RETE CIVICA DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA
Torna alla Home
Mappa del sito Cerca in Navig@RE 

Home

Gioventù bruciata - Rebel Without a cause

Regia:Nicholas Ray
Vietato:14
Video:Warner Home Video (Gli Scudi)
DVD:Warner Home Video
Genere:Drammatico - Sociale
Tipologia:Disagio giovanile
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Nicholas Ray
Sceneggiatura:Irving Shulman, Stewart Stern
Fotografia:Ernest Haller
Musiche:Leonard Rosenman
Montaggio:William Ziegler
Scenografia:William Wallace
Costumi:
Effetti:
Interpreti:James Dean, Dorothy Abbott, Nick Adams, Corey Allen, Jim Backus, Jimmy Baird, Tom Bernard, Paul Birch, Dennis Hooper, Natalie Wood
Produzione:David Weisbart per la Warner Bros
Distribuzione:Cineteca di Bologna
Origine:Usa
Anno:1955
Durata:

114'

Trama:

Jim, Judy e Plato, studenti universitari, vengono fermati, con altri giovani, perchè sospettati di aver bastonato un uomo, abbandonandolo poi svenuto sulla strada. Judy viene ricondotta a casa della madre. Plato, che non vive con i genitori divorziati, viene affidato alla sua governante negra. Per Jim vengono al Commissariato i genitori e la nonna, che inscenano un litigio familiare. L'indomani Judy rifiuta un passaggio nell'automobile offertole da Jim. Più tardi egli la vede in mezzo ad un gruppo di studenti capeggiati da Buzz, che si mostrano a lui ostili. Dopo aver assistito ad una conferenza, Buzz e i suoi amici aspettano Jim: Buzz lo schernisce e lo schiaffeggia. Alla fine i due stabiliscono di misurarsi in una gara detta "chickle run": si tratta di correre in auto a grande velocità, verso il margine di uno spiazzo roccioso, oltre il quale il terreno scende a precipizio nel mare. Dei due concorrenti quello che, saltando dalla macchina, si troverà più vicino al precipizio, sarà il vincitore. Jim si lancia tempestivamente dalla macchina; Buzz resta impigliato alla maniglia dello sportello e precipita in mare. Malgrado il parere contrario dei genitori, Jim decide d'informare la polizia. Gli amici di Buzz vorrebbero impedire a Jim di parlare coi poliziotti, ma non lo trovano e intanto maltrattano Plato. Jim, che non è riuscito a far intervenire la polizia, si rifugia con Judy in una villa abbandonata, dove li raggiunge Plato: aggredito dagli amici di Buzz, Plato spara e fugge. Ora interviene la polizia, chiamata dai parenti, e Plato viene colpito per errore. Jim, costernato, piange presso l'amico morente.

Critica 1:Dei tre film che hanno creato il mito di James Dean, questo è certamente il più noto, il più amato e il più mitico. Nicholas Ray era un regista trasgressivo, e sarebbe un errore leggere il film come uno studio realistico sul fenomeno rappresentato. L'importante è non mitizzare i personaggi per evitare la tentazione dell'emulazione. Genitori e figli ne discutano pure.
Autore critica:Francesco Mininni
Fonte criticaMagazine italiano TV
Data critica:



Critica 2:Il film è diventato un mito in relazione alla prematura scomparsa di James Dean, giusto una settimana prima della proiezione per il pubblico. Riflette bene la nuova percezione sociale del disagio adolescenziale e giovanile che caratterizza tutti gli anni Cinquanta. Il giovane Holden - il libro esce nel 1951 - fa da prototipo dell’adolescente ribelle in cerca della verità e dell’innocenza, deluso dall'artificialità e dall'ipocrisia del mondo degli adulti, a partire dal nucleo sociale e di base che è la famiglia. Come Holden Caulfield, i tre protagonisti del film sono di buona estrazione sociale, ma non riescono ad accontentarsi del benessere materiale, soffrendo per il senso di incomprensione e inadeguatezza che caratterizza la loro quotidianità.
A partire dalla loro insoddisfazione di fondo e dalla ricerca di un centro di gravità esistenziale, il film organizza una serie di sottotemi significativi che riguardano le relazioni dei ragazzi con la famiglia, la scuola, il gruppo di pari, la dimensione sentimentale e il proprio futuro.
La carica di contestazione dei tre, che non a caso si esprime nei gesti simbolici per cui finiscono in commissariato, non appare tanto votata alla distruzione rivoluzionaria. Piuttosto, si rivendica la necessità di farsi considerare, vedere e sentire dal mondo degli adulti, incapace di relazionarsi con gli adolescenti, a partire dai propri figli, se non attraverso schemi che appaiono inefficaci, in bilico tra il paternalismo e la punizione.
Il percorso di crescita, necessario per riuscire a venire a capo di tale insoddisfazione esistenziale, è sintetizzato nella progressione del personaggio di Jim, che diventa per eccellenza il ribelle senza causa (apparente), suggerito dal titolo originale. In modo classico, tale processo formativo avanza per prove successive: la reazione isterica verso il commissario, il duello con Buzz davanti a scuola, la corsa dei conigli, la fuga da casa, le responsabilità di fronte alla fragilità di Plato, fino a una maggiore consapevolezza dei propri mezzi.
In questo percorso appare centrale l'esperienza affettiva. L'amore tra Jim e Judy, per quanto schematico a livello di sceneggiatura, rende bene l'importanza della dimensione affettiva tra coetanei, che permette di incanalare positivamente energie, pulsioni e desideri tipici dell'età. Non a caso, lo sconfitto è Plato, colui che meno degli altri ha famiglia, poiché la madre è assente anche fisicamente, e che sembra anche fisicamente il più piccolo, il più indifeso. La sua amicizia con Jim è di fatto superata dall'amore di quest'ultimo per Judy: nel gioco della villa, fuga dalla realtà che prelude al tragico finale, Plato è il figlio, il più piccolo.
Evocata per tutto il film, dalla sequenza del planetario alla sfida in auto, la morte sancisce il passaggio da uno status a un altro. Concretizzatasi nel cadavere di Plato - dopo quello di Buzz che però non ha fisicità, disperso nel vuoto e nel fuoco - la morte non appare più una sfida estrema con cui confrontarsi per dare un senso alla propria insoddisfazione esistenziale, ma si trasforma semplicemente nella fine di ogni cosa, che non ammette repliche di alcun tipo. Sul cadavere di Plato tutti si rendono conto della necessità di una nuova fase: Jimmy presenta Judy ai suoi, ponendo le basi per una nuova famiglia, e i genitori restano in silenzio, per la prima volta nel film, comprendendo il gesto del figlio, che avevano creduto di aver perso per sempre.
Autore critica:Michele Marangi
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
Valid HTML 4.01! Valid CSS! Level A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0 data ultima modifica: 07/20/2015
Il simbolo Sito esterno al web comunale indica che il link è esterno al web comunale