Francesca Genti  
     

BIMBA URBANA

hai visto più cartoni che tramonti

carezzato più pelouche che fili d’erba.

a merenda il latte e il cioccolato

uscivano fuori da un cartone colorato.

un giorno la tua gatta preferita

ha subito una ferita nella pancia.

"non ha mai fatto micini"

"non potrà essere felice".

qualcuno forse ti ha rimproverato

di non essere a contatto con la vita

con la terra la natura il sole

"miserabile infanzia" ti hanno detto

perché -naturale- un fumetto vale meno del letame

e lo yogurt ha un sapore industriale.

è da quel momento che è stato difficile confessare

che ti bastava la barbie il ken un foglio pulito

per stare allegra, toccare il cielo con un dito.

 

 

MESTRUO LIBERO SELVATICO (1)

quando eri a scuola

o sotto la doccia

e guardavi cartoni pruriginosi

e sciavi sulla neve

e parlavi alle teiere.

poco ti fregava di quelle cose rosse

( chè il sangue era meglio

nei film di dario argento).

allora non sapevi ancora

che ci potevi giocare

e che ne avresti parlato

ai tè con le amiche

agli specialisti

ai fidanzati che volevi scaricare.

che era un’arma potente

non l’avresti immaginato…

(il magico lasciapassare

a certe crisi isteriche

a piatti rotti improvvisi

a pianti incomprensibili).

 

 

MESTRUO LIBERO SELVATICO (2)

capriccioso come la mia gatta preferita

e libero e selvatico uguale a lei

prima o poi ritorni da un viaggio lungo

e insieme ci troviamo

quasi spesso bene.

ogni mese una storia nuova

e un segno sul calendario

(un’orma di gatta

con un Uniposca viola).

penso deve essere proprio per questo

che non divento pazza in un giorno soltanto

che non ho ancora fatto a pezzi il postino

o che non mi innervosisce il tubare dei piccioni.

ho due certezze nella vita

oltre gli ombretti dai colori bizzarri:

la mia gatta preferita

e un flusso (ir)regolare.

dormo tranquilla nella mia stanza.

 

 

GLI EXTRATERRESTRI

- guarda le bimbe dei manga

lisce e senza peli

hanno le tette più grosse di Barbie

poi sono tutte esperte

mentre la Barbie è legnosa

ed è fatta di caucciù senza colore

( la carta ha un profumo molto migliore

ma gli occhi hanno la stessa espressione ).

- secondo te hanno la saliva ?

- secondo te di cosa sanno i loro lobi ?

- forse non hanno le mestruazioni.

- forse le loro mestruazioni sono come gomma al cioccolato.

- pensa che bello se il sangue fosse verde o rosa.

- come fanno l’amore gli extraterrestri ?

- hanno una mente superiore

negli occhi e nelle vene la gigamma

ci sono degli inserti di acciaio nella carne

magari telecomandano il desiderio.

- e poi , ancora un’ultima domanda:

come ti sentivi quando diventavi donna ?

e di che colore disegneresti la curiosità

e di che colore la colpa ?

 

 

.. .SE IL COSMOPAVONE TORNERA'

- tornerà il cosmopavone ?

- vedi , mi hanno detto che lui è andato ad est ora , molto ad est

- se torna io non tiro più le ditate d'unto sulle finestre

- se torna la finisco di ammirarmi i pallini neri che si formano in mezzo alle dita dei miei piedi

- io quelli li chiamo leoncini

- se torna non limono più con il cuscino

- s e torna non mi fa più paura che mi crescano le tette (forse)

il cosmopavone è policromo

sicuramente adesso lui sta ad est

sicuramente lui vi sta pensando

 

 

GAME BOY

vedi , io sono una ragazza fortunata

perché vado nello spazio oscuro e misterioso

o sotto la terra senza soffocare

scavo molti cunicoli

sparo alle navi nemiche aliene

trovo gioielli armi cose utili

mi nutro di torte e mele e altri oggetti tondi.

ho sempre molta fame

e corro perché mi inseguono.

altre volte risolvo enigmi.

potrei stare ore a dialogare con un albero

e poi alla fine lui mi svela un segreto

mi piace riordinare i cubi di tetris

sentendo quella dolce musica alienante.

alcune volte sono un pattinatore solitario

o una talpa

o un cuoco

o il brasile

o qualche animalino senza spigoli

ma se posso scegliermi un personaggio

sono sempre una ragazza combattiva.

quando arrivo agli alti livelli

io ci credo veramente

magari non ho più punti energia

e va tutto a velocità supersonica

ma se sbaglio

è una spina nel cuore.

e se diventassi epilettica

sarebbe un grande dolore.

