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I Had a Dream - Avevo un Sogno


Regia:Tosi Claudia

Cast e credits:
Soggetto e sceneggiatura: Claudia Tosi; montaggio: Marco Duretti; fotografia: Claudia Tosi, Andrea Gioacchini; musiche: Daniele Rossi, Enrico Pasini; suono: Diego Schiavo, Jean-Marc Dussardier; produzione: Movimenta, Cosmographe Production, France Television; origine: Italia-Francia, 2018; durata: 84’.

Trama:Una donna, una volta superati i cinquant’anni, agli occhi degli uomini diventa invisibile. È questo l’urlo di Daniela e Manuela: molto più di due politiche, ma guerriere protagoniste del film di Claudia Tosi. Un meta-racconto che torna indietro nel tempo e s’immerge nelle Elezioni del 2008: sul piano locale, con la corsa di Daniela all’assessorato del Comune di Carpi, e su scala nazionale, con la poltrona a Roma di Manuela, Onorevole del Parlamento Italiano. In una società dominata dal berlusconismo - e da una politica che scade in antichi stereotipi di genere, alle due donne non resta che schierarsi e affrontare una battaglia ancora oggi, purtroppo, più importante che mai. Senza perdere la forza per essere vere e proprie leonesse.

Critica (1):Quando iniziai a girare nel 2008, avevo in mente di fare un instant movie sulle elezioni politiche. A quel tempo, Berlusconi era all’apice della sua fama internazionale, più per demeriti che altro, e quelle elezioni parevano annunciare la sua sconfitta definitiva. Mi sembrava simbolico raccontare il tramonto di Berlusconi dalla prospettiva delle donne, così penalizzate dalle sue politiche, e volevo farlo dall’interno, attraverso la vicenda personale di due cittadine comuni, non professioniste della politica, ma molto impegnate e appassionate. Da loro, iniziai ad imparare cosa significhi fare politica, quanto sia difficile il confronto con le persone, fare sintesi dei loro bisogni e riuscire ad ottenere risultati quando i bisogni sono tantissimi. Berlusconi, tuttavia, vinse le elezioni, quindi il mio instant movie perdeva la sua ragion d’essere. Avevo una cronaca degli eventi, ma non mi sembrava di aver colto nulla di universale. Misi il film da parte, poi nel 2011, parlandone con un’amica produttrice norvegese, lei mi esortò a riprenderlo in mano. La nascita del movimento femminile Se Non Ora Quando mi diede un nuovo spunto narrativo da sviluppare. Nel 2016 mi resi conto, guardando il materiale dalla prospettiva delle mie protagoniste, che la storia che stava emergendo era quella di una delusione. Ma questo cozzava con ciò che io vedevo, ovvero due donne appassionate e battagliere capaci di suscitare fiducia e speranza, una boccata d’ossigeno in un mondo avvelenato dai venti dell’anti-politica e dall’affermazione del populismo. Volevo che entrambe le prospettive vivessero nel film, così pensai di organizzare la proiezione del materiale e lasciai Manuela e Daniela libere di discuterne con me, per confrontare i nostri punti di vista. Fu molto divertente. Questo mi permetteva anche di fornire una cornice coerente a materiali girati con camere diverse e collocare il racconto nell’oggi, innescando una lettura più articolata e stratificata.
(dall’intervista a Claudia Tosi, cineuropa.org)

La storia di Manuela, deputata, e Daniela, consigliera comunale, raccontata in maniera intima e completa senza mai smettere di essere elegantemente rispettosa, si inserisce nel contesto (e questa è la sfida per le protagoniste all'inizio del viaggio) di un'Italia in cui il "berlusconismo", questo atteggiamento governato dal più "totale disinteresse per l'Altro" che ha "rovinato" il paese e si esprime anche in un sessismo spudorato, continua a insinuarsi nei messaggi violenti di insulti alle nostre elette su Facebook, fino alle più innocue parole del comune cittadino o anche alla battuta di un compagno di partito sulla gentilezza delle signore, che passa come se nulla fosse. Perché è un dato di fatto, le donne non possono permettersi gli stessi eccessi. Quindi mantengono la calma.
Che Manuela e Daniela debbano lottare per i diritti delle donne in questa società notoriamente patriarcale è inevitabile, ma il film di Tosi mostra soprattutto come, che lo vogliano o no, spesso tendiamo a "ridurle" a questa missione, quando invece loro vorrebbero attuare un progetto globale per il paese, una dinamica di cui si sente qui l'immensa frustrazione. In effetti, tutto questo percorso politico (l'impulso iniziale, le difficoltà della campagna, gli innumerevoli ostacoli...), lo seguiamo con le sue protagoniste, filmate anche oggi, in una sala cinematografica, mentre commentano le immagini registrate dieci anni prima, alla luce di una disfatta consumata, e totale.
Il documentario non ci permette di sapere quando Tosi ha avuto l'idea di questo dispositivo, ma fa sentire allo spettatore quasi sulla sua pelle la tragica impotenza di due elette che non hanno più illusioni. Questo fallimento politico, che è il fallimento della politica, Manuela lo riassume con un acume che fa riflettere quando spiega a un elettore, che dice apprezzare la sua disponibilità, che il ruolo di un eletto non è precisamente quello di rispondere al telefono a ciascuno, e che questa aspettativa da parte dei cittadini che cresce con la frattura tra loro e le istituzioni, e nega il principio stesso della rappresentanza, ha decretato il destino della democrazia gettandola tra le braccia del più populista.
cineuropa.org

Critica (2):Sostenute solo dalla loro profonda amicizia e dalla passione politica, Manuela, Onorevole del Parlamento italiano, e Daniela, consigliera comunale e poi assessora, affrontano l’arena politica italiana, poco incline a valorizzare le donne, e testimoniano un cambiamento che non si sarebbero mai aspettate: la morte della politica rappresentativa e l’ascesa del populismo. Manuela e Daniela hanno iniziato la loro attività politica da cittadine qualsiasi, circondate da affetto e fiducia, ma sono state travolte dall’ondata d’odio che ha investito il mondo della politica. Combattute tra il senso del dovere e il desiderio di lasciare, Manuela e Daniela cercano di dare un senso alla loro avventura politica, confrontandosi con essa, e si interrogano sul futuro dell’Europa. Ne esce il ritratto di un paese dilaniato da forti tensioni sociali, in cui il sistema democratico appare sempre più fragile e delegittimato. Lo humor e l’autenticità delle protagoniste dona luce e inaspettata leggerezza ad uno scenario che riflette i tempi bui che l’Italia sta affrontando.
cinemaitaliano.it

Critica (3):

Critica (4):
(Progetto editoriale a cura di) Redazione Internet (Contenuti a cura di) Ufficio Cinema
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