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Com'era verde la mia valle - How Green Was My Valley

Regia:John Ford
Vietato:No
Video:Biblioteca Rosta Nuova, visionabile solo in sede - San Paolo Audiovisivi, 20th Century Fox Home Entertainment
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Il lavoro
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo omonimo di Richard Llewellyn
Sceneggiatura:Philip Dunne
Fotografia:Arthur C. Miller
Musiche:Alfred Newman
Montaggio:James B. Clark
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Sara Allgood (Beth Morgan), Donald Crisp (Morgan), Evans Evans (Gwinlyn), Barry Fitzgerald (Cyfartha), Richard Fraser (David Morgan), Denis Hoey (Motschell), Patrick Knowles (Ivor Morgan), Marten Lamont (Jestyn Evans), Anna Lee (Bronwen Morgan), John Loder (Ianto Morgan), Morton Lowery (Jonas)
Produzione:Fox
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Usa
Anno:1941
Durata:

118’

Trama:

La progressiva ma non meno dolorosa disintegrazione di una famiglia di minatori gallesi e della vallata in cui sono vissuti, alla fine del secolo scorso.

Critica 1:Dal romanzo di Richard Llewellyn: vite di minatori in un paese del Galles nel 1890. Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale J. Ford ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar (film, regia, fotografia di A. Miller e D. Crisp attore non protagonista): raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Com’era verde la mia valle ci racconta la storia della disgregazione di una famiglia di minatori, che corre parallelamente alla decadenza di un villaggio carbonifero gallese di fine Ottocento. Quando il film inizia la miniera è già chiusa e il paese praticamente spopolato ed è la memoria di Huw a ripercorrere i momenti più significativi del passato all’insegna di un rimpianto nostalgico per i tempi in cui l’unità e l’armonia regnavano in quel microcosmo povero e semplice, ma sostanzialmente felice, che era la sua famiglia.
Il padre e i figli che scendono dalla miniera cantando, la madre che raccoglie in un grembiule i soldi, le lezioni di vita impartite dal pastore Gruffydd ad Huw tra i campi della vallata e quella di pugilato data al cattivo insegnante ecc., tutto va a comporre un affresco multiforme di un angolo di mondo popolato da un’umanità autentica e spontanea e governato dai solidi valori della tradizione.
Il trascorrere del tempo e l’evoluzione della Storia impongono, però, la loro legge e per la famiglia Morgan inizia l’inesorabile disfacimento sotto i colpi della crisi economica, della disoccupazione e della conseguente emigrazione.
Dopo Furore il maestro del western abbandona ancora una volta il suo genere preferito per affrontare un film d’argomento sociale, come era richiesto all’epoca da una Hollywood che dopo la grande crisi del 1929 mostrava una certa predilezione per le tematiche legate alla vita delle classi più umili.
Ford lo fa a suo modo, mettendo l’accento più sul profilo morale–antropologico dello scenario ottocentesco che evoca, che su quello sociale-economico. Ciò che al regista interessa maggiormente, insomma, è esplorare in uno sfondo geograficamente e cronologicamente diverso quella stessa dimensione di forte coesione e identità di un nucleo familiare alle prese con la lotta quotidiana per la sopravvivenza, che fu tipico del pionierismo della Frontiera da lui cantato nei suoi western in termini più leggendari che realistici.
Il registro prevalente che Ford impone al film non è così quello storico-sociologico e tantomeno quello della critica sociale, bensì quello epico-poetico, dove l’epopea è quella delle difficoltà quotidiane affrontate con animo forte e sereno e il lirismo nasce dalle tonalità di nostalgia crepuscolare per un mondo perduto che si proietta nel ricordo in chiave mitica ed idealizzata.
Autore critica:
Fonte critica:pacioli.net
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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