storia della biblioteca

La Biblioteca dell'Istituto Musicale "Peri", come la maggior parte delle biblioteche musicali interne ai Conservatori, era in origine destinata a servire esclusivamente insegnanti ed allievi dell'Istituto stesso. A differenza dei grandi Conservatori italiani, le cui biblioteche spesso si sono formate avendo come nucleo centrale ciò che costituiva il patrimonio librario di antiche istituzioni religiose, la Biblioteca del "Peri", la cui storia è decisamente recente, deve il suo attuale fondo di conservazione quasi interamente a donazioni di musicisti e privati cittadini. Dal 1969, data in cui Armando Gentilucci diviene direttore dell'Istituto, la Biblioteca comincia ad assumere una fisionomia specifica per il particolare impulso dato all'acquisizione di musica contemporanea. La Biblioteca infatti doveva svolgere una funzione di strumento di ricerca e di sostegno bibliografico alle iniziative culturali sulla musica che si andavano affermando in quel periodo e che nel giro di un decennio fecero di Reggio Emilia e dell'Istituto musicale "Peri" un vivacissimo polo culturale attento alle innovazioni e alle nuove proposte musicali. La biblioteca viene di conseguenza ufficialmente aperta a tutta la cittadinanza e non è più concepita esclusivamente come servizio ad uso esclusivo del Conservatorio. Nel tempo la Biblioteca potenzierà il taglio novecentistico delle sue raccolte mediante acquisizioni finalizzate all'aggiornamento sulle ultime tendenze della cultura musicale: e ciò senza rinunciare a dotarsi di strumenti di consultazione appropriati ad un servizio speciale rivolto alla ricerca musicale; senza trascurare altresì le aspettative di divulgazione culturale che parallelamente si andavano definendo presso la popolazione interessata a usufruire di un servizio pubblico d'ascolto.
Dalla fine del 1998 la Biblioteca opera nell'ambito del Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN), afferendo dapprima al Polo Provincia di Reggio Emilia, poi riorganizzato nell'assetto attuale del Polo Biblioteche Specialistiche di Reggio Emilia che raccorda sette realtà.


 
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