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Animal House - National Lampoon’s Animal House

Regia:John Landis
Vietato:14
Video:Universal
DVD:Universal
Genere:Commedia
Tipologia:Diventare grandi, Il mondo della scuola - Giovani
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Douglas Kenney, Chris Miller, Harold Ramis
Sceneggiatura:Douglas Kenney, Chris Miller, Harold Ramis
Fotografia:Charles Correll
Musiche:Elmer Bernstein, Stephen Bishop
Montaggio:George Folsey jr.
Scenografia:John J. Lloyd
Costumi:Deborah Nadoolman
Effetti:
Interpreti:John Belushi (John “Bluto” Blutarski), Tim Matheson (Eric “Otter” Stratton), Stephen Furst (Kent “Flounder” Dorfman), John Vernon (Dean Vernon Wormer), Verna Bloom (Marion Wormer), Tom Hulce (Larry “Pinto” Kroger), Karen Allen (Katy Fuller), Bruce McGill (Daniel Simpson “D-Day” Day), Donald Sutherland (il professor Jennings), Kevin Bacon (Chip Diller)
Produzione:Universal
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Usa
Anno:1978
Durata:

109’

Trama:

È il 1962 nel campus universitario situato nella cittadina di Faber. Appena arrivati, Eric e Kent cercano di iscriversi al prestigioso circolo studentesco Omega House, il club degli studenti modello. Rifiutati, non possono far altro che aderire allo sgangherato Delta House, al cui interno spicca la personalità dirompente e imprevedibile di “Bluto” Blutarski. I due gruppi iniziano a fronteggiarsi con feste folli e scherzi pesanti, dando origine a una vera e propria guerra. Minacciati dal rettore di venire espulsi dalla scuola in seguito al disastroso profitto e alla pessima disciplina, i Delta non trovano niente di meglio da fare che organizzare uno scandaloso toga party. Alla festa viene invitata anche la moglie del rettore, che finisce completamente ubriaca tra le braccia di uno dei ragazzi. Cacciati dalla scuola, e quindi destinati al servizio militare, i Delta si vendicano seminando il panico e il caos durante l’annuale corteo cittadino.

Critica 1:Animal House costituisce l’archetipo di una lunga serie di film sull’ambiente scolastico americano, di cui contiene alcuni imprescindibili topoi narrativi. La scuola viene vista come il luogo ideale per ambientare una serie di vicende divertenti e disimpegnate, al limite del demenziale. I protagonisti della storia sono numerosi: una caratteristica fondante del modello narrativo rappresentato dal film è infatti quella di raccontare più personaggi contemporaneamente, intrecciandone i percorsi e le relazioni. L’obbiettivo è quello di offrire allo spettatore una visione spensierata, eliminando qualsiasi riferimento ai contenuti scolastici che non sia finalizzato alla battuta e alla trovata comica. Al centro del racconto si trova il gruppo di ragazzi del Delta House, una sorta di concentrato di tutti i difetti che possono caratterizzare il corpo studentesco agli occhi dei professori: profitto scarsissimo, uso costante di alcol e di stupefacenti, partecipazione continua a feste trasgressive e massacranti. L’attività dei Delta si oppone a quella del club degli Omega attraverso precise dinamiche di gruppo. Tanto sono brillanti nei risultati scolastici, eleganti nel vestire, formali nel comportamento i membri dell’Omega, quanto sono fallimentari nello studio, trasandati e impertinenti i loro rivali del Delta. Tra essi si distinguono in particolare le figure di “Bluto” Blutarski, la prima di una serie di dissacranti interpretazioni fornite dall’attore John Belushi, simbolo di un’intera generazione di giovani trasgressivi, di Dean Vernon, temibile motociclista di Harley Davidson, un hell’s angel ante-litteram, e di “Otter” Stratton, inguaribile seduttore di donne di ogni età. Un beffardo e imprevedibile provocatore è il personaggio di Bluto, i cui comportamenti sono sempre costruiti all’insegna dell’esagerazione. Blutarski accartoccia infatti le lattine schiacciandosele sulla fronte, tracanna d’un fiato una bottiglia intera di Jack Daniels, sfascia contro il muro, senza pensarci due volte, la chitarra di un musicista noioso.
