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Suffragette -

Regia:Sarah Gavron
Vietato:No
Video:
DVD:Non ancora disponibile in dvd
Genere:Dammatico
Tipologia:Conflitti sociali, Diritti umani - Esclusione sociale, La condizione femminile
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:
Sceneggiatura:Abi Morgan
Fotografia:Eduard Grau
Musiche:Alexandre Desplat
Montaggio:Barney Pilling
Scenografia:Alice Normington
Costumi:Jane Petrie
Effetti: Mark Holt, Adam Gascoyne, Simon Hughes, Union Visual Effects
Interpreti:Carey Mulligan (Maud), Helena Bonham Carter (Edith Ellyn), Brendan Gleeson (Ispettore Arthur Steed), Anne-Marie Duff (Violet Miller), Ben Whishaw (Sonny Watts), Meryl Streep (Emmeline Pankhurst), Romola Garai (Alice Haughton), Finbar Lynch (Hugh Ellyn), Natalie Press (Emily Wilding Davison), Samuel West (Benedict Haughton), Geoff Bell (Norman Taylor), Morgan Watkins (Walsop), Adrian Schiller (Lloyd George), Adam Nagaitis (Sig. Cummings), Nick Hendrix (Sig. Baring), Lorraine Stanley (Sig.ra Coleman), Shelley Longworth (Miss Samson), Sarah Finigan (Sig.ra Garston), Adam Michael Dodd (George), Grace Stottor (Maggie), Ray Burnet (Churchill), Matt Blair (Sig. Drayton), Anna Gabell (Sig.ra Baxter)
Produzione:Ruby Films
Distribuzione:Bim
Origine:Gran Bretagna-Francia
Anno:2015
Durata:

106'

Trama:

La storia delle militanti del primissimo movimento femminista, donne costrette ad agire clandestinamente in uno Stato sempre più brutale. In lotta per il riconoscimento del diritto di voto, molte sono donne che appartengono alle classi colte e benestanti e tra loro alcune lavorano, ma sono tutte costrette a constatare che la protesta pacifica non porta ad alcun risultato. Radicalizzando i loro metodi e facendo ricorso alla violenza come unica via verso il cambiamento, queste donne sono disposte a perdere tutto nella loro battaglia per l'eguaglianza: il lavoro, la famiglia, i figli e la vita. Un tempo anche Maud, giovane donna dell'East End londinese, è stata una di queste militanti. Questa è la storia della sua lotta, insieme alle altre Suffragette, per conquistare la loro dignità.


Critica 1:“Vogliamo dare voce, e potere, a chi non ce l’ha, come tante donne ancora oggi nel mondo”. Parola della sceneggiatrice Abi Morgan, a Torino con la regista Sarah Gavron e la produttrice Faye Ward, per Suffragette, film d’apertura del 33° TFF.
Targato Cinema e distribuito da BIM (…) , il film che prima di Torino ha aperto il London Film Festival ci riporta nell’Inghilterra di inizio ‘900, dove monta la ribellione delle donne per la disparità di trattamento rispetto agli uomini e la negazione del diritto di voto: al movimento femminista delle suffragette guidato da Emily Pankhurst (Meryl Streep) finisce per unirsi Maud (Carey Mulligan), moglie, madre e lavoratrice sin dalla più tenera età in un lavatoio.
Nel cast anche Helena Bonham Carter, Brendan Gleeson, Anne-Marie Duff e Ben Whishaw, Suffragette fa la scelta, dice la regista Sarah Gavron, di “rappresentare donne lavoratrici per creare un legame tra la situazione di 100 anni fa e quella delle donne oggi: non ci sono al centro icone come Pankhurts, perché non è un biopic, per noi era importante cogliere la contemporaneità e l’attualità della lotta contro la disparità salariale, la violenza sessuale che ancora oggi le donne subiscono in tanti Paesi del mondo”.
Aggiunge Abi Morgan, già sceneggiatrice del biopic sulla Thatcher The Iron Lady: “Il movimento della suffragette è durato 50 anni, di cui i primi 40 di lotta pacifica per ottenere il suffragio universale, qui però ci concentriamo su 16 mesi cruciali, quelli più significativi della lotta, introducendo il personaggio di finzione di Maud per riassumere l’atteggiamento di chi passa da osservatrice passiva a militante e indagando sulle sue motivazioni”. Pertanto, afferma la produttrice Faye Ward, “vogliamo invitare tutte le donne a diventare quel che sentono di essere: questo è il primo film realizzato sulle suffragette, vogliamo dare voce a chi non ce l’ha”.
Precisa Abi Morgan, “la scelta di inquadrare donne che lavorano, viene dal fatto che non hanno ritratto al cinema, non le conosciamo, perché le loro storie non meritano di essere raccontate. Noi possiamo identificarci nei soprusi della loro epoca, guardando agli stupri di gruppo in India, le violenze e i sequestri di Boko Haram, il traffico di donne in UK. Su indicazione della regista, qui ho messo a tacere la mia vena hollywoodiana, non ci sono dettagli della vita privata di Maud, del figlio, perché era più incisivo chiudere con quei cartelli, con l’iscrizione delle donne nelle liste elettorali (comunali) in Arabia Saudita nel 2015, sebbene il loro voto rimanga influenzato dalla figura maschile, perché devono essere accompagnate ai seggi da un uomo”.
Conclude Sarah Gavron: “Siamo rimaste davvero soddisfatte quando delle giovani spettatrici britanniche ci han detto che d’ora in poi non rinunceranno più ad andare a votare. Anche nel Regno Unito c’è un problema di rappresentatività femminile, solo il 22% cariche pubbliche è delle donne, il volto della povertà è femmina”.
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Autore critica:Federico Pontiggia
Fonte criticaLa rivista del cinematografo-cinematografo.it
Data critica:



Critica 2:
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Critica 3:
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