 

 

IL BUIO FUORI.

il buio fuori

lo schermo buio dentro

buio di sfondo ma con dei colori.

dentro c’è anche una canzone malinconica.

sei abile a giocare

sempre più abile e sola.

tutti dicono "che brutto stare soli".

e invece è bello perfetto

(anche per molte sere)

perché chiacchieri da sola

te la conti

sdraiata sul letto con il telefono vicino.

il telefono non suona

e tu sprofondi nei misteri del computer.

te ne fotti del telefono.

sei felice

è difficile da spiegare

ci vorrebbero tutti i biglietti d’auguri del mondo

le frasi retoriche che disprezzi

scatole e scatole di cioccolatini.

invece c’è la canzone malinconica.

cacchio sei una ragazza!

certe volte salti per la casa

e i vicini ti telefonano indignati

(sembra non abbiano energia vitale)

dicono "è inammissibile".

non pensi che tutto il mondo sia bello

perché non sei una scema

però ti capita di sentirti il sangue energetico

ti racconti le cose inconfessabili

e sei felice.

socate tutti, allora

e buonanotte alle case che vedo intorno.

 

 

RAGAZZA

- sono una ragazza, capisci?

me ne sbatto dei tuoi "non è concepibile"

delle medicine contro il raffreddore che sanno di ciliegia

del tono basso della voce impostata.

- non pesto le formiche, capisci?

trovo carini perfino i lombrichi.

regalo in giro mesi assurdi.

mi piace affondare nel mio corpo

pesarmi sulla bilancia.

- pensa: guardo i tramonti e non mi trovo patetica.

le dita delle mani

gli occhi

le narici misteriose

l’ombelico e la nutella

la senape e il seno.

le unghie

i vestiti che mi stanno bene

il respiro

le scarpe scomode.

- le cose "inconcepibili"…

sì, ne faccio innumerevoli

e allora?

 

 

NATALE

stellato caldo ubriacante

e come lo zabaglione

energetico e ingrassante.

pieno dei pacchi misteriosi

dei regali anonimi

degli ammiratori generosi.

ci sono gli abeti da decorare

se vuoi puoi ritagliare dei biglietti.

poi ci sono le tensioni tipiche

e alle cene di famiglia

le nonne e le prozie scassano:

ti dicono che non devi crescere

non sei capace a far da mangiare

e la lavatrice è un mostro strano

posseduta da uno spirito infernale

impossibile da domare con raziocinio.

(sei ancora troppo bassa).

forse clonano la neve.

 

 

LE COSE PAJE DELLA VITA

sono quando esci dalla doccia molto bella

ma ti fa schifo il tuo corpo nello specchio

- non sai bene il perché -

hai un naso che non ti piace

hai dei peli invisibili sul mento

non è facile trovare una pinzetta di buona qualità , pensi.

altre cose paje sono gli uomini che rimangono tuonati

solo perché hanno tirato su con l'indice della loro mano un’automobile di grossa cilindrata

questo li ha fatti impajire , pensi.

per non parlare di certe lucciole nei prati

sembrano delle luci stroboscopiche

le cose magiche sono reali.

c'è un'altra cosa molto paja:

è quando non sai se sei innamorata di uno e allora baci un altro

così scopri di essere innamorata del primo

intanto l' altro lascia la ragazza

e tu ti rimetti con quello che non sapevi se amavi ma adesso ti pare di sì.

succede anche che il secondo ti telefoni all’ una di notte

- ma non per stare incazzato -

in tutto ciò il tuo ragazzo vorrebbe sgozzarti sotto la luna

fortunatamente ripiega sul bacio.

tu sarai sicuramente molto sentimentale , pensi

ma la vita è paja

paja furens direi.

 

 

LA MIA LIBIDO

non è metereopatica.

e segue più che altro le canzoni

le melodie i ritmi sincopati

o anche l’opera

la musica sinfonica

impazzisce per i cartoni animati.

una volta si esprimeva

nella creta e nelle figurine

in collane con perline colorate

nel DolceForno in marmellate.

davanti a un film di dracula

una sera cambiò forma.

si espresse nell’acqua quella volta

nelle mani

in fantasie fatate.

