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Ceneri di Angela (Le) - Angela’s Ashes

Regia:Alan Parker
Vietato:No
Video:Universal Video
DVD:Columbia Tristar home video
Genere:Drammatico
Tipologia:Giovani in famiglia, Il lavoro
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo "Le ceneri di Angela" di Frank McCourt
Sceneggiatura:Laura Jones, Alan Parker
Fotografia:Michael Seresin
Musiche:John Williams
Montaggio:Jerry Hambling
Scenografia:Geoffrey Kirklan
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Emily Watson (Angela), Robert Carlyle (il padre), Joe Breen (Frank a otto anni), Ciaran Owens (Frank a dieci anni), Michael Legge (Frank a quindici anni), Ronnie Masterson (la nonna), Pauline McLynn (la zia Aggie), Liam Carney (lo zio Pa Keating), Fanna Macliam (lo zio Pat), Shane Murray Corcoran (Malachy), Kerry Condon (Theresa)
Produzione:Paramount Pictures - Univeral Pictures - Dirty Hand Productions
Distribuzione:Uip
Origine:Irlanda - Usa
Anno:1999
Durata:

145’

Trama:

Limerick, 1935. Il piccolo Frank McCourt, otto anni, torna in Irlanda con la famiglia dopo una negativa esperienza a Brooklyn. Il padre di Frank è un irlandese del nord, tenero con i figli ma perennemente ubriaco e disoccupato, mentre la madre Angela mette al mondo un bimbo dietro l’altro. L’infanzia di Frank è contrassegnata dal dolore e dagli stenti: tre fratellini muoiono per il freddo e la malnutrizione, ma il padre consuma in alcolici al pub quel poco che riesce raramente a guadagnare, lasciando la famiglia nella povertà più assoluta. Per far fronte alla partenza del padre, recatosi in Inghilterra per trovare lavoro, Frank inizia ad aiutare gli adulti nelle cave di carbone, ma una grave congiuntivite non gli permette di continuare. Nonostante siano trascorsi alcuni anni, i soldi del padre dall’Inghilterra non arrivano e la famiglia di Frank, sfrattata, è costretta a trasferirsi a casa di un arrogante cugino che si comporta con atteggiamenti dittatoriali, pretendendo che Angela gli si conceda. Stanco di questa situazione, Frank inizia a lavorare come portalettere per guadagnare i soldi necessari a coronare il suo sogno di trasferirsi in America.

Critica 1:Il titolo Le ceneri di Angela si riferisce alla conclusione dell'autobiografia d'infanzia e adolescenza irlandesi di Frank McCourt da cui il film è tratto: la madre del protagonista, Angela, muore; le ceneri debbono tornare alla sua terra; la sua scomparsa segna la fine del primo periodo della vita del figlio che se n'è andato dall'Irlanda per tornare negli Stati Uniti dov'è nato (l'esistenza americana è la materia del libro seguente, «Tis»). Le ceneri di Angela è pure il titolo d'una storia editoriale del tutto straordinaria. Dopo aver insegnato letteratura inglese in una scuola americana per quarantacinque anni, Frank McCourt scrisse il libro a sessantasette anni. Grande successo, best seller pubblicato in venticinque lingue, venduto in sei milioni di copie in trenta Paesi, premiato con il Pulitzer. Grande enigma, anche: pareva sociologicamente impossibile che piacesse tanto ai lettori contemporanei la storia dickensiana d'un bambino povero, affamato, abitante nei luoghi più miseri di Limerick (la cittadina irlandese dove piove sempre), circondato dallo squallore e dalla morte. Il film molto classico di Alan Parker fornisce forse una spiegazione del mistero: pur essendo una vasta epopea di dolore e sfortuna, non provoca tristezza nè avvilimento, anzi affascina per la vitalità, la resistenza, la speranza del bambino protagonista, per la constatazione di quanto possa essere grande la sua forza di sopportazione e di come arrivi a vincere un destino di sventura. Senza pathos, senza sadismo, con asciutto realismo e durezza, il regista allinea le sciagure di Limerick: la vita tra fame, fanghiglia, pulci; il padre disoccupato che, quando trova un lavoro precario, si beve al pub i soldi della paga, torna a casa ubriaco e berciante, poi finisce col non tornarci più e sparire; la madre costretta a mendicare, a raccogliere il carbone per terra, ad andare a letto con un parente in cambio dell'alloggio per sé e per i figli; i fratellini morti di stenti, il gabinetto in mezzo alla via, i troppi funerali. «Naturalmente, la mia é stata un'infanzia infelice», è il motto iniziale. Attori bravissimi: la madre Emily Watson e il padre Robert Carlyle sono molto controllati, guidati benissimo, ma la potenza del film sta nel bambino Joe Breen "dallo sguardo scorbutico", dall'espressione ostinata di chi vuole comunque vivere.
Autore critica:Lietta Tornabuoni
Fonte criticaLa Stampa
Data critica:

