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Tesis - Tesis

Regia:Alejandro Amenábar
Vietato:No
Video:Lucky Red
DVD:
Genere:Drammatico - Horror
Tipologia:Mass media
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Alejandro Amenabar
Sceneggiatura:Alejandro Amenabar
Fotografia:Hans Burman
Musiche:Alejandro Amenabar, Mariano Marin
Montaggio:Maria Elena Saenz De Rozas
Scenografia:Wolfgang Burman
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Ana Torrent (Angela), Rafael Martinez (Chema), Eduardo Noriega (Bosco), Nieves Herranz (Sena), Rosa Avila (madre di Angela), Rosa Campillo (Yolanda), Teresa Castanedo (annunciatrice Tv), Xabier Elorriaga (Jorge Castro), Francisco Hernandez (padre di Angela), Miguel Picazo (Figueroa)
Produzione:Josè Luis Cuerda per la Sogepaq
Distribuzione:Lucky Red
Origine:Spagna
Anno:1996
Durata:

118'

Trama:

Angela (Ana Torrent), studentessa dell'Accademia di Cinematografia di Madrid, sta svolgendo una tesi sulla violenza nel cinema e nella televisione. Alla ricerca di materiale censurato o comunque decisamente sopra le righe, si imbatte in un VHS di uno "snuff movie" (film amatoriali in cui vengono riprese vere violenze su una persona e che spesso si concludono con la morte di quest'ultima).
Ignara dell'importanza di ciò in cui si è casualmente imbattuta, Angela coinvolge un suo compagno di corso: Chema (Fele Martinez), esperto in film trasgressivi.
Travolti dal vortice degli eventi, che li costringe ad investigare in prima persona sul contenuto della cassetta, e incapaci di fidarsi di chiunque, compresi loro stessi, Angela e Chema rischieranno di diventare i protagonisti del prossimo video.

Critica 1:Sembra quasi incredibile che Alejandro Amenabar (Apri gli Occhi), a soli 23 anni abbia confezionato questo bel thriller capace non solo di tenere in tensione lo spettatore, ma di mischiare le carte sino alla fine concedendo indizi, senza però mai barare, che non svelano il "plot" fino al termine.
Il film, che riecheggia 8MM di Joel Schumacher ma con ben altro spessore; oltre ad essere ben costruito, rivela un andamento registico che rispecchia la situazione in cui si trovano i protagonisti con rallentamenti e luci che sottolineano l'atmosfera a volte claustrofobica a volte rasserenante che li accompagna.
I numerosi momenti di tensione e di violenza, principalmente psicologica, vengono sapientemente allentati da battute e situazioni di cui si fa carico il personaggio di Chema (che personalmente mi ricorda, non solo fisicamente, Johnny Depp). Amenabar non ha mai bisogno di "sbatterci in faccia" sangue o scene di cruda violenza, gli basta un accenno, un suono, un urlo (come Nancy Allen in Blow Out di De Palma) per catturare l'attenzione. Nessuno se la sente di vedere la cassetta, gli unici disposti a farlo sembrano essere i giornalisti dei network televisivi, sempre pronti a tramutare il piccolo schermo in una sorta di immondezzaio umano in nome del dio-audience.
Autore critica:Valerio Salvi
Fonte criticaFilmup
Data critica:



Critica 2:Il tema della violenza nel cinema e nella tv è uno degli argomenti più inflazionati negli studi sui media. Sociologi e psicologi hanno sfornato ricerche, prodotto statistiche, analizzato i legami tra la violenza delle immagini e i suoi effetti sul pubblico. Non stupisce dunque che Alejandro Amenabar, nuovo talento del cinema spagnolo, abbia scelto proprio quest'argomento per Tesis, il suo primo lungometraggio. La pellicola, che è stata girata nel 1995 quando il regista aveva appena ventitré anni e ha vinto ben sette Goya (l'Oscar spagnolo) nel 1996, è rimasta a lungo nel cassetto dei distributori italiani che ora hanno deciso di inserirla nel circuito perché Amenabar ha appena finito di girare The Others, film interpretato da Nicole Kidman e prodotto da Tom Cruise che pare sia stato folgorato dalla sceneggiatura. Ciò che sorprendente è invece il modo in cui Amenabar è riuscito a parlare della violenza nelle immagini attraverso le immagini senza cadere in facili moralismi. Il film è un thriller a basso costo congegnato in modo quasi perfetto: due ore fitte di eventi, azione, colpi di scena che si sciolgono in frequenti momenti di comicità. Gioca con le convenzioni del genere, le sfrutta con intelligenza fino in fondo e non rinuncia neppure a sottili allusioni ai classici. Protagonista delle vicende è Angela, studentessa della Facoltà di Scienze della Comunicazione di Madrid che, nel corso delle sue ricerche per la tesi di laurea, si imbatte nel mistero di una serie di snuff movie e rischia di diventare la prossima vittima degli assassini con la macchina da presa. Il merito di Tesis non è denunciare la produzione di snuff né lanciare l'ennesimo (e poco utile) atto d'accusa verso i media irresponsabili che, affamati di audience, diffondono filmati cruenti (...) ma quello di sollevare inquietanti interrogativi sui desideri e i consumi del pubblico, sulla morbosità che circonda la violenza, sulla capacità di ingoiare e metabolizzare fiction e fatti di cronaca nera (...). "La regola fondamentale del cinema è dare al pubblico quello che vuole" ripete quasi ossessivamente Castro, docente di psicologia degli audiovisivi nel corso del film: e questa è forse la chiave migliore per leggere l'opera prima di Amenabar.
Autore critica:Miriam Tola
Fonte critica:Cinemazip
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

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