Le profonde differenze che separano i Delta dagli Omega riguardano anche i personaggi femminili. Tipiche ragazze perbene in divisa le prime, imperturbabili anche quando fanno sesso soft con i maschi del gruppo, scatenate ballerine di musica nera le seconde. Importante, in tal senso, ricordare la lunga sequenza in cui una band di rock’n’roll formata da musicisti di colore, attraverso il ballo sfrenato provocato dalle sue sonorità, permette ai ragazzi del Delta club di esprimere senza filtri tutta la loro esuberante sessualità. A determinare i comportamenti degli studenti del Delta vi è una programmatica irriducibilità alle regole, ai valori e al formalismo degli adulti, nei confronti dei quali esprimono tutta la loro insofferenza. Emblematico, in tal senso, il confronto con i ragazzi dell’Omega, che non a caso vestono un look che li rende pressoché indistinguibili dalle autorità scolastiche e dalle istituzioni ufficiali (vedi le figure del rettore e del sindaco della città). Sono gli stessi Omega, che già studiano da adulti, a formulare l’arringa arrogante con la quale i Delta vengono per la prima volta minacciati di espulsione dalla scuola.
Autore critica:Umberto Mosca
Fonte criticaAiace Torino
Data critica:



Critica 2:(…) il film si compone di due elementi che lo sostengono con forza: da un lato un gruppo di attori ‘non appariscenti’, ma bravi, che fanno un ottimo gioco di squadra (Tim Matheson, Tom Hulce, Peter Riegert, Stephen Furst, James Widdoes , Bruce McGill, i componenti del gruppo Delta), coadiuvati da ottimi professionisti come John Vernon (il preside) e Donald Sutherland (il professore); dall’altro la figura straripante di Bluto-Belushi, che con la sua sola presenza è in grado di trasformare ogni scena in un cataclisma.
Sin dalla sua prima apparizione Bluto appare come un essere disgustoso, sporco e rivoltante. Larry e Kent, le matricole, rifiutati dal gruppo Omega si rivolgono ai Delta, e il primo che incontrano è proprio Bluto, che sta facendo pipì in strada. Si volta e continua, bagnandoli entrambi. Poi li introduce tra i Delta, dove regna una festa caotica continua. Landis imposta la struttura della storia come se i protagonisti fossero gli altri componenti del gruppo Delta. In realtà è un perfetto gioco di squadra, ma il filo narrativo ‘apparente’ passa attraverso le vicende dei due novizi Larry e Kent, e dei due Leader del gruppo Delta, Otter e Boon. Sono loro infatti che si ritrovano nella maggior parte delle scene del film. Ma la presenza di Belushi è talmente straripante che si potrebbe ricostruire il film attraverso le sue azioni. Si dall’inizio lo vediamo rompersi una lattina di birra sulla fronte, urlare alle votazioni sulle matricole, assegnare - come responsabile dell’ordine... - i nuovi nomi ai nuovi adepti.
La prima vera azione in cui è impegnato Bluto è quella del ‘furto’ del cavallo del ‘cattivo’ Neidermeyer, animale che viene depositato nello studio del preside per essere ucciso del novizio Kent. Con giubbotto di pelle e berretto di lana in testa Bluto si muove a saltelli, e data la pistola (caricata a salve) a Kent, aspetta lo sparo. Quando sente il cavallo cadere a terra (infarto!) spalanca gli occhi e va nello studio gridando “o porca vacca”, e ripetendolo come una cantilena. Poi un urlo infinito e la fuga.
Ma il vero ‘cavallo di battaglia’ di Belushi è la scena della mensa. Qui Bluto può esibirsi al meglio delle sue possibilità ‘porcine’. Mentre dalla colonna sonora ascoltiamo Sam Cooke cantare "(What a) Wonderful World" (ma nella versione Home Video - chissà perché - la canzone è un’altra, e non è l’unica differenza che abbiamo verificato tra la versione TV e quella per l’Home Video: ad esempio in TV è stata del tutto tagliata la sequenza in cui Kathy, Boon e Larry vanno a casa del professor Jannings e fumano ‘erba’), Bluto si riempie la bocca le tasche e tutto il resto di ogni genere di cibaglia, e quando arriva al tavolo degli Omega è unto, sporco e davvero schifoso. Ma quando lo definiscono ‘porco’ egli si mette una mozzarella in bocca, gonfia le guance e prima di schiacciarle dice “indovina cosa sono adesso? Un foruncolo!” (o “un lancia cibo”, nell’edizione italiana), e sputa addosso agli altri una mitragliata di latticino. Da lì inizia l’inseguimento e il famoso ‘food fight’ con lancio di cibi e piatti per tutta la mensa. In due sole sequenze abbiamo già la definizione del personaggio Bluto: è lui l’anima dei Delta, lui il vero ‘animal’ del gruppo, lui il trascinatore, il casinista, l’elemento dirompente. Ovvio che Landis cerchi di contenerlo in scena, ha per le mani un comico terribilmente esplosivo!
