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Victor Victoria - Victor Victoria

Regia:Blake Edwards
Vietato:No
Video:Mgm Home Entertainment
DVD:Warner Home Video
Genere:Commedia
Tipologia:Le diversità
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Blake Edwards, Hans Hoemburg
Sceneggiatura:Blake Edwards
Fotografia:Dick Bush
Musiche:Leslie Bricuss, Henry Mancini
Montaggio:Ralph E. Winters
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Julie Andrews (Victoria), John Cassidy (Juke), James Garner (King Marchand),Christopher Good (Stage Manager), Robert Preston (Toddy), Mike Tezcan (Clam), Lesley Ann Warren (Norma)
Produzione:Blake Edwards e Tony Adams
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Usa
Anno:1982
Durata:

135'

Trama:

Siamo a Parigi nel 1934 e Victoria, una cantante ridotta alla fame, incontra un artista di cabaret, Toddy, licenziato per la lite con un amichetto, che ha provocato una gran rissa. Siamo nel mondo "gay". Toddy e Victoria decidono di creare un personaggio di successo. Victoria diventerà Victor, un nobile polacco, molto femmineo, con buone doti di ballerino e di cantante. In breve, la Parigi dei nights è conquistata dalla nuova stella. Tra i suoi ammiratori vi è un boss affarista di Chicago, King Marchand, che dubita della identità di Victor, e assolda un detective privato per accertarsi se è veramente un uomo o una donna. Scoperto il trucco di Victoria, nasce l'amore fra i due, con tutto lo scandalo, la baraonda che ne consegue, non ultima la rottura di King con la sua bionda compagna Jean Harlow. Così Victor ritorna Victoria. Accompagna King nel locale che aveva applaudito le sue prestazioni e assiste divertita alla caricatura che Toddy fa dei suoi balli e dei suoi canti.

Critica 1:Terza versione di una commedia tedesca del 1933 di Rheinhold Schunzel: nella Parigi del 1934 una cantante disoccupata finge, su suggerimento di una vecchia e simpatica checca, di essere un conte polacco omosessuale che di mestiere si traveste da donna. E sfonda. W il remake! in questo caso. Come operazione in puro stile rétro è un trionfo, in linea con i musical MGM degli anni '40 e '50. In perfetto equilibrio tra farsa e sentimento, tra umorismo di parola e comicità d'immagine, è una delle migliori commedie del decennio, degna di Lubitsch. 30 e lode a R. Preston. Sette nomination e un solo Oscar per la miglior canzone.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Senza dubbio, uno dei migliori musical degli anni ottanta, con altrettanta probabilità uno dei migliori firmati da Blake Edwards, Victor Victoria vede la consacrazione di un’artista incredibile come Julie Andrews. La “signora Edwards” si cala alla perfezione nel ruolo ambiguo di una donna tormentata dalla povertà (Victoria, appunto), dotata di una splendida voce, ma rifiutata dai manager e dai proprietari di locali notturni. Di dove? Di Parigi, e siamo nei primi anni trenta. Il che significa che, se il lavoro manca, non sono tempi d’oro di certo: si finisce in strada, con il rischio di offrisi a qualche uomo per una semplice polpetta. Questo sta per accadere alla graziosa Victoria, quando conosce un altro artista scapestrato e con problemi di portafoglio, il simpatico gay Toddy (Robert Preston): grande complicità tra i due ed un’ideona che li può sistemare a vita. La godereccia, scandalistica e libertina Parigi impazzirà per Victor, nobile polacco giunto nella capitale francese per mettersi al servizio delle arti canore. Victor è un omosessuale, si traveste da donna e canta canzoni nei night, e questo basta per far impazzire la gente. Il segreto è che Victor non è nient’altri che Victoria, travestita da uomo, che per lavoro si traveste da donna. Insomma, un bel pasticcio. Che procura soldi a palate, finché… Finché Victoria conosce il gangster King Marchand (James Garner), e se ne innamora. Corrisposta da lui, che però pensa di avere quelli che, nel mondo della malavita, possono essere seri problemi sessuali: perché sente attrazione per quel principe polacco? Che sia passato all’altra sponda? Cosa diranno i suoi uomini? Storia dagli equivoci intriganti, dalle musiche di valore, dal cast perfetto, il che significa un film da vedere. Blake Edwards ha sempre saputo affrontare il tema dell’ambiguità sessuale con classe e humor, basti pensare a film come Operazione sottoveste e Nei panni di una bionda: in questo caso eccelle.
Autore critica:
Fonte critica:DVD.it
Data critica:



