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Re della terra selvaggia - Beasts of the Southern Wild

Regia:Benh Zeitlin
Vietato:No
Video:No
DVD:No
Genere:Drammatico
Tipologia:Diventare grandi, I bambini ci guardano
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:dalla pièce teatrale di Lucy Alibar
Sceneggiatura:Lucy Alibar, Benh Zeitlin
Fotografia:Ben Richardson
Musiche:Dan Romer, Benh Zeitlin
Montaggio:Crockett Doob, Affonso Gonçalves
Scenografia:Alex DiGerlando
Costumi:Stephani Lewis
Effetti:Ray Tintori, Lucas Joachin
Interpreti:Quvenzhané Wallis (Hushpuppy), Dwight Henry (Wink), Levy Easterly (Jean Battiste), Lowell Landes (Walrus), Pamela Harper (Little Jo), Gina Montana (Miss Bathsheeba), Amber Henry (LZA), Jonshel Alexander (Joy Strong), Nicholas Clark (Sticks), Henry D. Coleman (Peter T), Kaliana Brower (T-Lou), Philip Lawrence (Dott. Maloney), Hannah Holby (Babysitter "Open Arms"), Jimmy Lee Moore (Sergente Maggiore), Marilyn Barbarin (cantante), Big-Chief Alfred Doucette (MC), Jovan Hathaway (la cuoca), Joseph Brown (Winston)
Produzione:Court 13, Cinereach, Journeyman Pictures
Distribuzione:Satine Film/Bolero Film
Origine:Usa
Anno:2012
Durata:

92'

Trama:

Hushpuppy è una bambina di 6 anni che vive nella comunità soprannominata Bathtub (La Grande Vasca), una zona paludosa su un delta del Sud degli Stati Uniti. Suo papà, Wink, sta cercando di prepararla a cavarsela anche senza di lui e quando una serie di eventi - una misteriosa malattia del padre, le temperature che aumentano, il ghiaccio che si scioglie e un gruppo di creature preistoriche, gli Aurochs, fanno la loro comparsa - Hushpuppy decide di partire per andare alla ricerca della madre scomparsa, di cui ha solo vaghi ricordi...

Critica 1:Quando ha fatto il primo provino per il ruolo della protagonista del Re della terra selvaggia, Quvenzhané Wallis aveva solo 5 anni: «Il personaggio di Hushpuppy - dice il regista Benh Zeitlin - nasce dalla sua folgorante personalità. Quvenzhané gli ha conferito una saggezza e un coraggio che io non credo di possedere. Hushpuppy è la persona che vorrei essere». La ricerca era iniziata molto tempo prima, quando Zeitlin e i suoi collaboratori si erano chiesti se fosse possibile che una bambina così piccola portasse sulle spalle il peso di una storia tanto complessa. La risposta è arrivata a Houma, in Luoisiana, tra le paludi e le chiatte dove il film è ambientato, dopo che erano già stati vi
sionati 4000 bambini: «Quvenzhané era una micro-forza della natura, con una capacità di mettere a fuoco le cose e un'intelligenza emotiva mai viste prima...». Un tale uragano di carisma e umorismo, racconta Zeitlin, non poteva essere contenuto tra «azione e stop»: «Non raccontiamo la crescita della protagonista, ma la sua empatia con ciò che la circonda, il fatto che ala capace di diventare una creatura adatta a vivere con la natura».

Qualcosa di molto più difficile di una semplice vicenda di formazione: «Volevo fare un film che si interrogasse sulla maniera di reagire di fronte a una condanna a morte, tra uragani, maree nere, terreno che si sgretola sotto i piedi. Non era mi intenzione criticare i politici che hanno contribuito a questo stato di cose, nè innescare una battaglia sulla responsabilità ambientale, tantomeno risvegliare le coscienze. Mi interessava
scoprire come persone che vedono morire la loro terra riescano a non perdere la speranza, la gioia, lo spirito di festa che le contraddistingue». É per questo che Ben Zeitlin ha fatto recitare nella sua opera gente che non l'aveva mai fatto prima, Dwight Henry, nel ruolo di Wink, il padre malato della protagonista, di professione panettiere, e Quvenzhanè Wallis che «andava alla scuola elementare del quartiere. Bastava guardarli dritti negli occhi per capire che erano dei feroci guerrieri, capaci di ogni cosa». Anche di combattere la catastrofe ambientale che sta per travolgere Bathtub (La Grande Vasca), una zona del Sud americano dove allo scioglimento dei ghiacci eterni corrisponde, sullo schermo, la minaccia dell'arrivo degli Aurochs, misteriose creature preistoriche. Quando la comunità verrà costretta dalle autorità locali ad abbandonare la Grande Vasca per trasferirsi in un triste ricovero, Hushpuppy, guardandosi intorno, dirà che sembrano tutti «pesci in un acquario senz'acqua». Dalla riscossa Hushpuppy uscirà vincitrice, combattente temprata dal dolore e dalle prove più difficili, pronta per guidare gli altri. (...)
Autore critica:Fulvia Caprara
Fonte criticaLa Stampa
Data critica:

23/1/2013

Critica 2:«Quella comunità (...) è un luogo di totale libertà. Ci sono le persone. più tenaci che io conosca in America. Capaci di vivere di quello che offre loro la natura. In questa terra dove le catastrofi sono all'ordine del giorno e chiunque ha perso la casa, l'auto e i beni materiali si vive diversamente dal resto dell'America. Gli oggetti, insomma, hanno ben poco valore, quello che conta piuttosto sono gli affetti e le tradizioni. In questo senso il mio film è ispirato alla vera vita di queste persone, ma chiaramente con delle esagerazioni».
Autore critica:dichiarazione del regista nell’articolo di Gabriella Gallozzi
Fonte critica:L’Unità
Data critica:

23/1/2013

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



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