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Picnic ad Hanging Rock - Picnic at Hanging Rock

Regia:Peter Weir
Vietato:No
Video:Panarecord, L'Unita' Video
DVD:CVC
Genere:Drammatico
Tipologia:Il mondo della scuola - Giovani, Natura e ambiente
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dalla novella "Picnic a Hanging Rock" di Joan Lindsay
Sceneggiatura:Cliff Green
Fotografia:Russell Boyd
Musiche:Gheorghe Zamfir, Bruce Smeaton
Montaggio:Max Lemon
Scenografia:David Coppin
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Rachel Roberts (Mrs. Appleyard), Vivean Gray (Miss McCraw), Helen Morse (Mademoiselle de Portiers), Kirsty Child (Miss Lumley), Anthony Llewellyn-Jones (Tom), Jacki Weaver (Minnie), Frank Gunnell (Mister Whitehead), Anne Lambert (Miranda), Karen Robson (Irma), Jane Vallis (Marion), Christine Schuler (Edith), Margaret Nelson (Sara), Ingrid Mason (Rosamund), Jenny Lovell (Blanche), Janet Murray (Juliana), Peter Collingwood (Colonnello Fitzhubert), Olga Dickie (Mrs. Fitzhubert), Dominic Guard (Michael Fitzhubert), John Jarrett (Albert Crundall)
Produzione:B.E.F. Film Distributors Pty Ltd. - The South Australian Film Corporation - The Australian Film Commission
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Australia
Anno:1975
Durata:

110’

Trama:

Stato di Victoria, Australia, 1900. Nel giorno di San Valentino, una classe femminile del prestigioso collegio Appleyard si reca in gita ad Hanging Rock, un promontorio vicino al monte Macedon. Nel pomeriggio tre ragazze, Miranda, Marion e Irma, e un’insegnante, Miss McCraw, spariscono senza lasciare alcuna traccia. Inutili si rivelano le ricerche delle forze dell’ordine e dei cittadini accorsi per l’accaduto. Intanto, nell’istituto, la direttrice Mrs. Appleyard pare più interessata al contraccolpo che la scuola patirà sul piano dell’immagine che alla sorte delle scomparse. Una settimana dopo, grazie alla ricerca condotta da Michael Fitzhubert e da Albert Crundall, due giovani che si erano incuriositi vedendo le ragazze allontanarsi il giorno della gita, viene ritrovata Irma. La ragazza è in stato di shock e non ricorda assolutamente ciò che è successo. La situazione dell’istituto è destinata però a precipitare: un’insegnante, Miss Lumley, si dimette, un’allieva orfana, in ritardo nel pagamento delle rette, viene riconsegnata all’orfanotrofio, la stessa direttrice si dà sempre più spesso all’alcol fino al momento in cui viene ritrovata, in maggio, morta ai piedi di Hanging Rock. Delle ragazze scomparse non si saprà più nulla.

Critica 1:Ma dove sono scomparse le collegiali in gita? Non un film sul mistero, e nemmeno tanto sulla magia. Quanto sul contatto con la natura: uno dei grandi temi di un cinema tutto da scoprire, quello australiano. L'evasione, il privilegio della fuga nella natura e nella verità è concesso soltanto nella purezza; Il ritorno alla madre-patria è invece inteso come ritorno alla facilità materialistica. Ma Weir allea il fantastico al sociale: il contatto con la natura è ancora la linea che divide la classe inferiore, quella indigena, dal culto classista e formale dei colonizzatori anglosassoni. Espresso con una cura formale ai limiti dell'accademismo, un film insolito ed assolutamente affascinante.
Autore critica:Fabio Fumagalli
Fonte criticartsi.ch/filmselezione
Data critica:



