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Coltello nell'acqua (Il) - Noz w wodzie

Regia:Roman Polanski
Vietato:No
Video:L’Espresso
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Roman Polanski, Jerzy Skolimowski e Jakub Goldberg
Sceneggiatura:Roman Polanski, Jerzy Skolimowski e Jakub Goldberg
Fotografia:Jerzy Lipman
Musiche:Krzisztof Komedia (con la collaborazione del sassofonista Bert Rosengred)
Montaggio:Jerzy Skolimowski
Scenografia:Boleslau Kamikowski
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Leon Niemczyk (Andrzej), Jolanta Umecka (Cristina), Zygmunt Malanowicz (il giovane)
Produzione:Film Polski
Distribuzione:Cineteca dell’Aquila - Cineteca del Friuli - Griffith - Collettivo dell’Immagine
Origine:Polonia
Anno:1962
Durata:

95’

Trama:

Andrč, giornalista, e sua moglie Christine, messisi in viaggio con la propria automobile per un week-end sui Laghi Masuri, si imbattono, lungo la strada, in uno studente. Benchč irritato dai modi del giovane, Andrč acconsente a farlo salire. Pur ostentando nei suoi confronti un costante atteggiamento di superioritą, il giornalista, raggiunto il lago, invita lo studente a bordo della propria barca. Una volta al largo, Andrč ha uno scontro con lui e, per metterne alla prova la sinceritą - egli aveva detto di non saper nuotare - getta in acqua un coltello a cui il medesimo teneva moltissimo. Nella lotta che ne segue lo studente cade e scompare restando, in realtą, nascosto dietro una boa. Convinto di averlo ucciso, Andrč fugge a nuoto mentre il giovane risale a bordo della barca e si getta tra le braccia di Christine, attratta verso di lui per reazione al contegno del marito. Il giorno successivo la barca rientra nel porto e Andrč si incontra con la moglie, la quale gli racconta quel che č successo tra lei e il giovane: troppo sicuro di sč l'uomo non le crede, pensando che lo studente sia effettivamente morto.