Critica 3:A prima vista, Victor Victoria è una favola, una favola musicale. Cenerentola nella Parigi permissiva degli anni trenta, Victoria è una cantante d'opera che per campare cerca di darsi al cabaret. Senza gran successo tant'è che la vediamo offrire, in una delle prime scene, la propria virtù in cambio di una polpetta. Incontra Toddy (Robert Preston), omosessuale che non dispiace alle donne, cantante di cabaret anch'egli in cattive acque. Sarà suo il lampo di genio: Victoria si trasformerà in uomo diventando Victor. E assieme, sulla scena come nelle camere d'albergo (caste, considerata la situazione) diverranno coppia celebre, lui come impresario, lei come stella del varietà dal sesso ambiguo. Sennonché come nelle favole, compare il Principe Azzurro, nelle spoglie di un industriale-playboy americano (James Gardner): per amore, Victor ridiverrà Victoria, non senza essersi costruita, come professionista ma anche (è uno dei sottili paradossi del film) come donna, attraverso la sua parentesi mascolina.
Favola, quindi, come il cinema americano (ricordate Sabrina) ci ha spesso sfornato: ma anche, e soprattutto, una dissertazione di grande intelligenza, originalità e grazia sul mistero, e sulla magia, della maschera. Victoria, come la protagonista stessa riassume la propria posizione nel film, è "una donna che pretende di essere un uomo che pretende di essere una donna". Un falso travestito, in poche parole: ma la formula di Julie Andrews traduce molto meglio l'infinito gioco di specchi, di rinvii di significati, di sottintesi esistenziali e morali che il film riesce a proporre. Per esempio: è grazie al travestimento che Victoria riesce a suscitare il desiderio e la seduzione. Il milionario innamorato, ma anche gli spettatori del cabaret, e quindi quelli della sala cinematografica, passano attraverso il voyeurismo offerto da questo travestimento per desiderare e quindi far esistere, la protagonista. E ancora: è grazie al travestimento che la donna, sgraziata e sfortunata all'inizio, può finalmente permettersi di ascendere socialmente. Oppure: elemento ibrido, né uomo né donna Victoria non esiste. E pura astrazione, oggetto di desiderio ma come si desiderano le cose impossibili, i sogni: ed è l'amore a restituirla alla sua fisicità. Ma egualmente, per togliere ogni sospetto di moralismo dal quale Blake Edwards è ben lontano, questi processi positivi per Victoria diventano distruttivi per Toddy, il vero travestito. Non solo perché, una volta restituita la donna alla sua vera natura, perderà la ragione del proprio successo di manager: ma perché se la dissimulazione era utile all'ascesa sociale della donna, e negativa per raggiungere la convenzione sociale del matrimonio! per lui si tratta del contrario. Nel travestimento egli è vero: ma quando deve svelare la propria mistificazione, come nel balletto finale nel quale egli si sostituisce alla donna, eccolo decadere al ruolo sgraziato del buffone.
Basterebbero delle sequenze come quelle nelle stanze d'albergo a qualificare per sempre un cineasta: l'armonia diabolica con la quale il regista fa roteare i diversi personaggi attorno all'asse costituito dal cortile dell'albergo, con le infinite gag degli investigatori che diventano investigati, con i punti di vista, ottici e di significato, che continuamente si sovvertono in una irresistibile cascata di soluzioni. E che mai costituiscono un puro gioco formale, ma che sempre sono al servizio di una storia che come abbiamo visto, e fondata su un gioco di riflessi, di rinvii, di rovesciamenti. Cinema come evasione? Come no: ma purché sia questo tipo di evasione...
Autore critica:Fabio Fumagalli
Fonte critica:www.rtsi.ch/filmselezione
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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