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Zucchero! That Sugar Film - That Sugar Film

Regia:Damon Gameau
Vietato:No
Video:No
DVD:Samuel Goldwyn Films
Genere:Documentario
Tipologia:Sport e salute
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Damon Gameau
Sceneggiatura:Damon Gameau
Fotografia:Judd Overton
Musiche:Jojo Petrina
Montaggio: Jane Usher
Scenografia:Gareth Davies
Costumi:
Effetti:Seth Larney
Interpreti:Damon Gameau, Brenton Thwaites, Isabel Lucas, Jessica Marais, Stephen Fry, Hugh Jackman, Zoe Tuckwell-Smith
Produzione:Samuel Goldwyn Film, Madman Production Company, Screen Australia
Distribuzione:Fil Rouge Media
Origine:Australia
Anno:2014
Durata:

99'

Trama:

Lo zucchero è presente nell'80% dei cibi confezionati. Che cosa succede al nostro corpo se ci fidiamo dei prodotti in apparenza sani - se non dietetici - definiti a basso contenuto o persino "senza zuccheri"? L'attore e regista australiano Damon Gameau ha realizzato un esperimento unico nel suo genere: documentare il passaggio da un'alimentazione attenta ed equilibrata a una dieta ipercalorica, con un alto contenuto di zuccheri. Per questo vero e proprio esperimento si è nutrito di cibi considerati "sani", ma che in realtà sono ricchi di zuccheri nascosti, come yogurt magro, succhi di frutta, cereali e barrette di muesli, verdure in scatola... Tutte abitudini alimentari, molto diffuse nei cosiddetti Paesi avanzati, che corrispondono, però a circa 40 cucchiaini da tè di zucchero al giorno! Pur disposto ad affrontare tutto con un sorriso, dopo due mesi Damon si è ritrovato con un ingrossamento del fegato, stanchezza cronica, problemi di sonno e di concentrazione, sintomi di depressione, un principio di obesità e incombenti rischi di diabete...

Critica 1:Che cosa succede al nostro corpo se consumiamo 40 cucchiaini di zucchero al giorno? Lo racconta in «The sugar film» pellicola divertente ed ironica, il regista australiano Damon Gameau che, dieci anni dopo Super Size me, il documentario di Morgan Spurlock sugli effetti dei cibi da fast food, si è messo alla prova in prima persona con un esperimento che racconta quello che (senza saperlo)davvero mangiamo.
Partendo dal presupposto che lo zucchero è presente nell’80% dei cibi confezionati, Gameau ha deciso di eliminare dalla sua dieta alimenti come merendine, bibite zuccherate, gelati. Così per sessanta giorni ha rinunciato al consumo di alimenti freschi sottoponendosi a una dieta ipocalorica a basso contenuto di grassi. Niente schifezze ma quasi esclusivamente prodotti apparentemente sani e salutari definiti “senza zuccheri”: yogurt alla frutta, barrette di cereali, bevande light, frutta secca o disidratata, mousli e succhi di frutta: insomma tutta roba che in genere è considerata sana e ipocalorica e che spesso i genitori danno ai propri figli. E i risultati sono stati scioccanti.
Monitorato da un team di medici , dopo appena 18 giorni al regista è stato diagnosticato un ingrossamento del fegato. Con il passare del tempo è peggiorato anche l’umore, ha cominciato a soffrire di sonnolenza, nervosismo, apatia fino ad arrivare alla depressione. Alla fine dei due mesi era ingrassato di otto chili e mezzo e il punto vita era aumentato di 10 centimetri imboccando così la via dell’obesità. «Non ho mai cambiato il mio apporto calorico, ma nonostante questo non mi sentivo mai sazio» racconta Deamon che, quando ha ripreso un regime dietetico normale è tornato al suo peso originale.
Ma come è possibile? Nonostante le dichiarazioni delle etichette, Gameau con gli alimenti “salutari” ha consumato circa 40 cucchiaini di zucchero al giorno, una quantità non lontana dai 28 cucchiaini consumati in media da un adolescente americano (gli italiani ne consumano 18-20) ma assai distante dai 9 cucchiaini consigliati dall’organizzazione mondiale della Sanità (6 per le donne).
«Ho deciso di girare questo film per cercare di fare chiarezza sugli effetti dello zucchero: un giorno ho letto che era tossico e velenoso, un altro che fa bene e ci serve per produrre energia. Ho pensato che il solo modo per arrivare alla verità fosse quello di sperimentare tutto in prima persona con l’aiuto di un team di esperti», spiega il regista australiano al New York Times. Il risultato è stato sorprendente: alimenti insospettabili non sono poi tanto meglio di un bicchiere di coca cola. «Non voglio demonizzare lo zucchero, l’intento del film è quello di mostare alla gente dove davvero si nasconda. Le etichette sono spesso ambigue, la pubblicità fa il resto: ma dobbiamo essere consapevoli che quattro grammi di zucchero sono un cucchiaino». (…)
Autore critica:Cristina Marrone
Fonte criticaCorriere della Sera
Data critica:

18/8/2015

Critica 2:
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Fonte critica:
Data critica:



Critica 3:
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Libro da cui e' stato tratto il film
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A cura di: Redazione Internet
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