile dunque, una modalità di lettura che si rivela efficace in campi diversi dell’arte e del sapere.
“E’ infine apprezzabile – conclude Farioli – la composizione e la trasversalità delle presenze: persone di età diverse, di diversa provenienza, che spesso non si sono limitate a visitare la mostra, ma hanno partecipato alle numerose proposte collegate di approfondimento, dibattito e laboratoriali per le scuole. Un’operazione che i Musei Civici hanno potuto realizzare grazie alle relazioni con importanti istituzioni museali e gallerie nazionali, quali la Fondazione Torino Musei-Galleria d’arte moderna e la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza, e grazie a prestatori privati e pubblici come le Gallerie degli Uffizi, Musei Civici di Venezia e Pinacoteca nazionale di Bologna”.

La mostra – di cui sono stati curatori Virginia Bertone, Elisabetta Farioli e Claudio Spadoni - è stata realizzata in partenariato con la Regione Emilia-Romagna – Istituto per i Beni artistici culturali e naturali, la Fondazione Manodori, Destinazione Turistica Emilia, Unioncamere Emilia-Romagna, Camera di commercio di Reggio Emilia, Apt Servizi, Ferrovie dello Stato col contributo Art Bonus di Iren, Car Server, Credem.