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Vento (Il) - Wind (The)

Regia:Victor Sjöström
Vietato:No
Video:Biblioteca Decentrata Rosta Nuova, visionabile solo in sede
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto da un romanzo di Dorothy Scarbourgh
Sceneggiatura:Frances Marion
Fotografia:John Arnold
Musiche:
Montaggio:Conrad A. Nervig
Scenografia:Cedric Gibbons, Edward Withers
Costumi:Andre' Ani
Effetti:
Interpreti:Lillian Gish (Letty Mason), Lars Hanson (Lige), Montagu Love (Wirt Roddy)
Produzione:Mgm
Distribuzione:Cineteca Nazionale
Origine:Usa
Anno:1928
Durata:

95'

Trama:

Sola in un West inospitale continuamente spazzato dal vento, Letty Mason (Gish) sposa- in bianco- il mite Lige (Harson), un cacciatore di cavalli selvaggi.
In sua assenza, durante una tempesta di sabbia, Letty per un equivoco lascia entrare Roddy (Love), che l'aveva corteggiata e adesso si approfitta di lei.
Al mattino lo uccide e cerca invano di nascondere il cadavere sotto la sabbia del deserto, confessando poi tutto a Lige: invece di perderlo, segnerà l'inizio del loro amore.

Critica 1:Ragazza della Virginia arriva nel Texas, in una zona arida e ventosa, ospite di un cugino e malvista dalla moglie di lui. Sposa un uomo che non ama, impara ad amarlo, ma è costretta a uccidere un suo amico che tenta di violentarla. Uno dei nove film che lo svedese Sjöström diresse negli USA e in cui ritrovò il soffio epico e la poesia del paesaggio della sua stagione d'oro. Uno degli ultimi grandi film muti (sonorizzato nel 1928). Da un romanzo di Dororthy Scarborough, sceneggiato da Frances Marion.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Questa «storia di una donna che vuol vivere nel regno dei venti» (come precisa la seconda didascalia del film) si presenta come una tragedia in un luogo isolato che ha per protagonista una contadina in lotta, a mani nude, contro gli assalti congiunti della natura e degli uomini. Il vento, nemico invisibile e implacabile, è il vero eroe del film. Si direbbe che un soffio degno di Victor Hugo animi questa battaglia tra la dolcezza e la cieca violenza. Quel che altri registi avevano cercato vanamente un contrappunto tra i sentimenti dei personaggi e il quadro naturale - e raggiunto qui con una stupefacente economia di mezzi. La suggestione sonora che i regista riesce a ottenere nelle in quadrature di persiane che sbattono e di sabbia che fa mulinello ha qualcosa di rovente, qualcosa che mai si era «sentito» sullo schermo.
Il vento coronava l'opera di uno dei più grandi autori del cinema muto, lo svedese Victor Sjöström (1879-1960), ribattezzato dagli americani Seastrom. Nel suo paese di origine egli aveva già manifestato un senso acuto del paesaggio e della maestà dei ritmi naturali, un particolare in Terje Vigen (1916), I proscritti (1917) e I figli di Ingmar (1918); una certa pesantezza simbolica guastava Il carretto fantasma (1920), il suo successo più grande. Qui nulla del genere. In Il vento, come nella maggior parte dei film girati negli Stati Uniti, Sjöström seppe adattarsi perfettamente a uno stile di produzione per lui nuovo. Diresse Lillian Gish come solo Griffith aveva saputo fare.
Autore critica:Claude Beylie
Fonte critica:I capolavori del cinema, Garzanti Editore
Data critica:

1990

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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