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Brazil - Brazil

Regia:Terry Gilliam
Vietato:No
Video:General Video, Ciak Video (Diamanti)
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Spazio critico
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Terry Gilliam, Charles McKeown, Tom Stoppard
Sceneggiatura:Terry Gilliam, Charles McKeown, Tom Stoppard
Fotografia:Roger Pratt
Musiche:Michael Kamen
Montaggio:Julian Doyle
Scenografia:Norman Garwood
Costumi:
Effetti:George Gibbs
Interpreti:Jonathan Pryce (Sam Lowry), Robert De Niro (Tuttle), Katherine Helmond (Ida Lowry), Ian Holm (Kurtzmann), Bob Hoskins (Spoor), Jim Broadbent (Dottor Jaff), Derek Deadman (Bill), Kim Greist (Jill Layton), Barbara Hicks (Signora Terrain), Charles McKeown (Lime), Brian Miller (Signor Buttle), Simon Nash (giovane Buttle), Prudence Oliver (figlia dei Buttle), Michael Palin (Jack Lint), Sheila Reid (signora Buttle), Ian Richardson (Warren), Peter Vaughan (Helpmann)
Produzione:Embassy International Pictures New York
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Gran Bretagna
Anno:1984
Durata:

142'

Trama:

Sam Lawry è addetto agli sterminati archivi di una megalòpoli, capitale di un non identificato Paese, in cui imperano il Potere e la Burocrazia. Nulla e nessuno sfugge al sistema computerizzato del Dipartimento informazioni. Ma nella città hanno preso ad agire gruppi di inafferrabili terroristi, che seminano ovunque distruzione e morte pur di smuovere qualcosa. Sam oppone al grigiore della "routine" ed alla ossessività del Grande sistema la sua possibilità di evadere nel sogno. Egli si è così costruita una seconda vita nella quale, alato e libero come un angelo, insegue negli spazi celesti una bionda fanciulla. Il giorno, però, in cui un insetto, caduto dal soffitto di un anonimo ufficio, piomba su di un terminale ed altera l'iniziale di un nome da T in B, causando l'arresto e la soppressione dell'innocente Battle, Sam comincia a scuotersi dal suo torpore e ad inserire nelle sue visioni anche lotte e vittorie contro mostruosi giganti. Il misterioso, bizzarro intervento nel suo alloggio di un idraulico mascherato (sarà lui il terrorista Tuttle che il Regime persegue?), per una rapida ed efficace riparazione da abusivo a dispetto dei moduli e delle carenze del servizio ufficiale di manutenzione, nonché l'incontro con una bionda e decisa camionista (già schedata dal Dipartimento e nelle fattezze identica alla donna del sogno), intravista nella realtà e poi subito perduta, inducono il nostro impiegato ad accettare la promozione (prima rifiutata per quieto vivere) ad un livello superiore e ben più importante. Sam spera con ciò di avere una maggiore autonomia ed un più immediato accesso ai dati ed alle informazioni più segrete, per ritrovare la giovane Jill Latton. Mentre vede ancora occasionalmente l'amico artigiano e riesce infine ad incontrare la ragazza, Sam si trova con lei nel momento di un attentato; egli si scopre, volente o nolente, indubbie vocazioni di libertario e di terrorista contro le ottusità e nequizie del Potere, corre varie avventure (sempre, per di più, assillato da una madre borghese, conformista ed unicamente occupata in operazioni di chirurgia estetica, aspirando alla eterna giovinezza), non riesce ad integrarsi nel suo nuovo e allucinante ufficio, finché il suo migliore amico - che è il torturatore al servizio dei burocrati - non lo farà arrestare e lo renderà innocuo, fino a uno stato vegetativo. Ormai solo e del tutto annullato, Sam sogna ancora una volta, identificando nel simpatico idraulico il capo di una squadra di liberatori, piombati dal cielo proprio per lui nella grande sala di tortura per salvarlo, e vedendosi poi in corsa sul camion pilotato da una sorridente Jill verso una località sconosciuta, dove vivranno insieme felici. Ma non è che il suo sogno estremo, sottolineato dalle note di quella canzone - "Brazil" - gaia e spensierata, nata in un Paese senza brume né oppressioni, unico accenno e promessa di vitalità e di gioia per uomini contro tutte le tirannie.

