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Romeo + Giulietta - William Shakespeare's Romeo & Juliet

Regia:Baz Luhrmann
Vietato:No
Video:20th Century Fox Home Entertainment
DVD:Panorama
Genere:Drammatico
Tipologia:Letteratura inglese - 500/600
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal dramma " Giulietta e Romeo" di William Shakespeare
Sceneggiatura:Baz Luhrmann, Craig Pearce
Fotografia:Donald Mcalpine
Musiche:Nellee Hooper
Montaggio:Jill Bilcock
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Pedro Altamirano, Jesse Bradford, Vondie Curtis-Hall, Claire Danes, Brian Dennehy, Leonardo Di Caprio, Paul Sorvino, Diane Venora
Produzione:20th Century Fox - Bazmark Films
Distribuzione:Fox
Origine:Usa
Anno:1996
Durata:

120'

Trama:

A Verona Beach, in California, le due famiglie dei Montecchi e dei Capuleti sono divise da antica rivalità. Succede però che il giovane Romeo Montecchi e la giovane Giulietta Capuleti si innamorano e sono costretti a vivere clandestinamente la loro storia. Quando in una lite Mercuzio, amico di Romeo, viene ucciso e Romeo, per vendetta, uccide un Capuleti, lo sceriffo decreta l'allontanamento di Romeo da Verona a Mantova. Il parroco cerca di venire in aiuto dei due giovani ma, per un equivoco, quando raggiunge la ragazza, Romeo la crede morta e si uccide a sua volta. Giulietta si sveglia, vede Romeo morente e si da a sua volta la morte. La maledizione prosegue tra le due famiglie rivali.

Critica 1:La più vecchia sceneggiatura della Berlinale (come scrive il giornale del festival) ha fatto il miracolo. E chi non ha pregiudizi "scientifici" particolarmente radicati o intolleranza ai troppi decibel, vedrà con divertimento, continue sorprese, e - sì- commozione William Shakespeare's Romeo & Juliet scommessa (vinta) del regista australiano Baz Luhrmann, al suo secondo film dopo il fortunato Ballroom L'operazione non è molto diversa da quella di Riccardo III di Richard Loncraine: sveltire il testo, trasportarlo nel tempo. Nel caso di Romeo & Juliet Luhrmann va al di là; il suo film è un mosaico postmoderno pieno di ammicchi e di citazioni, un videoclip, un musical, un "action movie" che racconta una guerriglia tra bande rivali, la visione fantasy di un mondo prossimo venturo non propriamente piacevole. Ma è anche Romeo e Giulietta, ambientato in una immaginaria ma non troppo Verona Beach, rumoroso, eccessivo, iconoclasta: la prova, forse non necessaria ma certamente affascinante, che il testo del Bardo può reggere qualsiasi manomissione e continuare a funzionare. Non fatevi spaventare dal primo scontro tra le due fazioni al distributore di benzina. Tra un prologo e un epilogo in cui il testo scespiriano è letto - con il prevedibile effetto comico - da un'annunciatrice del telegiornale, il film dà di meglio e dipana continue sorprese: risse in stile West Side Story balletti alla Busby Berkeley, feste faraoniche in casa Capuleti, padre Lorenzo in versione ex figlio dei fiori, Mercuzio nero e (questo si sospettava già) gay, i messaggi spediti via Federal Express e un giusto tono ironico-grottesco. Ma oltre alla sceneggiatura più vecchia della Berlinale, chi tiene insieme questo fuoco di fila di invenzioni, e aiuta a sopportarne gli eccessi da Mtv, sono i due giovani interpreti, Leonardo di Caprio, di bravura e bellezza struggente, e la fresca Juliet di Claire Danes, che riescono a farci commuovere su una storia di cui sappiamo già tutto.
Autore critica:Irene Bignardi
Fonte critica la Repubblica
Data critica:



Critica 2:Il film è una rilettura attraverso l’immaginario contemporaneo del dramma celeberrimo di William Shakespeare, cui peraltro, sin dal titolo, viene sottolineata la fedeltà al testo. Con la presenza dell’annunciatrice del telegiornale che si sostituisce al coro per aprire e chiudere la vicenda, si dichiara infatti come il contesto in cui si svolge la storia sia costituito da una sintesi di linguaggi audiovisivi nuovi e di alto gradimento popolare, soprattutto tra i giovani. Dall’action movie al videoclip, dalla soap opera allo spot pubblicitario. L’acerrima lotta tra le due famiglie più importanti della città diventa una notizia che fa parlare la televisione ed è la violenza che si consuma tra i ragazzi nelle strade a fare notizia. Una violenza che viene rappresentata attraverso differenti registri anch’essi ispirati alla gamma degli stili audiovisivi: talmente esasperata da risultare demenziale nella parte iniziale, come nel più seriale dei film d’azione, oppure lirica e surreale come in un western contemporaneo (vedi la sequenza in cui Tebaldo uccide Mercuzio). Al centro della storia è naturalmente l’amore tra Romeo e Giulietta. Pacato e riflessivo il primo, la cui grazia fisica vuole essere la cifra di una spiccata predisposizione alla dolcezza dei sentimenti. Timida ma appassionata la seconda, la cui limpidezza interiore affiora sin dalla scena dell’incontro con il giovane Montagu. Intorno a un acquario di casa Capulet si svolge infatti quella danza di corteggiamento tra i due personaggi che ha nella trasparenza del vetro e dell’acqua il simbolo della purezza e della profondità dei loro sentimenti. Dove il riflesso dei volti sulla superficie permette alle figure di stare uno di fronte all’altro, ma anche già uno accanto all’altro.
Entrambi i personaggi vengono rappresentati come esempi perfetti di un’età adolescenziale in cui si tende a evitare la presenza dei genitori, rispetto ai cui valori, sebbene per ragioni diverse, i due dimostrano un netto distacco. Il film insiste infatti sulla ricerca, da parte dei ragazzi, di accedere a una condizione di isolamento dal resto del mondo. Una vera e propria fuga dal reale espressa in una vasta gamma di forme. Dal trip acido esperito da Romeo prima di entrare alla festa, passando dal ricorso ad acquari e piscine come luoghi dell’isolamento, fino a quell’altare dall’evidente ispirazione pittorica (Gustav Klimt) sul quale si consuma la tragedia finale dei due giovani. Nella presa di distanza dai genitori esercitata dai protagonisti è inoltre da individuarsi un rifiuto nei confronti di un mondo degli adulti in cui dominano la corruzione e l’ipocrisia, il cinismo e la volgarità (come indicato compiutamente nella lunga sequenza della festa a casa Capulet). Ancora significativo, da questo punto di vista, il fatto che il solo adulto con il quale Romeo e Giulietta condividono un rapporto di fiducia e comprensione sia frate Lorenzo, che con il suo corpo tatuato suggerisce un atteggiamento moderno e disinvolto.
Degna di nota è, infine, la costruzione della figura di Mercuzio. La diversità di colui che è “maestro della parola” nell’opera di Shakespeare, dove già si distingue in virtù della sua straordinaria creatività linguistica, viene qui tradotta dal punto di vista dell’aspetto. Ne consegue un Mercuzio travestito ammiccante alla transessualità, esempio illuminante dell’estetica kitsch che domina il film e metafora di un’espressione artistica sempre più incentrata sul sensazionalismo spettacolare.
Autore critica:Umberto Mosca
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro: Giulietta e Romeo
Autore libro:Shakespeare William

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