 

 

COME VA VA

peccato che non sei una bimba di sei anni

che se lo eri ti riempivo di sceme cose di Hello Kitty

ti sparavo il set completo di quaderni forcine gomme profumate

mah … mi sa che ti sei perso i miei regali migliori.

se invece eri un gatto che mi piaceva

ti portavo in casa con me

cazzo, pensa che vita in camera mia

latte Abit e croccantini a tutte le ore

poi ti facevo le voci cretine

tu mi facevi le fusa

era molto facile.

invece tu sei alto con la voce fonda

chi lo sa cosa pensi

non ti masturbi perché sei cattolico

c’hai un sacco di roba lì dentro.

senti , allora direi , di arrangiarci così :

un film dell’orrore a casa mia

un sabato pomeriggio molto casto

senti , poi direi , senza paranoiarci troppo

come va va , no ?

(mi piace il tuo naso).

 

 

ESPRIMO UN DESIDERIO.

…gesù dello spazio siderale

e delle stelle galattiche e lucenti

aiutami , ti prego ,

a trovare le parole…

quanti fratelli hai ?

quattro è notevole.

e quanti telefoni ?

più d’uno ?

e allora , perché , scusa

sei sempre così teso e telegrafico…

non è difficile dissimulare

perché basta che vai nell‘altra stanza

quella buia e voluminosa

dove non c’è nessuno

oltre le piante grasse .

mentre i tuoi guardano la televisione

e il tuo gatto lecca i fiori

telefonami pure.

e non importa se è l’ora di cena

perché non è maleducato masticare i mandarini

e non importa se è più tardi nella sera

perché io sono ancora lì

a pensare a "qualcuno"

a bere camomille

potrei avere voglia

di parlare dei regali di natale

o dei segreti dello zodiaco.

telefonami pure.

 

"People see no worth in you

Oh but I do"

Smiths.

 

 

NATALE LUMINOSO.

io ti regalo

un film in videocassetta

dove l’eroe più strano muore quasi subito

senza più neanche l’elmetto.

tu mi regali

delle fotocopie

e alcune delle quali parlano di alci.

non so se te ne sei accorto

ma insieme stiamo bene

anche senza strafare.

complimenti per come balli

e per il modo nel quale ti esprimi

alcune volte mi sembra di sfogliare un manuale.

nei test sulle riviste femminili

totalizzeresti punteggi imbarazzanti

e gli psicanalisti

ti strizzerebbero un occhiolino comprensivo

da una foto in bianco e nero

che falsa loro i lineamenti.

quando cerchi di piazzarti elegante

sbagli spesso i colori e i tessuti:

sarà per questo

che con te farei un pic-nic

anche in mezzo a una discarica?

sei tantissimo candido nei tuoi intenti

come una torta fatta solo di farina.

chissà se dopo un ciclo di massaggi shiatsu

capiresti quando scherzo...

…in fondo in fondo

tutto di te mi fa scazzare

ma la somma dei tuoi difetti

equivale a un tuorlo d’uovo pieno di energia

o a un piatto di patatine fritte.

perché non andiamo insieme

a fare foto a quegli abeti luminosi

che nella notte se ne stanno nei giardini delle case?

avrei anche un tubo di Crystal Ball.

vorrei limitarmi ad annusarle.

spero ti piacciano gli odori malsani.

 

 

DIVIDIMI IN SILLABE AIUOLA.

come sei bravo tu

e colto e intelligente

coglione logorroico preparato

gagno scemo

glabro patinato

impotente.

scommetto che a sei anni

facevi con grazia gli origami

o i disegni di fiori carnosi

e sapevi sillabare la parola aiuola

mesi prima dei tuoi compagni.

chissà se eri già saccente e razionale

in prima elementare

o se il tuo destino sta nella tua bella grafia

così pallida e arzigogolata

di uno che non sa amare.

 

 

BISCOTTO FRAGILE.

s’è rotto il tuo cuore

- che era un biscotto di zenzero -

in un giorno pieno di sole

in una fiaba di soli animali.

nessuno se l’è mangiato

è solo caduto da solo

giù dallo scaffale

in un pomeriggio molto normale.

brava! perché adesso avrai

meno cose inutili

alle quali badare:

e la tua preoccupazione principale

sarà quella di non sapere masticare.

(finché non arriva il momento

di entrare in una strana cucina

a mendicare le dosi sbagliate

che servono ad impastare

un altro biscotto a forma di cuore.)

A.

liscio levigato mirtilloso

poco affine mentalmente

sentirti distante

e lasciarmi accarezzare.

- facciamo una situazione:

metti che mi incontri

nel casino di un concerto

in un prato con un pittore

o su un treno che sta per partire.

che parole mi diresti?

- o metti che è notte:

fuori è primavera

è pieno di lampi e pioggia

e mia madre è appena morta

sono sola e disperata.

verresti a consolarmi?

