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Ragazzo invisibile (Il) -

Regia:Gabriele Salvatores
Vietato:No
Video:
DVD:01
Genere:Commedia
Tipologia:Amore giovanile, Diventare grandi
Eta' consigliata:Scuole elementari; Scuole medie inferiori
Soggetto:Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo
Sceneggiatura:Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo
Fotografia:Italo Petriccione
Musiche:Ezio Bosso, Federico de' Robertis - La canzone "Wrong Skin" è di Marialuna
Montaggio:Massimo Fiocchi
Scenografia:Rita Rabassini
Costumi:Patrizia Chericoni
Effetti:Visualogie
Interpreti:Ludovico Girardello - Michele, Valeria Golino - Giovanna, Fabrizio Bentivoglio - Basili,Christo Jivkov (Hristo Jivkov) - Andreij, Noa Zatta - Stella, Assil Kandil - Candela, Filippo Valese - Martino, Enea Barozzi - Brando, Riccardo Gasparini - Ivan, Vernon Dobtcheff - Artiglio,Vilius Tumalavicius - Biondo, Vincenzo Zampa - Minnella, Diana Höbel - Professoressa Siani,Ksenia Rappoport - Yelena
Produzione:Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori per Indigo Film con Rai Cinema, in coproduzione con Fabio Conversi, Fulvia Manzotti, Marta Manzotti per Babe Films e Faso Film, in associazione con Ifitalia Spa, Gruppo Bnp Paribas e Sting Occhiali By De Rigo Spa
Distribuzione:01
Origine:Francia-Italia
Anno:2014
Durata:

100'

Trama:

Michele ha 13 anni e vive in una tranquilla città sul mare. La sua esistenza è piuttosto ordinaria e le giornate scorrono senza grandi emozioni, tranne quado si tratta di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare e che sembra proprio considerarlo invisibile. Poi, un giorno, Michele fa una straordinaria scoperta che darà vita alla più incredibile avventura della sua vita: lui può diventare invisibile!

Critica 1:(...) il film di Gabriele Salvatores (...) si pone nella zona, poco frequentata dalle nostre parti, del 'fantasy adolescenziale': con protagonisti in età scolare, supereroi e supercattivi, però senza molto da spartire con 'Transformers' e similari cinecomic americani. In qualche modo Salvatores sembra rimettersi sulla strada fondativa di un possibile fantasy all'europea, già esplorata a suo tempo con 'Nirvana'; non disdegna gli effetti speciali, ma neppure intende farne il centro dello spettacolo. (...) 'Il ragazzo invisibile' è 'anche' un teen-movie (e con pregi di naturalezza piuttosto rari); è 'anche' un film di supereroi, ma non è solo questo. Non occorre nemmeno troppo scomodare il tema dell'invisibilità come metafora dell'adolescenza per apprezzare l'acutezza dello sguardo di Salvatores su quell'età della vita, cui il regista ha dedicato già una pattuglia di film a cominciare da 'Io non ho paura': un'empatia non condiscendente che di certo i più giovani sapranno cogliere. Neppure ingenua, però: anzi sapiente, quanto lo è lo studio delle inquadrature (nella fotografia di Italo Petriccione, che valorizza eccezionalmente Trieste ) angolate e 'tagliate' come nelle migliori tavole a fumetti. Detto ciò spiace un po' dover constatare che il film, delizioso per trequarti, tende a sfumare, nell'ultimo, un po' a coda di pesce. Stentando a trovare un finale, ne somma tre o quattro; e, soprattutto, perde ritmo quando si addentra nella parte più fantasy, con relative spiegazioni sui destini degli 'Speciali'. Incluso il finale (...) che potrebbe far pensare a una porta aperta su possibili seguiti.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte criticaLa Repubblica
Data critica:

18/12/2014

Critica 2:C’è una prima volta per tutti. E Gabriele Salvatores ne ha avute molte con il suo cinema spesso alle prese con generi per lui nuovi: il pulp di Denti, la fantascienza di Nirvana, il road-movie di Turné, il noir di Quo vadis, baby? fino al recente montaggio di Italy in a day. In realtà non sarebbero neanche tutti, ma dopo tanti viaggi per il cineasta con una carriera fortunata e felicemente trasversale come questa è venuto il momento di misurarsi con il cine-comic.
Gli sceneggiatori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo hanno scritto una storia attuale con flashback sovietici per Il Ragazzo Invisibile. Al centro il piccolo emulo di Spider-Man Michele, ragazzo alle prese con la timidezza, il primo amore e il bullismo dei suoi compagni. Ne veste i panni l’esordiente Ludovico Girardello, scomparendo a tratti solo per esigenze di copione ed effetti speciali, ma mantenendo sempre la giusta tensione sul suo personaggio. Ci si mette una madre chioccia e in divisa con il volto rassicurante di Valeria Golino. Ma non basta. Sparire non sarà esattamente una soluzione bensì l’inizio di una grande avventura.
Omaggi e riferimenti anche a X-Men, Batman e Fantastici 4 sono inevitabili, o comunque inevitati, e le caratterizzazioni di buoni ambigui come lo psicologo “sbirro” Fabrizio Bentivoglio, del mentore telepate di Christo Jivkov, o ancora la interpretata da Ksenia Rappoport, offrono una serie di appigli narrativi per l’espansione della storia tra possibili sequel e una “crossmedialità” finora estranei al cinema di casa nostra.
Speciale, come i personaggi con superpoteri che lo popolano. “Non ho visto tutti i film di supereroi, e non tutti sinceramente mi piacciono. Alcuni molto, sicuramente Batman di Tim Burton, Il Cavaliere Oscuro di Nolan e il primo SpiderMan” ha confessato il Premio Oscar alla presentazione romana del suo ultimo lavoro. “Quello che cito è un fantasy, quasi un horror, molto vicino al Ragazzo Invisibile: un film straordinario che si chiama Lasciami entrare. Una visione particolare sui vampiri, ma più che altro un film sull’amore, secondo me”.
E l’approccio ricercato dal regista intorno all’intimismo di due adolescenze che si cercano, quella di Michele e quella di Stella (Noa Zatta) trova la migliore resa narrativa nei loro incontri. Semmai sono le tensioni attoriali su alcune scene action e rivelazioni importanti ad avere un po’ meno forza. Insomma, il sincero affetto per i supereroi non deriva da rumorosità e magnificenza negli effetti visivi, ma più dalla forza di attori nel credere e far credere ai loro personaggi. Minori o centrali che siano. Con grandi o piccole spese. Al contrario, quegli effetti speciali miseri se paragonati in milioni di euro e spettacolarità a quelli d’oltreoceano – solo 8 di budget complessivo a fronte dei 150 milioni di dollari standard dei grandi franchise – sono ben calibrati sulla super storia tutta europea ambientata a Trieste. Salvatores li ottimizza esteticamente al massimo. Meglio sarebbe stato impossibile.
Autore critica:Francesco Di Brigida
Fonte critica:ilfattoquotidiano.it
Data critica:

15/12/2014

Critica 3:
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Fonte critica:
Data critica:



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