Virgilio Gozzoli
  Personaggio ecclettico, da meccanico e tipografo diviene scrittore e pittore. Scrive e in parte mette in scena sonetti in vernacolo, melodramma e versi. Partecipa all’occupazione della fabbrica dove lavora (1921), e – ancora a Pistoia, la sua città – alla fondazione degli Arditi del Popolo. Versatile e curioso, i suoi scritti sono uno strumento politico e di dissacrazione. Esperimenta ‘Rivoluzione in Tipografia’ e ‘parolibe-rismo’ (futurismo) in alcune testate da lui dirette: “Ficcanaso” (1911); “Per un Mantellaccio” (1911); “Marchesino” (1915). Raro intellettuale individualista anti-elitario, opera solo con l’appoggio dei compagni di lavoro e di politica. Su “La Rivolta” (1910) presenta “Il fuoco” – chiaro richiamo al linguaggio futurista – e non casualmente su questa testata si invita a leggere “Poesia-Organo del Futurismo”. Fuoriuscito in Francia (1923), è meccanico e redattore assieme ad U. Fedeli e T. Rasi, de “La Rivista Internazionale Anarchica” (Parigi, 1924-1925) nonché condirettore de “Il Momento” (Parigi, 1938). Collabora a “Eresia di oggi e di domani” (1928-1929) ed a “Chanteclair” (1942-1945), entrambe di New York. Fa parte dell’Ufficio Libertario di Corrispondenza (Barcellona, 1931), con comunicati pubblicati su “Il Risveglio Socialista Anarchico” (Ginevra, 1900-1940). Quando Novatore (R. A. Ferrari) e L. Rafanelli sono attaccati da Berneri su “Iconoclasta!” (1920) per le loro posizioni politiche, letterarie e per le loro simpatie futuriste: ne prende le difese. Il periodico “Iconoclasta!” è fondamentale per capire sia i rapporti col futurismo in ambito anarchico, che la sua figura. Stampato in casa sua con mille difficoltà e molta solidarietà, subisce l’incendio ed un tentato omicidio dai fascisti. Attento alla componente artistica, illustra o fa illustrare le testate (Governato, Fasdito), coinvolgendo con propri scritti, il noto poeta futurista Paolo Buzzi. E’ direttore o redattore di “Fede” (1931), “Lotte Sociali” (1933-1935), “La Tempra”(1925-1926): tutte di Parigi, e “Guerra di Classe” (Barcellona, 1936-1937).