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Monsoon Wedding - Matrimonio indiano - Monsoon Wedding

Regia:Mira Nair
Vietato:No
Video:Dnc
DVD:Ermitage Cinema
Genere:Commedia
Tipologia:Spazio critico
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Sabrina Dhawan
Sceneggiatura:Sabrina Dhawan
Fotografia:Declan Quinn
Musiche:Mychael Danna, Paul P. Soucek
Montaggio:Allyson C. Johnson
Scenografia:Stephanie Carroll
Costumi:Arjun Bhasin
Effetti:
Interpreti:Naseeruddin Shah (Lalit Verma), Lillete Dubey (Pimmi Verma), Shefali Shetty (Ria Verma), Vijay Raaz (P.K.Dubey), Tilotama Shome (Alice), Vasundhara Das (Aditi Verma), Parvin Dabas (Hemant Rai), Kulbhushan Kharbanda (C.L.Chadha), Kamini Khanna (Shashi Chadha), Rajat Kapoor (Tej Puri), Neha Dubey (Ayesha Verma), Randeep Hoda (Rahul Chadha), Kemaya Kidwai (Aliya Verma)
Produzione:Delhi Dot Com - Mirabai Films
Distribuzione:Key Films - Cineteca Lucana
Origine:Francia - India - Italia - Usa
Anno:2000
Durata:

119’

Trama:

Mentre si avvicina la stagione dei monsoni, la famiglia Verma si riunisce nella bella casa in un quartiere residenziale di Nuova Delhi in vista di un matrimonio 'combinato'. Il padre Lalit e sua moglie Pimmi si sono trovati d'accordo sull'opportunità di far sposare la figlia Aditi, reduce da una storia fallita con il suo capo ufficio, con Hemant, giovane e brillante ingegnere che vive a Houston. I preparativi della cerimonia vanno avanti tra non poche difficoltà. Dubey, impresario della Tent and Catering incaricata di organizzare i festeggiamenti, dà ordini agli operai, è nervoso e autoritario, finché non è scosso dalla presenza di Alice, la colf di famiglia, di cui si innamora. Ria, cugina della sposa, si sente osservata e giudicata per non essersi sposata, e quando lo zio Tej, arrivato dagli Stati Uniti, si apparta con una piccola invitata, lei rivela a tutti l'orribile notizia della pedofilia dell'uomo. Ayesha, altra cugina della sposa, incontra Rahul, tornato da Sydney dove studia, e tra i due scatta una improvvisa scintilla di passione. Intanto Aditi, atterrita dall'idea di trascorrere il resto della vita come casalinga nel Texas, rivede il suo ex amante e passa con lui la notte. I futuri sposi si vedono poi per un incontro chiarificatore, sembrano decisi a lasciarsi, ma lui riesce a ricucire il rapporto. Dopo che anche Lalit e Pimmi hanno avuto forti scontri verbali sulla gestione della situazione e sul futuro del figlio più piccolo, finalmente arriva il giorno tanto atteso. Sotto una fitta pioggia portata dai monsoni, Aditi e Hemant si sposano, e la gioia sembra tornare sul volto di tutti i presenti.