Critica 2:Picnic ad Hanging Rock è il film che ha contribuito a far conoscere il cinema australiano al pubblico europeo e americano. Tratto da una novella di Joan Lindsay, basata su un fatto di cronaca, il film di Peter Weir è uno dei punti di partenza di quella costante narrativa, che sarà in seguito caratteristica del regista, pronta a situarsi in perenne equilibrio tra i concetti contrastanti di natura e cultura. Nel film, infatti, uno dei protagonisti è senza dubbio l’ambiente naturale, dapprima scenario bucolico in cui è possibile per la classe del collegio femminile abbandonarsi ai propri sogni adolescenziali nel giorno di San Valentino, successivamente luogo minaccioso che fagocita individui annullando la concezione dello spazio e del tempo, vero e proprio territorio segnato dal pericolo e mostrato attraverso anfratti bui, rocce appuntite e antropomorfe, angoli ciechi che non restituiscono la presenza fisica. In Picnic ad Hanging Rock il sogno primaverile botticelliano delle candide fanciulle descritte spesso nei loro movimenti sinuosi attraverso il ricorso al ralenti, quasi a sospenderne l’azione nella cristallizzazione dell’eterea perfezione del momento, si tramuta in opposizione mortifera e annichilente, segnata dalla scomparsa irriducibile e dal lutto. La morte rappresenta il capovolgimento di quell’atmosfera onirica che aveva caratterizzato la mattina della gita: la raffigurazione degli splendidi scenari naturali, lievemente accarezzati dalla brezza, doratamente assolati (e magnificamente restituiti dal direttore della fotografia Russell Boyd) e soavemente occupati dalle vesti immacolate delle fanciulle, si ribalta nell’irriducibilità dell’annullamento supremo, nella completa impossibilità della restituzione delle persone scomparse senza alcuna motivazione razionale e nella completa mancanza di un qualunque riscontro che possa far risalire all’accaduto. La natura è totale abbandono e segue l’assoluta indipendenza (e indifferenza) delle sue leggi rispetto alle perverse logiche dell’uomo.
La scuola della direttrice Appleyard, simbolo di educazione e disciplina, è l’immagine di quella cultura che si contrappone all’incomprimibilità di una natura inaccessibile all’umanità, persa com’è, quest’ultima, nella cura delle apparenze (la stessa direttrice che si rammarica dell’evento soltanto perché sottrarrà allieve e rette l’anno successivo), nell’equilibrio del profitto (Sara che viene trasferita all’orfanotrofio perché indietro nel pagamento di sei mensilità), nella rabbia che porta direttamente all’alienazione (dopo le dimissioni di Miss Lumley, la direttrice comincia a stordirsi con l’alcol). Ma cultura è anche quella che si riscontra nelle dinamiche di un gruppo più curioso di ciò che è successo che addolorato per sincera amicizia: alla comparsa della ritrovata Irma prevale prima il silenzio attonito, poi l’isteria intrigante relativa alla sorte di Miranda, che di fatto rappresenta il riferimento principale di tutte le ragazze, perché in essa rispecchiano i propri ideali di bellezza incontaminata, spensieratezza giovanile e sensualità spontanea. Anche l’amore, di conseguenza, da sentimento innato cui abbandonarsi - allo stesso modo in cui ci si lascia andare tra le spighe e i fili d’erba del magnifico scenario naturale - si trasforma in una nozione culturale frustrata (si pensi al sentimento di Sara nei confronti di Miranda), della quale vergognarsi per il rispetto dovuto ad apparenze passibili di irrimediabile disgregazione.
Autore critica:Giampiero Frasca
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:Tratto dal romanzo di Joan Lindsay e sceneggiato da Cliff Green, "Picnic ad Hanging Rock" è il secondo lungometraggio diretto da Peter Weir, che riprende parzialmente le atmosfere del suo film d’esordio, "The Cat that Ate Paris". "Picnic..." è un film elegante e visivamente ricco, anche se narrato con ritmo lento. Proprio la lentezza contribuisce a creare l’impressione di inquietudine su cui la riuscita del film si basa, permettendo al regista di lavorare sull’eccesso, sulla continua addizione di elementi narrativi fino al punto in cui il quadro non diventa troppo pieno e si crea quindi la necessità di un significativo cambiamento per poter riprendere fiato. Weir crea dunque una suspense sempre più opprimente man mano che il film procede, ma è una sensazione eterea, difficilmente localizzabile: non ci sono elementi all’interno del film che ci fanno intuire cosa debba accadere. E questo rende il film ancora più angosciante, perché ci rendiamo perfettamente conto che qualcosa deve accadere. Il modo in cui la suspense viene creata nel corso del film assomiglia molto al crescere della tensione sessuale durante un incontra amoroso, e non a caso la sessualità delle ragazze viene fuori col procedere del film. L’influenza che la natura di Hanging Rock, rappresentata tra l’altro da una roccia chiaramente fallica, ha sulle studentesse dell’Appleyard College è però direttamente proporzionale al senso di oppressione che prova lo spettatore. Più le ragazze escono dai rigidi schermi della scuola, più il pubblico avverte l’anomalia e si preoccupa per loro. Ma come in un incontro amoroso andato male, il finale del film risulta inconcludente e frustrante. Per una volta, però, è questa la conclusione migliore per non rovinare ciò che il film ha costruito nei precedenti 110 minuti.
Autore critica:Alberto Cassani
Fonte critica:FilmChips
Data critica:

25/10/2003

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Picnic a Hanging Rock
Autore libro:Lindsay Joan

A cura di: Redazione Internet
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