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Incredibile viaggio della tartaruga (L') - Turtle: The Incredible Journey

Regia:Nick Stringer
Vietato:No
Video:
DVD:Cecchi Gori Home video
Genere:Documentario
Tipologia:Natura e ambiente
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori
Soggetto:Melanie Finn
Sceneggiatura:
Fotografia:Rory McGuinness
Musiche:Henning Lohner
Montaggio:Richard Wilkinson, Sean Barton
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Miranda Richardson (voce narrante vers. originale), Paola Cortellesi (voce narrante versione italiana)
Produzione:Big Wave Productions & Film & Music Entertainment-F.A.M.E. Film & Music Entertainment Ag-Allegro Film-Tradewind Pictures, con il contributo di The Save Our Seas Oundation-Filmstiftung Nrw-Austrian Ilm Institute e Orf
Distribuzione:Bolero Film
Origine:Usa
Anno:2008
Durata:

80’

Trama:

Il viaggio di una tartaruga marina lungo il tragitto che da 200 milioni di anni percorrono tutti i suoi simili. Dalla nascita sulla sabbia di una spiaggia della Florida, alla corsa disperata verso l'acqua, al viaggio nei mari ghiacciati dell'Artico, in lotta contro predatori e cacciatori senza scrupoli, fino ad arrivare nelle acque calde dei Caraibi per riprodursi e dare il via a una nuova avventura...

Critica 1:Sono 200 milioni di anni che la tartaruga marina compie istintivamente lo stesso viaggio miracoloso. Un'odissea lunga venticinque anni che inizia sotto le sabbie della Florida e che si presenta da subito avventurosa per le insidie dei piccoli e grandi abitanti della spiaggia e dell'Oceano Atlantico. Grazie al calore della Corrente del Golfo e alle nutrienti alghe del Mar dei Sargassi, la tartaruga arriva fino in prossimità dell'Artico, supera le isole Azzorre e poi riattraversa tutto l'oceano diretta verso i Caraibi. Solo una piccola percentuale riesce a completare l'intero viaggio, anche a causa dell'inquinamento crescente dei mari. Ma quelle tartarughe che superano tutte le avversità, fanno ritorno in quelle sabbie che le hanno viste nascere, depongono le uova e danno inizio a nuovi cicli e a nuovi viaggi straordinari.
Fra i documentari che riprendono da vicino il mondo degli animali e l'immensità della natura, sono pochi quelli che riescono a permettersi il lusso della sala cinematografica. Il passaggio è quasi sempre importante, visto che permette ad un genere per sua stessa natura della "grande forma" di abbandonare gli angusti spazi del piccolo schermo e ritrovare una dimensione che gli è più consona. Come la sua protagonista, così anche L'incredibile viaggio della tartaruga trova la sua Corrente del Golfo diretta verso il grande schermo in una narrazione fiabesca e avventurosa. Come ne La marcia dei pinguini e Il popolo migratore, anche qui si utilizzano riprese dal vero e ricostruzioni in studio in funzione dell'elaborazione di un intreccio e si affida alla voce fuori campo il potere connettivo e narratorio delle immagini. Il segreto poco segreto di questi romanzi di formazione è che il sentiero delle loro storie è lastricato di passioni infantili che hanno molto in comune coi personaggi di casa Disney. Nel suo lungo itinerario, la tartarughina Caretta viene descritta come un piccolo orfano coraggioso in balia delle difficoltà e dell'immensità della natura. Ma non è solo una mera questione di pathos: è anche grazie all'immenso fascino che certi luoghi della natura come l'orizzonte dei cieli, la profondità degli oceani o l'infinita estensione delle galassie dell'universo esercitano sull'animo umano, se questo tipo di opere risultano una dopo l'altra sempre più incantevoli.
Una progressione ammaliatrice che va di pari passo con l'evoluzione tecnologica delle videocamere a sempre più alta definizione e sempre più ridotte dimensioni, con le quali diviene possibile seguire (o, quando occorre, ricostruire in acquario) il miracolo di un viaggio che, nonostante le sue difficoltà e la sua scarsa percentuale di successo, prosegue dall'alba del mondo. Rispetto agli altri illustri compagni che hanno raggiunto la sala, il documentario di Nick Stringer da anche uno spessore maggiore alla causa ambientalista, introducendo nel già di per sé arduo percorso della tartaruga i danni causati da un diretto intervento dell'uomo: petrolio, rifiuti, urbanizzazione folle. Gettando così un ombra lunga e inquietante, come quelle dei grattacieli sulle spiagge della East Coast, su quella fiaba miracolosa chiamata natura.
Autore critica:Edoardo Becattini
Fonte criticamymovies
Data critica:



