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Non è giusto -

Regia:Antonietta De Lillo
Vietato:No
Video:Cecchi Gori
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:I bambini ci guardano
Eta' consigliata:Scuole elementari; Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Antonietta De Lillo
Sceneggiatura:Mattia Betti, Antonietta De Lillo
Fotografia:Cesare Accetta
Musiche:Antonio Fresa
Montaggio:Giogiò Franchini
Scenografia:Giancarlo Muselli
Costumi:Costanza Licenziati
Effetti:
Interpreti:Maddalena Polistina (Sofia), Daniel Prodomo (Valerio), Antonio Manzini (Giacomo), Valerio Binasco (Matteo), Monica Nappo (Graziella), Antonella Stefanucci (Paola), Lucia Ragni (nonna)
Produzione:Megaris - Mikado Film - Bianca Film
Distribuzione:Mikado
Origine:Italia
Anno:2001
Durata:

102'

Trama:

Sofia e Valerio, entrambi con famiglie divise, durante un'afosa estate napoletana imparano a conoscersi. Sono due ragazzini ancora sottoposti agli sbalzi d'umore e alla loro confusione generazionale dei loro genitori. Nell'attesa delle vacanze e dell'entrata in un'età più adulta impareranno a guardare i grandi con distacco.

Critica 1:Azzeccato fino dal titolo, 'Non è giusto' di Antonietta De Lillo appartiene al filone dei film che, a cominciare da L'ultimo bacio ci stanno raccontando l'instabilità sentimentale degli adulti di oggi, soggetti - vittime di modelli sociali in piena mutazione. (...) Senza ferocia, ma con risolutezza, 'Non è giusto' si mostra coerente col titolo nell'additare le debolezze dei padri le cui colpe ricadono sui figli; si fa più duro quando tratteggia le figure femminili, isteriche o risentite, mai trattate con simpatia.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte criticala Repubblica
Data critica:

13 /4/2002

Critica 2:Pur molto attiva fra i Vesuviani con corti e documentari, Antonietta De Lillo (Napoli, 1960) non dirigeva da tempo un lungometraggio a soggetto, anzi considerando che i suoi primi due, Una casa in bilico del 1985 e Matilda del 1990, erano stati firmati con Giorgio Magliulo, questo Non è giusto, girato in video digitale, è formalmente il primo film tutto suo. Ed è una conferma, più che una scoperta, delle sue capacità registiche e dell'originalità del suo sguardo. Nei primi minuti, per la verità, si teme un po' il dejà vu, poiché i protagonisti sono due adolescenti che si incontrano per caso in una Napoli estiva e borghese e che, si indovina presto, svilupperanno una timida amicizia che non si può ancora chiamare amore. Lui, Valerio, è biondo ed esile, arriva in aereo da Stoccolma dove vive con la madre per passare le vacanze col padre, che gli ha promesso uno straordinario viaggio in Africa ma che, si scopre presto, è un pasticcione che non ha nemmeno di che riempire un po' il frigorifero. Lei, Sofia, è bruna e poco slanciata, ed è anch'essa figlia di divorziati ma suo padre, avvocato, ha una situazione ancora più complicata, con un altro figlio da parcheggiare dalla nonna e un bambino in arrivo da una nuova compagna di cui però si è già stufato. I due ragazzi ciondolano fra le rispettive case, la spiaggia, amici e parenti, una innocente fuga per andare a visitare un parco di divertimenti, scambiandosi esperienze, osservazioni, speranze, piccole dimostrazioni di affetto, ma sempre in un clima di incertezza, di sospensione, di sballottamento, vittime di quei genitori che sono tanto affettuosi e dicono di volerli sempre con sé ma non sanno capire le loro vere esigenze. E poco a poco sono loro, gli adulti, che diventano i veri protagonisti del film, con le loro storie più o meno nascoste, i loro telefonini che suonano, i loro miseri sotterfugi, la loro insicurezza, il loro infantilismo. Eppure questi papà incapaci di fare i papà non riescono ad essere antipatici: sono spiritosi, non sciocchi, sanno divertirsi e sanno anche far passare qualche ora allegra ai loro figli. Ciò che è interessante in Non è giusto, frase che si riferisce evidentemente al modo in cui i ragazzi vedono e commentano il mondo dei grandi, è che l'autrice vede tutti i suoi personaggi, "negativi" e "positivi", con la stessa simpatia e capacità di comprensione, senza prendere facili partiti a favore dei bambini che ci guardano, senza fare del moralismo sulle famiglie divise e le conseguenze dei divorzi. E per farlo esplora questo mondo con uno sguardo leggero e "orizzontale", senza stare troppo addosso ai personaggi ma lasciandosi trasportare da loro, su auto, barche, sott'acqua o anche in qualche breve volo della fantasia, con una narrazione che è sempre credibile e realistica ma che sembra sospesa in un mondo irreale, di una luminosità un po' innaturale, un mondo in cui si è sempre un po' frastornati e che non si riesce a controllare. Sofia e Valerio devono abituarsi: così, giusto o non giusto, pare che sia la vita.
Autore critica:
Fonte critica:digilander.libero.it
Data critica:

24/4/2002

Critica 3:Nella storia d´un ragazzino e d´una ragazzina (12, 11 anni), figli di genitori separati, che passano agosto a Napoli con i rispettivi padri, Non è giusto di Antonietta De Lillo analizza con intelligenza, sensibilità e finezza tre sentimenti forti. Il primo è la delusione e frustrazione continua provata dai ragazzini rispetto ai padri. Li vorrebbero più adulti, più padroni di sè e delle situazioni, più affidabili e ordinati, mentre si trovano ad avere a che fare con uomini giovani ma non più giovani, feriti dal primo fallimento coniugale della vita, padri sempre in ritardo e sempre nei guai con le auto, che promettono e non mantengono belle avventure (un viaggio in Africa, un campeggio), che nascondono male l´ingombro che i figli precari rappresentano nelle loro vite, anche se li amano davvero. Il secondo sentimento provato dai ragazzini è quello, bruciante e ricattatorio, dell´ingiustizia che abita le loro esistenze: ingiusto essere lasciati soli, ingiusti i sogni infranti, ingiusto non assorbire tutta l´attenzione e tutto l´affetto dei genitori che hanno pure altri pensieri, ingiusto non venire ammirati dai coetanei. «Non è giusto» è una delle frasi infantili più frequenti, dolenti, insistenti. Il terzo sentimento è quello della città: nel film Napoli appare come una metropoli e insieme come un luogo africano (i piccoli stabilimenti balneari, i rami di eucaliptus agitati dal vento di mare), l´atmosfera che la avvolge è inconsueta e bella. Antonietta De Lillo, napoletana, già autrice di Una casa in bilico e di Matilda, ha dedicato Non è giusto ai propri figli adolescenti Teresa e Mario; ha girato in video; ha scelto i due protagonisti ragazzini che appaiono sullo schermo per la prima volta, con molto intuito, trovando facce realistiche e insieme fiabesche, schiette e sognanti. Il film esile è interessante, delicato, ben riuscito.
Autore critica:Lietta Tornabuoni
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

7/4/2002

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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