Ca’ Pegolotta, aperti Oasi e sentiero Cai Reggio-Valle Re

Data di pubblicazione: 14/05/2018
oasi pegolotta

Una nuova area verde arricchisce il patrimonio di parchi e oasi protette in cui trascorrere il tempo nella natura e vivere il paesaggio e l’ambiente, alle porte di Reggio Emilia.

Completamente riqualificata, ha aperto l’oasi Ca’ Pegolotta di Villa Cadè, un luogo “segreto” e poco conosciuto del nostro territorio.

L’area, di proprietà della federazione Pro natura, è stata recentemente messa a nuovo e attrezzata per le visite con un finanziamento europeo di 64mila euro e grazie a una convenzione con il Comune di Reggio che per 10 anni disporrà dell’oasi per attività didattiche, naturalistiche ed escursionistiche. Con l’oasi, domenica 13 maggio 2018, è stato inaugurato anche il nuovo sentiero Cai ‘Reggio a Valle Re’ che collega l’area da un alto con l’abitato cittadino e dall’altro con i pregevoli fontanili di Valle Re, inserendola quindi all’interno dei percorsi escursionistici della provincia.

Domenica - L'inaugurazione

La giornata inaugurale ha visto tre diverse biciclettate promosse dal Cai, Gruppo sportivo di Cella e Gruppo di Cadè insieme alle Guardie ecologiche volontarie.
Dopo il taglio del nastro con gli assessori Mirko Tutino (ambiente e lavori pubblici) e Valeria Montanari (partecipazione e cura dei quartieri), sono state ascoltate alcune testimonianze sulla storia del luogo e si è svolta la visita guidata all’Oasi riqualificata.

L'oasi

L’area ha una superficie di cinque ettari e per la sua ricchezza in termini di biodiversità è stata riconosciuta Sic (sito interesse comunitario) e Are (Area di riequilibrio ecologico della Regione Emilia-Romagna).

L’area, dopo la costruzione dell’A1 nel 1959, è rimasta isolata nel cuore della pianura reggiana e ha quindi conservato una biodiversità spontanea di grande interesse. Zona da sempre caratterizzata da fontanili con acque sorgive a temperatura costante durante tutto l’anno, presenta oggi una grande varietà di ambienti e di fauna, tra cui oltre cento diverse specie di uccelli: ardeidi, anatidi, limicoli e passeriformi; tra i predatori sono presenti il falco di palude e lo sparviero e, nei canali, il Martin pescatore, la gallinella d’acqua, il gambero di fiume e alcune specie rare come il pesce Panzarolo. Nell’oasi vive anche la tartaruga palustre.

L’oasi, oggi uno degli ultimi terreni boscosi della Pianura padana, è stata rinaturata e resa maggiormente fruibile per le visite tramite la realizzazione di un sentiero rialzato in legno, la collocazione di arredi e di cartellonistica descrittiva del luogo e della sua storia.
L’area è sempre aperta e liberamente accessibile.
Per visite guidate scrivere a: contatti@pronaturaemiliaromagna.org

Il sentiero  ‘Reggio Valle Re’

Il nuovo sentiero Cai, identificato con il numero 620 e lungo 16,5 chilometri, collega il centro storico di Reggio Emilia-Palazzo dei Musei (dove si congiunge al sentiero Spallanzani che arriva da Scandiano) ai fontanili di Valle Re passando appunto per l’oasi Pegolotta. Il percorso si snoda dunque dal Palazzo dei Musei, percorre piazza della Vittoria, via Monzermone, via San Rocco, via dell’Aquila, via Emilia Santo Stefano, via Fabio Filzi, parco della dogana, passeggiata naturalistica del Crostolo dal ponte di via 20 Settembre, fiancheggiando la zona annonaria, Cavazzoli, Valle di San Giulio, ponte ad archi di via Carlo Marx (Roncocesi), via Tosini, via San Biagio, ponte sul Modolena di via San Biagio, sentiero fra il torrente Modolena e il canale San Silvestro (a nord del canile comunale), ponte sul canale San Silvestro, via Cella all’Oldo, via Casaloffia, via De Bosis, via Reggiolo, strada vicinale Casaloffia, Oasi Ca’ Pegolotta, stradone Re, Valle Re.
Il percorso, fuori città, segue in sostanza l’argine del Crostolo fino all’altezza di Roncocesi, si sposta poi per un breve tratto lungo il Modolena e costeggia quindi la ferrovia Tav, toccando gli abitati di Barisella e Casaloffia.

Sono previste tre derivazioni a collegamento con la Via Emilia: all’altezza di Roncocesi nascerà il sentiero 620/a, da Cella partirà il 620/b e a Cadè il 620/c. Gran parte del tragitto è in aperta campagna ed è ciclopedonale, come solitamente disposto dal Cai per i percorsi in pianura. Il sentiero è molto interessante dal punto di vista naturalistico. Grazie all’intesa fra Comune di Reggio Emilia e sezione reggiana del Cai è stato possibile arrivare a questo risultato, previsto dagli Accordi cittadinanza scaturiti nell’ambito del progetto Qua-Quartiere bene comune.