Critica 2:Destinata ai piccoli amanti degli animali e del mare e ai più grandi spettatori abituali di National Geographic, L'incredibile viaggio della tartaruga è una bella favola ecologica in HD che ci accompagna nel faticoso e lungo viaggio di una tartaruga marina. È un'enorme produzione cinematografica che si avvale della regia di Nick Stringer, apprezzato e premiato documentarista della natura, le cui riprese, dice, "sono durate ben due anni e attraverso un po' di tutto: dalle meduse velenose agli squali, dai predatori del mare alle tempeste che non finivano mai, ma niente in confronto al viaggio delle tartarughe, che devono combattere dalla nascita per la sopravvivenza".
L'incredibile viaggio della tartaruga, specie oggi in via di estinzione, inizia più di 200 milioni di anni fa sulla terra e si alterna all'avvincente diaspora di questa piccola creatura marina e terrestre. Dalla nascita sulle spiagge lungo la costa della Florida, dove la vita viene subito messa a repentaglio dai minacciosi granchi, alla fuga verso il mare in cui trova la libertà da madre terra verso gli abissi dell'oceano la piccola tartaruga, protagonista assoluta del film, cresce e prova con tutte le sue forze a sopravvivere. A bordo di una zattera di alghe approda tra i ventagli di corallo caraibici, raggiunti tra mille peripezie e disavventure, tra pesci bizzarri come le caravelle portoghesi dai tentacoli gommosi e pericolosissimi ed esseri magici come i cavallucci marini. Ma quella non è la sua destinazione: sulle tracce invisibili e ancestrali dei suoi antenati la tartaruga ritornerà alla sua indimenticata casa.
Inno a una natura, purtroppo, contaminata dalle macchie nere del petrolio e i rifiuti degli uomini, il film circolare di Stringer, narrato dalla voce àtona di Paola Cortellesi, centra il suo ambizioso obiettivo: raccontare ai bambini la storia di una specie in pericolo senza abbandoni troppo compassionevoli . Tra respiri oceanici e sguardi acquatici la pellicola sottrae allo spettatore il piacere della visione per sostituirlo con una mirabolante immersione che ci fa trattenere il respiro fino alla fine, anche se non saremo abbastanza abili quanto la nostra eroina. Il regista dipana la storia secondo la logica dell'evoluzionismo darwiniano, concentrandosi sulla difficile missione di sopravvivenza delle tartarughe, ma sa ritagliarsi precisi spazi di riflessione ecologica, scevri di facili moralismi, che pongono interrogativi, che non passano certo inosservati.
La bellissima e lucida fotografia, il sicuro ed equilibrato montaggio, la musica incalzante e decisa catturano l'attenzione e attribuiscono alle immagini un effetto di realismo davvero magnetico mentre la fitta presenza alternata di riprese aeree e subacquee, di primissimi piani e di soggettive, più volte tarlate da imprecisioni visive, sciorinano un virtuosismo registico inadeguato all'opera. Ma il piccolo pubblico non si accorgerà di certi difetti tecnici mentre il suo cuore sarà riscaldato dal messaggio di speranza che il film riesce a trasmettere nella tenera immagine della maternità e nel chiaro omaggio alla vita.
Autore critica:
Fonte critica:Movieplayer.it
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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