Critica 1:Lo scarafaggio che, passando sul computer di un ministero, fa sbagliare la lettera di un cognome, è all'origine di tutti i guai che capitano al povero, stralunato funzionario Sam Lowry. Col contributo di Tom Stoppard, Gilliam, uno dei sei Monty Python, ha sfiorato il capolavoro con questa farsa assordante e ridondante che mescola Orwell, Walter Mitty e Kafka con rimandi a Potemkin, Blade Runner, Casablanca e Stranamore. Ricchezza di invenzioni comiche, fantasioso sfarzo scenografico, spunti parodistici e satirici sulla burocrazia.
Autore critica:
Fonte criticaKataweb Cinema
Data critica:



Critica 2:A due anni di distanza da Blade Runner si impose all'attenzione della critica un'altra pellicola che presentava la visione di un allarmante domani, e lo faceva in modo ironico, buffo, colorato, contrariamente ai toni più cupi e violenti del noir di Scott. Brazil è il titolo di questa fantascientifica commedia nera, nonchè quello di una divertente, malinconica ed evocativa canzonetta anni 40 che fa da accompagnamento musicale a molte scene del film, e che viene canticchiata dal protagonista Sam Lowry (Jonathan Pryce) nel commovente finale.
La realtà che il visionario e creativo regista Terry Gilliam racconta è una realtà da incubo, orwelliana (il film doveva intitolarsi 1984 e ½), dove ogni singolo individuo vive passivamente alle dipendenze di un grande sistema, una vera e propria dittatura, cioè, che detiene il controllo dell'intera società, e che non lascia scampo a coloro che tentano di cambiare le cose, di non cadere nell'assurdo stato di alienata subordinazione al regime, come nel caso dei due idraulici dei Servizi Centrali (uno dei due è un bravissimo Bob Hoskins), uomini in balìa dell'imperante burocrazia, di cui Brazil è anche una pungente satira e presa in giro. E' un mondo pieno di scartoffie ed edifici pubblici, alveari umani di burocrati talora ridicoli, come il signor Kurtzmann, direttore dell'archivio, talora romantici e sognatori, come Sam Lowry, l'eroe del film. La sua volontà di uscire dal grigiore della vita quotidiana, ma soprattutto la sua voglia di provare emozioni e il desiderio di evasione, si riflette nei sogni che fa costantemente e che raffigurano una misteriosa donna angelo di cui si innamora. Ma dal momento in cui Sam incontrerà nella vita reale la donna dei suoi sogni (una camionista accusata di terrorismo), sarà il protagonista di una intricata quanto triste vicenda.
Il film è sempre in bilico tra l'incubo della realtà e la dimensione onirica (parte integrante della narrazione anche ne L'esercito delle dodici scimmie), la cui atmosfera sognante è stata resa benissimo da Gilliam, un cineasta che nel campo del fantastico dà del suo meglio, attraverso visioni fantasmagoriche, stravaganti e allucinate, che anche in Brazil deliziano gli occhi dello spettatore: Lowry visto come un Icaro costretto a divincolarsi tra altissimi palazzi emersi dal sottosuolo e a combattere contro giganteschi mostri di pietra, che ostacolano il suo congiungimento con l'amata Jill; sullo sfondo, paesaggi meravigliosi ma visibilmente finti, irreali, lontani. E mentre il sogno del nostro burocrate si concluderà con un atteso lieto fine, l'esito reale, che arriva dopo una parte finale mirabolante e chiassosa, sarà del tutto pessimista (la produzione insistette per un finale più ottimista, ma Gilliam tenne duro minacciando di disconoscere il film).
Tra gli altri personaggi spicca l'idraulico Tuttle (interpretato magnificamente da un baffuto Robert De Niro), un lavoratore indipendente e solitario, che agisce di notte per assicurarsi la libertà e la lontananza dai metodi burocratici dei Servizi Centrali, cui è allergico. Ambientato in una megalopoli futuristica, tecnologica e dal sapore "metallico", dotato di una sfarzosa scenografia, Brazil è un indimenticabile capolavoro che diverte (tante sono le trovate comiche), commuove, allarma, incanta e lascia pienamente soddisfatti.
Autore critica:Luca Vesperi
Fonte critica:cinema.castlerock.it
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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