Silvia Ballestra
 
Sono nata nelle Marche nel 1969. Sono laureata in Lingue e letterature straniere moderne. Ho esordito nel 1990 nell'antologia "Papergang, Under 25" terzo volume curata dallo scrittore Pier Vittorio Tondelli. Il mio primo libro "Compleanno dell'iguana" è uscito nel 1991, contemporaneamente, da Transeuropa e Mondadori. E' stato tradotto in Francia, Portogallo, Germania. Segue il romanzo "La guerra degli Antò" del 1992, sempre per Transeuropa e Mondadori. Da questo libro è stato tratto il film, uscito nel 1999, per la regia di Riccardo Milani. Nel 1994 è uscita la raccolta "Gli Orsi" per la Feltrinelli, nel 1996 la lunga intervista biografia "JoyceL., una vita contro" (Baldini e Castoldi), nel 1998 il romanzo "La giovinezza della signorina N.N., una storia d'amore" (Baldini e Castoldi)… Insieme a Giulio Mozzi ho curato il primo volume dell'antologia "Coda" riservata ai giovani under 25 ed edita da Transeuropa. Ho curato poi diverse traduzioni dal francese e dall'americano. Attualmente vivo e lavoro a Milano. Ho iniziato a scrivere a 18 anni. Ero al primo anno di Università, a Bologna, e ricordo di aver comprato il secondo volume dell'antologia curata da Pier Vittorio Tondelli, che conoscevo già come autore di "Altri libertini" e "Pao Pao". Scrissi forse quattro o cinque racconti e li inviai alla Transeuropa: dopo circa un anno di silenzio fui contattata da Massimo Canalini, l'editor che si occupava della narrativa. Tondelli aveva letto le mie cose e promise di metterle nel nuovo volume. Nel frattempo (sono passati tre anni per arrivare alla pubblicazione) ogni volta che scrivevo qualcosa di nuovo lo sottoponevo a Canalini- la Transeuropa aveva sede bolognese-e insieme discutevamo il da farsi. Così, da un racconto intitolato "Yes,ya,oui,ya,sì" è emersa la figura del giovane pescarese Antò Lu Purk, un personaggio punk che in quella storia ambientata all'Isola del Kantiere svolgeva un ruolo secondario, sullo sfondo. Canalini mi suggerì di lavorare su quel personaggio e su quella lingua, abbandonando certi miei toni più trucidi e cupi per dedicarmi a qualcosa di più comico e ridanciano. Nacque così il racconto lungo "La via per Berlino" seguito poi da "La guerra degli Antò", romanzo che era già pronto prima della pubblicazione d'esordio e cioè prima del "Compleanno dell'iguana". A quell'epoca - ma anche adesso, perché certi autori fondamentali li leggo e rileggo spesso - leggevo soprattutto libri americani. Inutile dire che si scrive perché si legge, perché si conosce l'immenso piacere della scrittura. Per quanto mi riguarda, la mappa dei miei scrittori di riferimento me la sono costruita da sola, nel tempo, senza che nessuno mi indicasse o mi aitassi ad orientarmi, almeno all'inizio. Voglio dire, è anche una grande soddisfazione fare le proprie scoperte, trovarsi da soli, in libreria o in biblioteca, un buono scrittore e leggere tutto quello che ha scritto. In seguito, a volte per strani percorsi, c'è stata una ulteriore selezione che ha ristretto il campo agli autori "utili" per scrivere. Carver è sempre stato il mio preferito, ma c'erano anche Selby, Brautigan, Mc Inerney, Leavitt, ovviamente Hemingway, Steinbeck, Caldwell, il grandissimo salinger (i racconti e i libri meno noti), Bukowski, Fante e Shepard. Ho confessato tutto, anche alcuni che oggi potrei rinnegare come questi ultimi tre. Poi c'è stata la scoperta di alcune scrittrici come la O' Connor, Edna O' Brien, Grace Paley più alcune giovani americane. Per quanto riguarda i classici, essendomi laureata in Lingue, posso dire di conoscere bene la letteratura francese e inglese, più, ovviamente, i grandi russi che spero tutti abbiano letto, in particolare Cechov. Fra gli italiani, fondamentali per me sono stati Arbasino, ovviamente Tondelli, Luigi di Ruscio e Joyce Lussu. Fra i giovani seguo con particolare attenzione il lavoro di Claudio Piersanti, Romolo Bugaro, Andrea Demarchi e Enrico Brizzi.