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        THE TIGER’S COAT
      Roy Clemens
       
       

Sceneggiatura: Jack Cunningham dall’omonimo racconto di Elisabeth Dejeans; fotografia: R. E. Irish; interpreti: Tina Modotti, Lawson Butt, Myrtle Stedman; produzione: Dial Film; origine: USA 1920; durata: 50'.

       
        La trama di The Tiger’s Coat è alquanto esile. La regia e il montaggio sembrano mancare di esperienza e alcune scene appaiono superflue. In particolare quella dell’abbraccio tra i due protagonisti, in cui sono inquadrate le braccia dell’uomo che cingono la vita dell’eroina e, senza un necessario legame, l’immagine proietta improvvisamente gli amanti in un’in­quadratura che, seppur armoniosa, evita di mostrare per almeno una ventina di secondi una maggiore intimità. Le didascalie, in generale, sono composte in modo dilettantesco e in alcuni momenti hanno l’unica funzione di spiegare la presenza del personaggio invece di contribuire all’evolvere della trama. Un esempio: “sono arrivato questa sera dal Messico e mi hanno detto che eri qui”. La storia appare inconsistente per 5 rulli e solo a tratti si solleva dalla monotonia generale. Clemens riesce raramente a velocizzare il ritmo della vicenda come nella scena del ballo tra l’artista e l’eroina e nel finale sul palcoscenico di un teatro. Il film narra di un onest’uomo che accetta di sposare una mistifi­catrice, credendo trattarsi della figlia di un’amico scomparso. La ragazza, messicana, era in realtà la serva della donna che il protagonista è convinto di sposare, anche lei defunta. Una dida­scalia spiega che l’eroe non le aveva consentito di ammettere la verità, sebbene lei avesse voluto confessare l’inganno sin dall’inizio. I protagonisti, Lawson Butt, Mytle Stedman e Tina Modotti, sono diretti in modo incompetente, sebbene la loro statura di attori sia indiscutibile. Nel cast figurano anche F. Weed e J. Lance; la loro recitazione, comunque, non si solleva dalla media. La fotografia è encomiabile solo a tratti, in genere però risulta anonima. La produzione non ha badato a spese [...]”.
da Variety 3/12/1920, traduzione
a cura di Jacopo Mazzoli, Simone Romano