Critica 1:A Nuova Delhi, in attesa delle piogge portate dal monsone, si celebrano le nozze combinate tra due giovani. La promessa, Aditi, è ancora coinvolta in una relazione con un uomo sposato; sua cugina Ria sembra refrattaria all'amore; suo padre è oberato dalle spese e conta sull'aiuto finanziario di uno zio d'America, giunto per la circostanza; Dubey, un comico organizzatore di matrimoni che vive ancora con la mamma, s'innamora della servetta Alice... Il monsone rende tutti un po' folli, senza distinzione di sesso, nazionalità, casta. Continuiamo a trovare un po' sopravvalutato dalla giuria veneziana, che lo ha premiato col Leone d'oro, Monsoon wedding - Matrimonio indiano di Mira Nair, regista indiana attiva tra Bollywood (l'industria dello spettacolo di Bombay) e Hollywood. Il "film di matrimonio" è un filone abbastanza prolifico di cui la Nair rispetta la principale convenzione. Col pretesto della cerimonia, si riuniscono i membri delle due famiglie degli sposi, parenti e amici e si vede quel che ne viene fuori. Il pregio del film è quello di unire il tono da commedia con una vena più drammatica e amara, un po' alla maniera del Festen di Vinterberg. Né manca d'interesse l'impasto di tradizione (i matrimoni combinati, ci spiega la Nair, non sono necessariamente i peggiori) e di modernità che circola per i fotogrammi, inclusi i numeri musicali che costellano ogni film indiano che si rispetti, ma che Mira ci offre in una versione techno inedita dalle nostre parti. Come è istruttivo, per lo spettatore europeo, vedere messa a confronto una tradizione culturale minuziosamente rispettata (gli abiti, l'apparato rituale.) con lo stile di vita, ormai globalizzato, di personaggi che guardano talkshow, parlano al telefonino o si ritrovano alle prese con problemi di pedofilia. Quanto all'enorme cast, sono ammirevoli la spontaneità di ciascuno e l'eccellente gioco di squadra. Con tutti gli apprezzamenti del caso, però, ci sembra difficile considerare Monsoon wedding molto più di un onesto, efficace, ben orchestrato e ben montato prodotto da esportazione che aspira al mercato internazionale.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte criticala Repubblica
Data critica:

15/12/2001

Critica 2:Hanno più speranza di riuscita i matrimoni d'amore o quelli combinati? Non c'è dubbio che chiunque in Occidente opterebbe per la prima ipotesi; ma in India la pensano in modo diverso. Laggiù l'unione la decide la famiglia e gli sposi si conoscono a patti conclusi. Pare però che la valutazione oculata delle componenti caratteriali, affidata in genere a un mediatore professionista, garantisca ai matrimoni indiani una durata maggiore di quelli nostri fondati sulla transitorietà della passione; e mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa Francesco Alberoni, massimo teorico dell'innamoramento. Arriva dalla Mostra di Venezia, con l'onore e l'onere di un discusso Leone d'oro, Monsoon Wedding di Mira Nair che descrive appunto un matrimonio punjab a New Delhi. Sul modello dei film corali di Robert Altman, la regista indiana, affermatasi nel 1988 con Salaam Bombay!, schiera 68 personaggi parlanti per raccontare il fausto evento sull'arco di quattro giorni, dal fidanzamento alla cerimonia. In mezzo alle storie di famiglia, si scoprono gli altarini. A partire dalla sposa, che non è più illibata dopo un amorazzo con un presentatore tv e sente il dovere di confessarsi al fidanzato venuto dall'America. Segue qualcosa di peggio: il capo del clan viene svergognato in quanto pedofilo, proprio come accadeva nel film danese Festen. A un finale liberatorio, dove il monsone del titolo costituisce una specie di lavacro, si perviene grazie all'accattivante bravura degli interpreti e alla leggerezza del tocco registico, ma con un retrogusto di amarezza. Monsoon Wedding è contrassegnato dalla reticente nostalgia per i valori e le certezze del buon tempo antico, che si insinua nella commistione fra radici antropologiche e consuetudini di importazione. L'immagine tradizionale dell'India si scolorisce nel global; e il panorama del pianeta tende a uniformarsi nel grigiore degli usi e costumi borghesi, uguali ovunque. Il tutto è suggerito con grazia e gusto dei particolari in un film che fra i suoi produttori reca per l'ultima volta il nome di Kermith Smith, un uomo di cinema operante in Italia la cui scomparsa ha lasciato un vuoto.
Autore critica:Tullio Kezich
Fonte critica:Il Corriere della Sera
Data critica:

15/12/2001

Critica 3:
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