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Civilisees - Civilisees

Regia:Randa Chahal Sabbag
Vietato:No
Video:Biblioteca Panizzi
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:La guerra, Migrazioni
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Randa Chahal Sabbag
Sceneggiatura:Randa Chahal Sabbag
Fotografia:Roby Breid, Ricardo Jacques Gale
Musiche:Ziad Rahbany
Montaggio:Juliette Weifling
Scenografia:Sylvain Chauvelot
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Jalila Baccar, Renee Dick, Sotigui Kouyaté
Produzione:Daniel Toscan du Plantier, Frederic Sichler
Distribuzione:Mikado
Origine:Francia
Anno:1999
Durata:

97'

Trama:

Allo scoppio della guerra civile in Libano, i facoltosi uomini d'affari di quella terra abbandonano precipitosamente tutte le loro proprietà. Restano, a Beirut, i domestici indiani e filippini "importati" negli anni precedenti. Costoro vivono nelle proprietà degli ex padroni convivendo con le mille paure della guerra in città.

Critica 1:Beirut 1980, Buenos Aires anni settanta. I giorni del Libano come quelli di Garage Olimpo, si consumano senza spegnersi mai, nella follia di un passato recente che si impone ancora ai nostri occhi. Tuttavia lì dove Bechis filma una realtà asciutta e decontestualizzata, in cui la normalità sconfina nella barbarie senza soluzione di continuità, Randa Chahal Sabbag rovescia la prospettiva e sceglie la soggettiva grottesca di un mirino da cecchino per lasciarci scoprire la vita che scorre comunque, tra palazzi sventrati e raffiche di mitra. La regista libanese, dopo aver percorso diverse volte la strada del documentario, racconta questa volta il suo paese con un film tutto al femminile, un film di donne senza uomini, protagoniste di una realtà che la guerra ha sfasato e congelato in un limbo innaturale senza punti di riferimento. Quasi mai le inquadrature assumono il rigore del documentario, il reale non c'è e niente può essere preso sul serio. L'assurdo conquista il potere alla luce del sole, senza bisogno di viaggi agli inferi, senza strisciare nei sotterranei. Ma Civilisées è soprattutto un film corale e collettivo, privo della volontà di dare giudizi, libero dalla necessità di interpretare la storia da una posizione assoluta per suscitare pietà e indignazione. Il punto di vista della Sabbag è uno sguardo d'insieme, spesso ironico, o comunque mai solo tragico. È lo sguardo di chi con la guerra ha convissuto per decenni, fino ad abituarcisi, fino a capire di non poter identificare il nemico. Musulmani, ebrei, cristiani, cingalesi, filippini, egiziani. Si mescolano le razze, i linguaggi, le posizioni sociali, ma il bene e il male non hanno fissa dimora, ogni personaggio asseconda la propria natura ed è costretto dagli eventi ad alimentare le contraddizioni di una città sfatta da mille frontiere, da fratture insanabili, allo stesso tempo buffe e crudeli nel loro essere troppo umane.
Autore critica:Fabrizio Jevolella
Fonte criticaDuel
Data critica:

30/3/2000

Critica 2:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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