Altra scena, Bluto è al campo sportivo e, da sotto le tribune, sbircia le gambe delle ragazze del gruppo Omega; sguardo in macchina e sopracciglio alzato ammiccante: è il marchio di fabbrica di Belushi, il sopracciglio più famoso del mondo. Lo abbiamo già visto nell’imitazione di Beethoven al SNL, e lo vedremo ancor di più quando, in una successiva scena, spierà dalla finestra le ragazze del college che si spogliano. Qui Belushi, che è di spalle alla cinepresa, addirittura si gira e guarda appositamente in macchina, occhieggiando con il sopracciglio. E’ la tecnica che Oliver Hardy aveva fatto sua, quello sguardo di complicità con lo spettatore ‘proibito’ dal cinema classico di tutto il mondo, ma che solo i grandi comici sanno utilizzare al meglio. Ma Bluto è iperattivo: è lui a trovare immergendosi tra i rifiuti (che in definitiva è il ‘suo’ habitat naturale) il ciclostile con il compito in classe del giorno successivo, ed è sempre lui ad ammiccare a Hoover in classe mentre tutti i Delta copiano (il compito che si rivelerà poi quello sbagliato). E quando il preside li va a trovare e ne annuncia la prossima espulsione, è sempre Bluto a gridare, come unica risposta possibile: TOGA! TOGA! TOGA!
E’ il “Toga Party” il vero centro, ‘clou’ della pellicola. Al punto che i presidi di molte università americane si troveranno, in quegli anni, costretti a dover proibire ufficialmente sia i ‘food fight’ che i ‘Toga Party’, a tal punto Animal House aveva influenzato i giovani degli States. Ma il ‘Toga Party’ è anche l’occasione per mostrare il lato più travolgente di Belushi. Compare con una corona di foglie in testa, neanche fosse l’Imperatore Nerone, e, mentre scende le scale, sente un giovane cantautore suonare la chitarra e cantare una canzone melanconica. Ma Bluto non regge: strappa la chitarra al malcapitato e la frantuma in mille pezzi, salvo poi chiedere, umilmente, scusa. Non è cattivo Bluto, solo che non può accettare un mondo delicato, pulito e per bene. Cantare significa per lui (e, in definitiva anche per il successivo Belushi-Blues Brothers) dimenarsi, ballare, urlare, cioè scatenare fino in fondo la propria esuberanza. Quando alla festa arriva la travolgente ‘Shout’ è tutto il Delta che balla ma è Bluto il vero centro dell’azione. Landis ha capito che la corporeità incredibile di Belushi avrebbe comunque conquistato la scena, e allora fa di tutto per procedere di ‘sottrazione’: ma più Landis tiene in disparte Bluto, più egli conquista ugualmente il centro dell’azione, ed è proprio in questo bell’equilibrio che sta la ricchezza di Animal House. Ed è quando smontano la sede dei Delta che viene fuori da un lato il carattere di Bluto dall’altro l’essere - come lo definì Dan Aykroyd (…) - John Belushi un vero “effetto speciale vivente”. Bluto piange per lo smantellamento della sede ma si dispera quando portano via le birre e tutto il bar. E quando Otter gli cattura al volo un Jack Daniels, egli se lo beve in un unico sorso, tutt’intero! (raccontò Tim Matheson: “John era stupefacente, quando si bevve il quinto Jack Daniels avevamo sistemato la cosa in modo tale che il whisky scorresse lateralmente alla sua bocca, attraverso un trucco ottico. Lui invece disse: No lo faccio io. Spalancò la sua gola e lo fece in un unico ciak.”).
Poi in garage, dopo che la macchina del fratello di Kent è andata praticamente distrutta, cerca di consolare l’amico facendo il buffone: è un Belushi/Harpo Marx quello che fa le smorfie, prima si rompe in testa una lattina di birra e poi, addirittura una bottiglia di vetro. E il suo essere il vero campione dell’irriverenza Bluto lo dimostra quando sono convocati dal preside, che li redarguisce leggendogli i voti bassissimi. Quando legge lo “zero virgola zero” di media di Bluto egli ha due matite che gli penzolano dal naso. Ed è questa la forza del personaggio-Bluto, che solo un corpo comico come Belushi poteva ben rappresentare. Bluto è l’irriverenza per l‘irriverenza, il casino per il casino. Non c’è una logica nelle sue azioni e se non quella del continuo sberleffo, del godimento puro e dello ‘svacco’. Bluto-Belushi tutto è tranne che raffinato: egli é pura ‘materia comica’ travolgente. Belushi é insieme la presenza ingombrante di un Oliver Hardy, la capacità distruttiva di un Jerry Lewis, l’innocenza di un Buster Keaton e l’abilità mimica di un Harpo Marx (ma in realtà egli è tutti e tre i fratelli Marx assieme...).