Critica 1:Critica 1
Andrč, giornalista, e sua moglie Christine, messisi in viaggio con la propria automobile per un week-end sui Laghi Masuri, si imbattono, lungo la strada, in uno studente. Benchč irritato dai modi del giovane, Andrč acconsente a farlo salire. Pur ostentando nei suoi confronti un costante atteggiamento di superioritą, il giornalista, raggiunto il lago, invita lo studente a bordo della propria barca. Una volta al largo, Andrč ha uno scontro con lui e, per metterne alla prova la sinceritą - egli aveva detto di non saper nuotare - getta in acqua un coltello a cui il medesimo teneva moltissimo. Nella lotta che ne segue lo studente cade e scompare restando, in realtą, nascosto dietro una boa. Convinto di averlo ucciso, Andrč fugge a nuoto mentre il giovane risale a bordo della barca e si getta tra le braccia di Christine, attratta verso di lui per reazione al contegno del marito. Il giorno successivo la barca rientra nel porto e Andrč si incontra con la moglie, la quale gli racconta quel che č successo tra lei e il giovane: troppo sicuro di sč l'uomo non le crede, pensando che lo studente sia effettivamente morto.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:(...) L’imbarcazione veleggia sul lago di Masuria: a bordo Andrzej, maturo giornalista, Cristina, moglie silenziosa e inquieta, e un giovane huligano, autostoppista incontrato per caso, interpretano il ruolo loro assegnato dal canovaccio del triangolo sentimentale borghese, rinnovato da tensioni problematiche e da variazioni espressive originali e significative. Tradizione vuole che sia il giovane ospite ad apparire all’inizio come il corpo estraneo disposto a mettere in crisi il rapporto tra i due coniugi. A poco a poco la rappresentazione scopre il vuoto che si annida dietro i loro silenzi tesi, e lo spazio che li separa, percorso dall’obiettivo in rapida panoramica da poppa a prua, si dilata nell’indifferenza fino a divenire distanza siderale. «Al punto di dichiararsi», nota Belmans nel suo libro «apertamente davanti alla camera, i due coniugi si tollerano come se la collera fosse gią svanita. Litigare e insultare č forse un’attitudine meno disperata del vivere rassegnati l’uno a fianco dell’altro, come due alberi o due pietre. Polanski analizza una coppia gią morta tenuta insieme dalla forza dell’abitudine».
Il vincolo affettivo si sclerotizza per trasformarsi in un freddo rapporto di dominazione, che costringe Cristina al ruolo di oppressa. Andrzej, seduto al timone della barca per gran parte del film, guida la moglie verso gli squallidi lidi del funzionalismo insensato, a rinverdire l’amara filosofia di Il grasso e il magro. L’huligano sembra prescelto dal destino per dissacrare il rito di un matrimonio incancrenito tra i conforts borghesi. Cristina viene relegata sullo sfondo della narrazione, muta testimone e al tempo stesso affascinante trofeo promesso al vincitore dello scontro esistenziale.
Ancora una volta, uno di fronte all’altro, due mammiferi umani che si affrontano con le armi taglienti della parola per conquistare l’ammirazione della donna. Sembra di assistere allo scontro raciniano di due volontą morali, di due concezioni filosofiche contrapposte con leale fermezza. Andrzej irride la goffa spontaneitą dell’huligano, del tutto ignaro delle arti marinare, si fa beffe del suo ingenuo vitalismo, lo umilia dall’alto della sua superioritą fisica, morale ed economica. Il giovane non accetta di divenire la vittima predestinata del tragico week-end: oppone ad Andrzej, al superborghese ultraintegrato nel nuovo clima sociale polacco, il coraggio testardo di chi non vuole rientrare nei ranghi e sa rischiare fino in fondo. Paga con stoica coerenza lo scotto dell’impulsivitą e dell’inesperienza: si arrampica in cima a un pennone perché ha trasgredito la regola che vieta in mare di fischiare, stringe tra le mani una pentola bollente per non ammettere l’utilitą di uno strano arnese (sicuramente fabbricato in America!), necessario per togliere le vivande dal fuoco. Alle piatte conoscenze tecniche da dizionario enciclopedico, declamate da Andrzej con saccente distacco, contrasta il passo la sua fantasia sbrigliate e ironica.
Filtrate dallo sguardo del giovane le nubi diventano montoni, a riflettere maliziosamente l’irruenta tracotanza di Andrzej nell’alto dei cieli, mentre il lago, solidificato dalla fantasia, sostiene magicamente i passi della sua corsa sullo specchio d’acqua. Se l’efficienza tecnocratica č il Motore Immobile dell’aristotelismo de Andrzej, la lama del coltello č l’estrema difesa del giovane anarcoide di fronte alle insidie dell’esistenzialismo. «Č necessario un coltello per attraversare la vita». Č questo il testamento dell’ultimo degli huligani, razza di emarginati e violenti sul punto di estinguersi dopo le ultime glaciazioni avvenute in terra polacca.
(...) Attraverso il prisma del tempo i «mammiferi» polanskiani tornano a scoprirsi identici e al tempo stesso complementari, speculari e interscambiabili. In Il coltello nell’acqua i «bipedi umani» non sono pił senza etą e, finito il week-end, debbono tornate alle loro responsabilitą sociali. Andrzej č la vecchia generazione delusa e ormai compromessa per interesse alla regola del conformismo burocratico: ha l’etą inconfondibile di chi ha partecipato all’ultima insurrezione di Varsavia. Nella figura dell’huligano ingenuo e inoffensivo, che si concede la fuga nei giorni festivi e vive l’anarchismo violento in modo edulcorato e riflesso, si rispecchia la giovane generazione, ormai dimentica degli entusiasmi dell’autunno del 1956.
Due uomini, due generazioni, su una barca chiamata Polonia. «Tu sei simile a lui con venti anni di meno. E siete tutti e due delle bestie». Si sa che le bestie non hanno coscienza o non vogliono averla. Invano la donna esce dall’ombra a gridare la veritą per scuoterli dal loro torpore: il ragazzo fugge dall’imbarcazione correndo sui tronchi d’albero che galleggiano lungo la riva, mentre Andrzej si rifiuta di credere alle parole di Cristina che gli confessa il suo tradimento.
Autore critica:Stefano Rulli
Fonte critica:Polanski, Il Castoro cinema
Data critica:

3/1975

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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