8/2/2000

Critica 2:Le ceneri di Angela introduce lo spettatore in un universo in cui regnano incontrastati il dolore e la passiva rassegnazione di fronte agli avvenimenti. Già dalle prime sequenze del film si comprende il disegno beffardo di un destino che non permette alla famiglia McCourt nessuna speranza di miglioramento delle condizioni di estrema povertà in cui versa: la neonata Margareth, la quale dovrebbe rappresentare l’ottimistico sguardo verso il futuro, si ammala immediatamente e muore a soli tre giorni dalla nascita, sottolineando come la morte (della speranza, in questo caso) sia connaturata all’esistenza degli sfortunati McCourt. Altre morti si susseguono, e sempre legate alla possibilità di migliorare la propria condizione futura. I due gemelli Eugene e Oliver si ammalano uno dietro l'altro a causa dell’umidità presente in casa - provocata dall’estuario dello Shannon - e muoiono; la nonna, nel tentativo di trovare una sistemazione alla famiglia di Angela, vaga per Limerick sotto la pioggia e prende la polmonite che la condurrà alla tomba; la giovane Theresa, affetta da tisi e bisognosa di amore, morirà a causa della malattia quando Frank comincia a capire cosa voglia dire innamorarsi. Nella Limerick dei McCourt, plumbea e perennemente piovosa, in cui, in modo significativo, emergono esclusivamente tonalità in grigio-verde (ossimorica presenza di speranza e contemporaneamente negazione di essa), la morte cammina insieme all’esistenza e ne diventa una componente essenziale, imprescindibile.
Assume, di conseguenza, un significato ancora più tragico l’impossibilità per la famiglia dei McCourt di garantire un adeguato sostentamento alla numerosa prole che il padre e la madre continuano a generare, incuranti delle difficoltà economiche e delle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui si trovano a vivere. La povertà dei McCourt, infatti, ha in sé qualcosa di profondamente funesto che avvicina la storia della famiglia a una tragedia classica: è il destino ineluttabile che si accanisce contro Angela e i suoi figli che pagano colpe che non hanno commesso, per l’errore profondo dei genitori, da un lato incoscientemente orgogliosi e menefreghisti (il padre ha momenti di cieca e fiera dignità che fanno nettamente a pugni con la sua grande irresponsabilità nel consumare in alcol ogni suo guadagno), dall’altro posti in una situazione di passiva e scorata accettazione di ciò che accade. Questa caratteristica introduce una concezione della maternità persa nella più profonda apatia: Angela, di fronte ai continui lutti e all’irresponsabilità del marito, ha ormai rinunciato a lottare, cercando unicamente di preservare i figli superstiti dalle insidie della vita, arrivando anche a cedere alle lusinghe del viscido cugino Laman Griffin per garantire un tetto ai suoi bambini dopo lo sfratto. Angela rappresenta quel contraddittorio concetto di dignità pronta a umiliarsi per poter assicurare alla propria famiglia la sopravvivenza, e poter offrire così all’ormai adolescente Frank la forza di un sogno, quello di evadere dalla piovosa Limerick per tornare negli Stati Uniti.
Autore critica:Giampiero Frasca
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:«Un'infanzia infelice cattolica e irlandese è la peggiore di tutte». Bisogna prendere in parola Frank McCourt, che a sessant'anni passati scrisse il libro autobiografico Le ceneri di Angela destinato a trasformarsi in un caso editoriale senza precedenti: sei milioni di copie vendute, venticinque lingue, un premio Pulitzer e ora il film omonimo firmato dall'inglese Alan Parker. Nato a Brooklyn, cresciuto a Limerick (Irlanda cattolica) e poi tornato in America, dove diventò un insegnante di letteratura, lo scrittore raccontò con stile asciutto e per niente piagnone la miseria della propria infanzia: una miseria assoluta, dickensiana, insopportabile, e pur tuttavia vissuta da lui e dai suoi fratelli, quattro dei quali morirono di stenti, con stoico fatalismo. Nel riassumere l'ampia materia (si fa per dire: il film dura due ore e venti), il regista di Fuga di mezzanotte non regala niente allo spettatore. Sin dalla prima scena, livida e piovosa, capiamo dove va a parare il racconto: non c'è speranza o sollievo, nella scorticata esistenza della famiglia McCourt, specie in quell'Irlanda classista e bigotta che odia a morte l'Inghilterra ma poi ne ripropone la rigida divisione sociale. Per la serie «la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo», Le ceneri di Angela allinea con scrupoloso realismo le sciagure che toccano in dote alla famiglia: pulci, freddo, tisi, congiuntiviti, dissenteria, il padre alcolista e irresponsabile che si fa sempre licenziare, la fogna sotto casa, il carbone raccolto per strada all'alba, la livida testa di caprone come pranzo di Natale, la madre (è la Angela del titolo) costretta ad andare a letto con un fetido parente per avere in cambio un alloggio... Da non credere, eppure le cose andarono proprio così, e il film - impietoso, mai consolatorio, forse un tantino sadico, solo nel finale più coinvolgente - segue la falsa riga del romanzo, facendoci capire perché l'America, il posto "dove nessuno ha i denti marci e tutti hanno un gabinetto", rappresentò per tanti irlandesi un sogno di emancipazione. Se Robert Carlyle ed Emily Watson (la seconda più sobria del solito) incarnano i due genitori sventurati, è il piccolo Joe Bren (che fa Frank da piccolo, poi con gli anni arrivano Ciaran Owens e Michael Legge) a riempire lo schermo con la grinta ostinata e muta di chi vuole vivere, un po' come la Rosetta del recente film dei fratelli Dardenne.
Autore critica:Michele Anselmi
Fonte critica:l'Unità
Data critica:

13/2/2000

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Ceneri di Angela (Le)
Autore libro:McCourt Frank

A cura di: Redazione Internet
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