- e pensa se mi vestissi solo:

con abiti a fiori marroni

e bizzarre paperine d’oro

e avessi la bocca bianca

e stranissimi denti gommosi.

sono sicura sarebbe diverso…

e tu mi sembri qui vicino

qualcosa di poco famigliare

che può rincoglionire e fare male

quasi come un videogioco nuovo.

e poi te l’ho detto

sai di caramella

e sei una statua morbida

che non so bene se posso toccare.

meglio starmene protetta allora

a inventarmi parole nuove

la mia arma

per essere speciale.

 

 

IN QUESTO VIDEOGIOCO

succedono cose eccezionali

perché nevicano arance candite

e altri frutti dai colori celestiali

si animano nel buio dello schermo.

che mi piacevi era una bugia, capito?

te l’ho detto una domenica così, sai

ero stufa di record mondiali.

la mia lingua e la tua lingua

in un vero prato fiorito.

le tue mani la natura delicata

e mista al sole e ai rifiuti industriali

la mia solitudine nell’erba malata.

 

 

NON PIU’

anche con tutto il corpo coperto di brillantini

e tatticissime calze grigie

con gli stivali texani

o un cappellino da elfo

erre così moscia da sembrare spastica

zigomi asiatici – occhi molto distanziati

non sei più abile nella timidezza.

conoscerai anche tutti da dieci anni

ma ti concedo al massimo due amici di famiglia.

quando fai la gentile con i forestieri

quando stringi la mano a stranissimi marziani

sei brillante in quei momenti

non è difficile incantarsi.

poi però protetta quasi tutto il tempo

in quel mutismo altamente presuntuoso

perdere tutto lo smalto con il broncio

non capisco proprio chi te lo fa fare.

( guarda che timidezza non è sempre fascino

e il silenzio non mi fa impazzire ).

 

 

VIENI DI POMERIGGIO

arriva e/o vieni

tu e le tue famose orecchie da elfo

e quel corpicino da volpe furba

la carnagione squallida e la bocca pallida.

il lunedì quando i parrucchieri sono chiusi

il mercoledì mentre i lattai se la dormono

vieni nei pomeriggi fermi

quando non possiamo fare niente.

( e noi guardiamo le illustrazioni).

cantami qualcosa purché sia zuccheroso

o meglio raccontami

di come hai confessato i tuoi malestri

dei poveri animali che hai infilzato

dei numerosi peccati mortali

che la prima comunione ha mondato.

 

 

HAI PIU' MANGIATO L'AVOCADO?

Come stai?

e come vivi?

e esami ne dai?

e poi mi pensi?

talvolta con rammarico?

o mai?

e ti sei fatta una coscienza politica?

cosa ne pensi del matrimonio?

preferisci la convivenza?

Chi vedi?

e cosa dici?

di cosa chiacchieri con gli amici?

e chi sono?

i soliti di un tempo?

ne sono arrivati altri?

Sei più grassa o più magra?

come ti vesti?

cosa mangi?

hai ripreso la tua scuola di recitazione?

sei ancora invidiosa di me?

Hai i capelli come?

li hai schiariti?

o è stato il sole?

dove vai in vacanza?

dove esci la sera?

come passi il giorno?

a cosa pensi prima di prendere sonno?

Che musica ascolti ultimamente?

sei concentrata?

stai immobile e pensosa?

pensi ancora molto?

rifletti?

come sta tuo fratello?

Ti mancano certe nostre chiacchierate?

le hai scordate?

hai il coraggio di ammettere i tuoi sbagli?

hai imparato a cucinare?

Hai più mangiato l'avocado?

Ti incazzi ancora pensando al liceo?

cosa vuoi farne di te stessa?

sei cambiata?

hai progetti per il futuro?

e per il presente?

continui la tua opera di distruzione del passato?

Che effetto ti farebbe ricevere questa?

come reagiresti?

sei sempre allegra?

stai bene con la gente?

Mi scrivi talvolta lettere che non mandi?

ci pensi alla mia casa di montagna?

ti sembra vero quello che è successo?

non ti pare un poco spaventoso?

Quanti gelati hai mangiato questa primavera?

i tuo nonni stanno bene?

e la tua mamma e il tuo papà?

i miei regali sono sempre allo stesso posto?

come è cambiata la tua camera?

Che scarpe hai comprato per questa estate?

ti trucchi gli occhi?

ti vergogni ancora a mettere la gonna?

Hai avuto problemi quest'anno?

litighi con qualcuno?

sogni spesso spiagge assolate?

hai scovato il film della tua vita?

ti sei convinta che i fumetti sono una forma d’arte?

Ti indigni molto spesso?