RETE CIVICA DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA
Catalogo film per le scuole; ; Catalogo film per le scuole; ; ;
Torna alla Home
Mappa del sito Cerca in Navig@RE 

Home

Caccia al ladro - To Catch A Thief

Regia:Alfred Hitchcock
Vietato:No
Video:Cic Video, De Agostini
DVD:
Genere:Thriller
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo omonimo di David Dodge
Sceneggiatura:John Michael Hayes
Fotografia:Robert Burks
Musiche:Lyn Murray
Montaggio:George Tomasini
Scenografia:Hal Pereira, Joseph MacMillan Johnson
Costumi:Edith Head
Effetti:Farciot Edouart, John P. Fulton
Interpreti:Cary Grant (John Robie -Il Gatto), Grace Kelly (Frances Stevens), Jessie Royce Landis (Signora Stevens), Charles Vanel (Bertani), Brigitte Auber (Danielle Foussard), Jean Martinelli (Foussard), Georgette Anys (Germaine), Rene' Blancard (Commissario Lepic), Dominique Davray (Antoinette), Russel Gaige (Sig. Sanford), Jean Hebey (Mercier), Roland Lesaffre (Claude)
Produzione:Paramount Pictures
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Usa
Anno:1955
Durata:

103’

Trama:

L'americano John Robie, detto "il gatto", s'era reso celebre in Francia, prima della guerra, per la sua straordinaria abilità nel compiere furti di gioielli. Questa sua criminosa attività gli aveva fruttato però la prigione e soltanto i casi della guerra gliene avevano aperte le porte, permettendo a lui e ad altri detenuti di unirsi alla Resistenza. Terminata la guerra, gli ex detenuti hanno ottenuto definitivamente la libertà, in riconoscimento dei servizi resi alla Francia. John Robie si è ritirato sulla Riviera francese in una lussuosa villa; ma essendosi verificato nella regione un furto di gioielli, compiuto secondo il suo ben noto metodo, la tranquillità di Robie ne viene compromessa, in quanto la polizia sospetta di lui. Per sottrarsi all'arresto, Robie si reca presso il suo amico Bertani, che è stato il suo capo nella Resistenza e dirige ora un ristorante. Il personale del ristorante è composto di ex detenuti, e fra questi c'è un certo Foussard, con sua figlia Danielle. Bertani fa conoscere a Robie un certo Hughson, rappresentante di una compagnia, presso la quale sono assicurati preziosi gioielli, appartenenti a ricchi signori, attualmente in vacanza sulla Riviera. Robie riesce a convincere Hughson della propria innocenza, e questi lo presenta ad una delle sue più ricche clienti americane, Madame Stevens, ed alla sua bella figliola, Francie. Le due signore concepiscono la più viva simpatia per Robie: accade però che mentre Robie si trova nelle loro stanze, vengono rubati i gioielli di Madame Stevens. Rinascono i sospetti sul conto di Robie, il quale però confida all'assicuratore che egli conosce il ladro ed è certo che i responsabili dei furti cercheranno di disfarsi di lui. Egli sfugge infatti per miracolo ad un attentato, mentre viene ucciso per errore uno degli aggressori, Foussard. Robie però dichiara che Foussard non è il vero ladro; il vero ladro verrà smascherato da Robie durante un ballo mascherato... ed è una ladra, Danielle, che lavorava come suo padre per conto di Bertani. Robie ha riacquistato la stima universale ed ha conquistato una moglie: Francie.

Critica 1:Da un romanzo di David Dodge. Famoso ladro di gioielli, John Robie, detto il Gatto, che vive agiatamente in ritiro sulla Costa Azzurra, vuole catturare un ladro che imita il suo vecchio stile. Effervescente come lo champagne, perfetto come un cronometro. Hitch lo girò in pieno relax e buonumore, lasciando spazio all'improvvisazione. Straordinaria la fotografia di R. Burks in Vistavision, che vinse l'Oscar. Come in La congiura degli innocenti, dialogo tambureggiante di J.M. Hayes.
Autore critica:
Fonte criticaKataweb Cinema
Data critica:



Critica 2:Soprannominato «lo champagne di Hitchcock» per la sua classe effervescente, Caccia al ladro è un
film di pura eleganza e di raffinati escamotages stilistici. Hitch lo girò in pieno relax e buonumore, lasciando - come racconta il biografo Russell Taylor - ampio spazio all'improvvisazione. Ancora in stato di grazia, dopo aver realizzato con la Finestra sul cortile uno dei suoi migliori titoli in assoluto, il regista si concesse una «vacanza intelligente» girando, per la prima volta, tutti gli esterni di un film in Francia. Grazie all'uso del Vistavision per la fotografia firmata da Robert Burks, il film ottiene il massimo sul piano della levigatezza e del lusso visuale; le fantastiche inquadrature della «Corniche» ed i cieli notturni verde-azzurri compongono la degna cornice per un intrigo definito da Rohmer e Chabrol un «private-joke, in forma di favola». In effetti, il romanzo originale di David Dodge ricorda per molti aspetti l'atmosfera tra il mondano ed il «giallo» delle avventure di Arsenio Lupin e degli altri «ladri gentiluomini». L'alta società degli ozi perenni, lo scenario di un mare-cartolina, gli alberghi con giardino e i ristoranti di lusso: una specie di Eden démodé e vagamente, ma solo vagamente, kitsch, attraversato per l'occasione da brividi deliziosamente peccaminosi (i furti con destrezza e la storia d'amore). Il «doppio inseguimento» - l'eroe che insegue ed è contemporaneamente ricercato - può quindi cadenzarsi con suprema fluidità, senza doppifondi cerebrali e secondo un ritmo piacevolmente narcisista.
Caccia al ladro è senz'altro il capostipite di una lunga serie di commedie brillanti (fra cui spicca ('«accoppiata» di Stanley Donen: Sciarada e Arabesque), ma inimitabile resta, per forza di cose, il ruolo occupato da Grace Kelly. Quest'attrice particolarissima, mediocre in molte prove ma superba in Mezzogiorno di fuoco e nella trilogia hitchcockiana, appare nelle vesti della tipica bionda di ghiaccio, pettinata meticolosamente, ripresa volentieri di profilo, con il portamento eretto valorizzato da impeccabili completi di sartoria. Un alone di freddezza che sembra fatto apposta per fare impazzire gli uomini e che si dirada all'improvviso nel flash erotico inatteso, quello più caro a Hitchcock (l'impassibile Frances, accompagnata in camera da letto, stampa repentinamente le sue labbra su quelle del «gatto» John Robie). Grace Kelly passa alla storia per la battuta rivolta al partner, durante un picnic fondamentale per il caricamento della tensione fisica nella coppia: «Petto o coscia?», sussurra con un tono malizioso che s'adatterebbe assai poco all'offerta dei relativi pezzi di pollo... Insomma un vero show di «dribbling» emotivi che allacciano la diva allo spettatore, dopo averlo intimidito con l'apparenza frigida e aristocratica, in un effetto magistrale di seduzione schermica.
Il rapporto Francies-John è così rovente che il regista può permettersi con facilità la famosa scena dei fuochi d'artificio. Un bellissimo assemblage cinematografico, nel quale vediamo alternarsi i baci infuocati che si scambiano i due protagonisti con le inquadrature in Technicolor degli scoppi dei grappoli fiammeggianti nel buio della notte. Un esempio ironico, invece, del simbolismo illustrato di Hitchcock è la scena in cui la madre di Francies, miliardaria mondana e disinvolta, spegne una sigaretta nel tuorlo intatto di un uovo fritto: per chi non sapesse del disgusto provato dal regista per le uova. Su di un piano coerentemente pittorico resta da segnalare il sontuoso ballo in maschera, campionato mondiale del cattivo gusto voluto: una serie di inquadrature ravvicinate ci presentano gli ospiti fasciati di costumi tra lo splendido ed il ridicolo e riprendono in dettaglio i particolari dei loro ghiotti gioielli. La macchina da presa, montata su un'altissima gru, «coglie» fra la gente i poliziotti e scende lentamente ad inquadrarli ad uno ad uno.
Poi scatta la sequenza dell'inseguimento sul tetto, una specie di cifra firmata che ricorda tanti altri exploit di Hitchcock sul tema della caccia all'uomo. La predisposizione, in questo caso, al thriller romantico fa sì che la suspense non risalti eccessivamente: con la sua grande capacità di «controllare» il gusto della platea, il Maestro vuole conservare come più pericoloso trabocchetto del film il sex-appeal dell'eroina e della Costa Azzurra. Film di grande resa commerciale (4 milioni e mezzo di dollari nel solo Nord America), Caccia al ladro è un piccolo classico della commedia post-lubitschana. La satira è sempre acidula, ma il sorriso ed il lusso cullano la vicenda verso esiti consolatori; il sospetto e lo scambio non cessano di complicare la vita, ma le simmetrie sono tratteggiate senza chiaro-scuri inquietanti; le ellissi narrative risultano ancora virtuosistiche, ma i penchant comici chiedono e ottengono il maggiore spazio. Pensiamo ai due ladri: «non è per caso che Brigitte Auber assomigli nel film a Cary Grant e che indossi la stessa maglia a righe, blu e bianca per Grant, rossa e bianca per la Auber; l'uno pettinato con la riga a destra, l'altra con la riga a sinistra; essi sono in pratica uguali, anzi complementari come due immagini speculari» (Truffaut). E pensiamo al dialogo tambureggiante di John Michael Hayes: «Perché mai dovrei rubare?» dice Robie all'ispettore, «lo sono ricco. - E come siete diventato ricco? - Rubando». Così come le riprese «turistiche» dall'elicottero, la battaglia al mercato dei fiori e la morbidezza del pot-pourri musicale d'accompagnamento sono altrettanti segni di un'ispirazione felicemente volatile. Tutti i passaggi del film sono collegati da un fluido di humour benevolo in leggera trasparenza: e certe gags obbediscono a questa struttura nascosta più che alla geometria razionale della trama.
Storia in piena luce mediterranea, ricca, frivola e appena accalorata dall'amore fisico, Caccia al ladro racconta con astuta «imparzialità» la cattura di un ladro da parte del «gatto» e del «gatto» da parte di una dea miliardaria. Icastico per la sua fugace appropriazione d'ogni minimo balenio in un paesaggio da cartolina: un film senza pause, che s'adegua a quanto c'è di veloce, d'inafferrabile, di misterioso nella «realtà» della favola per adulti, e incurante di nessi e sintesi contemplative, passa subito da un aspetto all'altro, lasciando un'impressione di vivacità mercuriale indimenticabile.
Autore critica:Natalino Bruzzone, Valerio Caprara
Fonte critica:I film di Alfred Hitchcock, Gremese Editore
Data critica:

1982

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Caccia al ladro
Autore libro:Dodge David

Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di: Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di: Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema
Valid HTML 4.01! Valid CSS! Level A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0 data ultima modifica: 08/30/2008
Il simbolo Sito esterno al web comunale indica che il link è esterno al web comunale