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Scarpette rosse - Red shoes (The)

Regia:Michael Powell; Emeric Pressburger
Vietato:No
Video:Golden Video - M & R - Cde Home Video
DVD:
Genere:Drammatico - Musicale
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Dalla fiaba di Hans Christian Andersen
Sceneggiatura:Michael Powell, Emeric Pressburger, Keith Winter
Fotografia:Jack Cardiff
Musiche:Brian Easdale
Montaggio:
Scenografia:Arthur Lawson
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Albert Basserman, Marius Goring, Robert Helpmann, Esmond Knight, Leonide Massine, Moira Shearer, Ludmilla Tcherina, Anton Walbrook
Produzione:Archers
Distribuzione:Lab80
Origine:Gran Bretagna
Anno:1948
Durata:

133'

Trama:

Il direttore di un' importante compagnia di danza classica scrittura una giovane e dotata ballerina. Ottenuto il successo con il balletto "scarpette rosse", la ragazza si fa convincere dal fidanzato compositore a lasciare il palcoscenico. Qualche tempo dopo, però, tornerà ad indossare le scarpette, posseduta dal demone della danza.

Critica 1:Sottoposta a una ferrea disciplina da Lermontov (A. Walbrook), direttore di una celebre compagnia di balletto classico, Vicky Page (M. Shearer) arriva a un successo trionfale con il balletto Scarpette rosse, ispirato alla favola di Hans Christian Andersen. Dilaniata tra l'amore per la danza (e la dedizione a Lermontov) e l'amore ricambiato per il compositore Julian Craster (M. Goring), sceglie il secondo. Inutilmente. Ormai identificata con il personaggio, danzerà sino alla morte. E il più grande successo della coppia Powell-Pressburger anche se forse non la loro opera maggiore. Considerato il miglior ballet film della storia del cinema, ma anche la più esemplare espressione del melodramma cinematografico, è diventato un vero cult movie, amato da spettatori e spettatrici commossi di mezzo mondo, ma anche da celebri registi (Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Brian De Palma) e raffinati cinéphiles. "Ammantandolo con i colori smaglianti del melodramma, [Powell-Pressburger] fanno digerire al pubblico un assunto incredibile: il fatto che l'arte sia qualcosa per cui si può morire" (Emanuela Martini). E nello stesso tempo romantico ed espressionista, una fantasticheria e un incubo, un dramma psicologico e una favola, un'anomala miscela di narrativa popolare, cattivo gusto, abuso di stereotipi e sperimentazione visiva, ribaltamento delle convenzioni, vertiginosa reinvenzione della realtà. Fotografia di Jack Cardiff. Ebbe 2 premi Oscar: musica di Brian Easdale, scene di Hein Heckroth.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Scarpette rosse ha già un proprio posto nella storia del cinema come uno dei classici della sdolcinatezza raffinata. Ma merita anche una nota come forse unico esempio, tra gli altalenanti Racconti Morali di Powell e Pressburger, in cui gli autori non prendono una posizione esplicita. Percepiamo che Powell e Pressburger fanno il ti-fo per la liberazione sessuale ed emotiva di Wendy Hiller in I Know Where I’m Going e per la discesa dal loro picco spirituale delle suore di Narciso nero; ma in questa storia della gara tra un demoniaco impresario di balletto e uno struggente compositore per le attenzioni di una bal-lerina, le parti sono distribuite con maggiore imparzialità.
Beatitudine coniugale o realizzazione artistica? Fino alla fine il film ci costringe a chiederci cosa l'eroina sacrificherà; e proprio allora esplode la tragica sorpresa del suicidio conclusivo. Certo, il film abbonda di banalità e sentimentalismo, ma merita molto di più di un posto nel museo dei campioni favoriti del cattivo gusto di ogni cinéphile. È il primo (e forse l'unico) film sul balletto che incarni lo spirito di questa arte. Inoltre, se si guarda l'intero film, e non solo la famosa sequenza delle “Scarpette rosse”, come un balletto, ci si rende conto che la sua storia non è più ridicola o semplicistica di quella di “Giselle” o del “Lago dei cigni”. E i suoi movimenti hanno quasi altrettanta grazia. Il romanticismo in Technicolor di Powell si esprime con estremo piacere negli eccessi barocchi del Covent Garden e nella fotogenia con cui la Opera House dà di gomito al mercato della frutta e della verdura. E, quando il mantello di gotica malinconia scende sulle spalle di Walbrook, il film evoca un'atmosfera tragica molto più potente e ossessiva di (tanto per citare esempi recenti) un melodramma annacquato come Due vite, una svolta.
Autore critica:(A cura di) Emanuela Martini
Fonte critica:Powell & Pressburger, Bergamo Film Meeting ’86
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Scarpette rosse
Autore libro:Andersen Hans Christian

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