E quando, nel pre-finale, il gruppo Delta è espulso, e tristi e sconsolati tutti si leccano le ferite infertegli, è proprio lui Bluto, a fare il discorso programmatico per la riscossa del gruppo. E’, neanche a dirlo, un discorso folle e sconclusionato: “Ehi! E noi ce ne stiamo qui con le mani in mano? E’ forse finita quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbour? - ”i tedeschi?”, dice Boon, “lascialo fare, è partito”, aggiunge Otter - “Qui non finisce. Perché quando l’affare si fa duro.... i duri si dan daffare (nella versione italiana è: “quando il gioco si fa duro... i duri cominciano a giocare”, perdendo un po’ l’allusione sessuale dell’originale)”. E Bluto parte di corsa, ma nessuno lo segue. E allora arringa ancora, questa volta con più rabbia e determinazione: “Ehi che cavolo gli ha preso ai Delta che conoscevo? Dov’è il vecchio spirito? Non avete fegato eh? Questa dovrebbe essere la nostra più grande notte e voi lasciate che sia la più stronza! Beh io non ci sto.! Wormer è un uomo morto! Marmalard: morto! Neidermeyer...” e qui interviene Otter: “Morto!”. E allora tutti i Delta si scaldano e partono alla riscossa. E’ evidente che Bluto è completamente pazzo, ma è altrettanto evidente che ai Delta, ormai espulsi dal Campus e sulle cui teste cui grava l’incubo della chiamata alle armi, non resta altra soluzione che quella della dissolutezza totale. E’ necessaria un’azione del tutto folle e sconclusionata “E noi siamo i più adatti a farla” grida Bluto. Nel finale infatti la parata cittadina degli studenti viene letteralmente devastata dalla furia iconoclasta dei Delta, ma c’è tempo ancora per un paio di gag straordinarie. Intanto tutti i componenti del gruppo girano per le strade con gli occhiali scuri tranne Bluto, neanche fosse un omaggio ‘in anticipo’ sul futuro Blues Brothers... Primi piani sui vari Delta che consultano l’orologio per attaccare contemporaneamente: ma Bluto è l’unico con l’orologio in avanti di almeno 4-5 ore - anche nell’azione distruttiva egli è comunque “non sincronizzato”. Bluto è vestito da pirata e si distacca da tutto il resto del gruppo agitando la sciabola. Si lancia sui nemici con tutta la sua travolgente determinazione. Inseguito sale e fugge sui tetti, poi utilizzando uno striscione come la liana di Tarzan si lancia per la strada e rapisce Mandy, la reginetta degli Omega. Alla fine, il fermo-immagine sui destini dei vari personaggi (omaggio ironico ad American Graffiti) ci annuncia - sorpresa - che il futuro prevede un senatore Blutarski.
Non è un caso che il film si chiuda sul suo fermo immagine. Belushi è la vera anima del film, il quale vive della sua presenza, forza magnetica, azione. Bluto Blutarski appare ai ‘normali’ come un povero ‘demente’, e da qui a caratterizzare il cinema di Belushi, e la sua travolgente comicità come ‘demenziale’ ci vuole poco. Ma in realtà quello di Belushi è si un corpo istintivo, ma che sa scegliere bene gli obiettivi, e soprattutto sa rovesciare tutte le istituzioni possibili, dall’esercito alla disciplina scolastica, alla musica fino alle parate studentesche. Nessuna istituzione è buona per Bluto Blutarski, tutte meritano il suo sberleffo e la sua furia distruttrice. Urlare, sporcarsi, ubriacarsi, godere, ridere e far casino sono i suoi imperativi categorici morali. E non è affatto un caso che questo film arrivi proprio nel 1978: come disse lo stesso Belushi, questo è davvero un film punk!
Autore critica:Federico Chiacchiari
Fonte critica:sentieriselvaggi.it
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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A cura di: Redazione Internet
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