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Nozze di Muriel (Le) - Muriel's Wedding

Regia:Paul J. Hogan
Vietato:No
Video:Buena Vista Home Entertainment
DVD:Eagle
Genere:Grottesco
Tipologia:La condizione femminile
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Paul J. Hogan, Jocelyn Moorhouse
Sceneggiatura:Paul J. Hogan, Jocelyn Moorhouse
Fotografia:Martin Mcgrath
Musiche:Peter Best
Montaggio:Jill Bilcock
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Toni Collette, Rachel Griffiths, Bill Hunter, Belinda Jarrett, Daniel Lapaine
Produzione:Lynda House, Jocelyn Moorhouse
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Australia
Anno:1995
Durata:

105'

Trama:

In una cittadina costiera australiana del Sudest vive Muriel Heslop (T. Colette), cicciona sprovveduta e mitomane, disprezzata in famiglia e dalle amiche, un trio di Barbie velenose, decerebrate e un po' troiette. Si prende la rivincita, andando a Sidney, dopo aver prosciugato il conto in banca del padre, e sposando un campione sudafricano di nuoto, bello come un semidio.

Critica 1:Irruente come il personaggio principale del suo film, l'esordio di P.J. Hogan ha un'energia ed un'esuberanza che non possono che lasciare ammirati. Sovrappeso e un po' invadente come la Muriel che aspira con tutte le sue forze al matrimonio, il film mescola commedia e melodramma senza preoccuparsi molto della coerenza e dello stile, ma piuttosto puntando tutte le sue carte sulla forza della sua contagiosa vitalità... La storia in sé non è certo nuova (una specie di brutto anatroccolo grasso e sgraziato si prende una sonora rivincita sulle amiche che la disprezzavano sposando un superfusto, salvo poi mandare tutto a carte e quarantotto quando scopre sulla propria pelle che non era il velo bianco la cosa che le importava davvero), ma c'è nel film un'irriverenza, una cattiveria, una capacità di ironizzare su tutto e su tutti che lascia stupiti. E il modo in cui Muriel attraversa la società australiana, con la malagrazia di un elefante in una cristalliera, ma senza provare il minimo senso di colpa perché il mondo è fornito di ancor meno grazia di lei, (...) è una storia che a volte è bello sentirsi raccontare.
Autore critica:Paolo Mereghetti
Fonte criticaSette, supplemento del "Corriere della Sera"
Data critica:



Critica 2:
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Critica 3:
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