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Tre fratelli -

Regia:Francesco Rosi
Vietato:No
Video:Biblioteca Rosta Nuova, visionabile solo in sede - General Video
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Spazio critico
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal racconto "Tretij Syn" di A. Platonov
Sceneggiatura:Tonino Guerra, Francesco Rosi
Fotografia:Pasqualino De Santis
Musiche:Pino Daniele, Piero Piccioni
Montaggio:Ruggero Mastroianni
Scenografia:Andrea Crisanti
Costumi:Gabriella Pescucci
Effetti:Renato Agostini
Interpreti:Philippe Noiret (Raffaele Giuranna), Michele Placido (Nicola Giuranna), Vittorio Mezzogiorno (Rocco Giuranna), Charles Vanel (Donato Giuranna), Andrea Ferreol (moglie di Raffaele), Maddalena Crippa (Giovanna)
Produzione:Iterfilm - Gaumont
Distribuzione:Cineteca Griffith - Cineteca Nazionale
Origine:Francia - Italia
Anno:1981
Durata:

113’

Trama:

Un vecchio contadino, Donato Giuranna, è rimasto ormai solo nella sua masseria delle Murge, per la morte della moglie. Sceso in paese, telegrafa ai tre figli il grave lutto che li ha colpiti. Raffaele (cinquantenne) è giudice a Roma, coinvolto nei processi ai terroristi; Nicola (quarantenne), è assistente in un riformatorio di Napoli; mentre Rocco (trentenne) è operaio a Torino, separato dalla moglie, con una bambina, Marta, che lo accompagnerà nel lungo viaggio in auto. I tre fratelli si incontrano nella casa paterna e specialmente Raffaele e Rocco confrontano, in accese discussioni, le loro idee socio-politiche. Il terzo fratello, Nicola, è un sognatore: vede il mondo salvato da una schiera di ragazzi che spazzano via immondizie, armi , droghe da New York, da Mosca, da Napoli. Dopo una notte di discussioni, di sogni, di incubi, la mattina si svolgono i funerali. L'occasione dell'incontro dei tre fratelli è conclusa. Ritorneranno alle loro città e alle loro angosce quotidiane; mentre il vecchio padre, interpretato splendidamente dal novantenne Charles Vanel, rimarrà nella vecchia casa colonica, col ricordo della persona piu' cara, la moglie scomparsa, di cui prende la fede e se la infila sul dito, accanto alla sua.

Critica 1:Da un paese delle Murge partono tre telegrammi "Mamma morta. Tuo padre". I tre fratelli Giuranna tornano alla casa paterna dopo molti anni di lontananza. F. Rosi racconta un'altra storia del Sud, ma dal di dentro, in bilico tra privato e pubblico. Ma la prima dimensione è espressa, la seconda solo dichiarata. Un apologo sull'Italia di oggi sincero, onesto, sempre interessante, a tratti coinvolgente. Scritto da Rosi e Tonino Guerra su uno spunto del racconto Il terzo figlio di Andrej P. Platonov.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Che il cinema di Francesco Rosi stia progressivamente mutando è fuori di dubbio. Quando l'attualità, il momento storico evolve con la drammatica dinamica dell'Italia dei nostri giorni è impossibile affrontare i problemi di petto. Occorre distaccarsi, meditare, analizzare. Era il regista stesso che, all'uscita del suo precedente Cristo si e' fermato a Eboli ce lo confessava senza esitazione a Cannes.
E, in effetti, anche una visione affrettata di Tre fratelli conferma questo fatto: il ritmo dei film di Rosi da incalzante si è fatto contemplativo, la rabbia della polemica si è placata, il mordente giornalistico dei tempi di Il caso Mattei e Lucky Luciano ha lasciato il posto ad una riflessione sensibile e prudente.
Rosi ha sempre fatto della cronaca, ha filmato le cause, mai gli effetti. Il suo cinema più celebre è nato rifiutando l'idea del racconto, del romanzo. Cercando, al contrario, di distruggere la continuità (di tempo, di luogo, d'azione) della struttura romanzata per arrivare piuttosto ad un'analisi della meccanica di questa struttura. E da questa analisi giungere infine ai motivi, alla logica che conduce al potere ed alla violenza. Il suo ultimo cinema, quello nel quale la contemplazione ed il lirismo sembrano sostituirsi alla cronaca, si urta non senza conseguenze a quel cinema.
Ispirato ad un racconto di Platonov Tre fratelli descrive il ritorno al Sud ed alla famiglia di un giudice, un assistente sociale ed un operaio, in occasione della morte della loro madre. Tre fratelli, in breve, è Cristo si e' fermato a Eboli più Cadaveri eccellenti: la condizione del Sud, il ritorno alla terra e alla famiglia, più l'Italia contemporanea. Questo ritorno alle proprie origini, alla propria identità è l'elemento scatenante che, nel film di Rosi, dovrebbe rivelare tre personaggi emblematici della realtà italiana di oggi. L'operazione riesce solo in parte, e per molte ragioni. Ma quella fondamentale è probabilmente che il "nuovo" Rosi, confermando ovviamente la sua grande sensibilità di scrittore in immagini, guadagna, o non perde, in sensibilità: ma perde in lucidità. Quando il regista osserva il personaggio che Vanel interpreta più che con impareggiabile bravura, con estrema semplicità e istintiva facilità, inserisce questa sua visione in un sentimento che in questi anni gli è evidentemente congeniale. Quando il vecchio contadino si serve il pasto frugale, quando taglia il formaggio, quando accosta le due vere matrimoniali nell'inquadratura finale, c'è tutta la partecipazione accorata, l'amarezza e la commozione di Rosi. Un'emozione che nobilita, intendiamoci, il film. Ma che, quasi per contrasto, fa risaltare lo schematismo, la convenzionalità degli altri personaggi, quelli che sono immersi nel contemporaneo.
Il film passa cosi continuamente dal realismo (l'inizio nel riformatorio, gli incontri con gli abitanti del villaggio natale) al fantastico (le apparizioni della moglie defunta, i frammenti del passato che rivivono, i sogni): con i relativi cambiamenti espressivi che questo comporta (la fotografia che sfuma, o la recitazione che si fa irreale). (…)
Tre fratelli è un film amaro, commosso e smarrito. E quando ci trasmette questi sentimenti lo sentiamo sincero e toccante. (…)
Autore critica:Fabio Fumagalli
Fonte critica:rtsi.ch/filmselezione
Data critica:

17/9/1981

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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