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Nenette et Boni - Nenette et Boni

Regia:Claire Denis
Vietato:No
Video:Emik Mikado
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Disagio giovanile
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Claire Denis, Jean-Pol Fargeau
Sceneggiatura:Claire Denis, Jean-Pol Fargeau
Fotografia:Agnes Godard
Musiche:Tinder Sticks
Montaggio:Yann Dedet
Scenografia:Arnaud De Moleron
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Mounir Aissa, Valeria Bruni Tedeschi, Christophe Carmona, Gregoire Colin, Alex Descas, Djellali El' Ouzeri, Jamila Farah, Vincent Gallo, Alice Houri, Gerard Meylan, Jacques Nolot, Sebastien Pons, Malek Sultan
Produzione:Dacia Films - La Sept Cinema Canl + Centre National de la Cinematographie
Distribuzione:Tandem Distribuzione
Origine:Francia
Anno:1996
Durata:

103'

Trama:

Boniface, detto Boni, ha diciannove anni e fa il pizzaiolo sul porto di Marsiglia. Morta la madre, non vuole avere rapporti con il padre Felix, commerciante di lampadari, vive in un appartamento con alcuni compagni di lavoro ed è innamorato della fornaia del negozio sotto casa, peraltro sposata col titolare. La sorella Antoinette, detta Nenette, gli si presenta un giorno all'improvviso: ha quindici anni, è scappata dal collegio, dice di essere incinta e si stabilisce a casa del fratello. Il padre cerca di riallacciare i contatti col figlio, ma intanto gli affari gli vanno male, gli usurai lo inseguono e infine due sicari lo uccidono per strada. Nenette vuole abortire, va in ospedale ma la gravidanza è troppo avanzata e legalmente non è più possibile interromperla. Allora decide di partorire e di affidare subito il bambino in adozione in forma anonima. In tutto questo periodo Boni, che all'inizio aveva mal sopportato la presenza della sorella, adesso sente affetto per lei. Come in preda ad un raptus, irrompe nell'ospedale con la minaccia di un fucile, rapisce il neonato e lo riporta a casa. Qui, felice, si mette a giocare con lui. Nenette guarda e riflette.

Critica 1:Nevrotico rapporto a Marsiglia tra un giovane pizzaiolo (Colin) e la sorella, quindicenne incinta allo sbando, che vorrebbe dare in adozione l'infante. Lui commette la follia di rapire il nipotino dal nido d'infanzia. Cinepresa che sta addosso ai personaggi e alla loro pelle, scrittura sincopata e seghettata per un film vitalistico e mediterraneo in superficie, grave e un po' angoscioso nel fondo. Pardo d'oro al Festival di Locarno 1996, Pardi di bronzo per Colin e una imbiondita Bruni Tedeschi italo-francofona in un bel ritratto di panettiera di solare carnalità. Come la preparazione di una pizza può diventare metafora di un rapporto sessuale.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Il legame fraterno fra Nénette e Boni è problematico e segnato da difficoltà di comunicazione. Figli di una famiglia disgregata in cui la madre è morta e il padre è un piccolo delinquente destinato a venir giustiziato da altri malavitosi, sembra non conoscano tenerezza e solidarietà reciproche. La ragazza si rifugia nella casa appartenuta alla madre, che il fratello divide con alcuni amici, ma l’accoglienza non è delle più calorose. Boni è indispettito per la sua presenza, le rinfaccia la freddezza dimostrata nei confronti della madre, quando la donna era in punto di morte. Nénette cerca aiuto ma trova recriminazioni e modi bruschi.
Lei per prima è comunque silenziosa e non manifesta i suoi sentimenti. È abituata a inventarsi delle storie, se possono farle comodo, ha un linguaggio scurrile e anche quando suo fratello inizia a intenerirsi e a diventare più disponibile, non vuole discutere del padre del bambino né delle sue ragioni. Alle visite mediche che si susseguono risponde solo se interrogata, e l’atteggiamento è quello di chi sta sempre e comunque sulla difensiva. Boni è meno freddo di quanto voglia apparire, col passare del tempo si appassiona alla sorte del bambino e non riesce a capire come sua sorella possa decidere di abbandonarlo.
Al centro dell’incomprensione tra di loro sta il diverso atteggiamento di fronte alla maternità. La gravidanza è per Nénette solo un impiccio di cui vorrebbe liberarsi; il bambino è un estraneo indesiderato che modifica il suo corpo e la pone di fronte a nuovi problemi. Per questo rifiuta scientemente qualunque contatto potrebbe avvicinarla a lui e rischiare magari di farle cambiare idea: non vuole conoscerne il sesso, non vuole guardare l’ecografia né averne un ricordo. Quando scopre di essere troppo avanti con la gravidanza per abortire, decide di partorire in forma anonima per lasciare il figlio ai servizi sociali che lo affideranno a qualche famiglia.
Al momento del parto, le sue uniche lacrime sono per il dolore fisico e lo sforzo. Boni invece le rinfaccia il suo inesistente senso di maternità, stringe le istantanee del suo futuro nipotino con un’aria imbarazzata ma partecipe e alla fine decide di non rispettare la scelta della sorella e con un fucile ad aria compressa reclama il piccolo. Questo sembra dargli una stabilità che fino a quel momento gli era mancata.
La difficoltà di relazione caratterizza tutti i rapporti di Boni. I suoi sogni erotici e le fantasie nei confronti della bella fornaia, felicemente sposata e madre di tre figli, sono frutto di una sessualità solitaria e poco consapevole. Al di là delle sbruffonate immaginarie, il ragazzo è timido e taciturno quando incontra la donna e non sa esprimere i suoi desideri se non in lunghi monologhi che trascrive su un quaderno. Sogna una bionda apparizione avvolta da morbide vestaglie che ricordano il pelo del suo coniglietto bianco, ma trovatosi a un tavolo da caffè a conversare con l’oggetto dei suoi sogni, non parla. Anche con gli amici tende a non aprirsi, vivono con lui ma non sanno nemmeno che ha una sorella. Il rapporto col padre è inesistente e nell’ultimo tentativo che l’uomo fa per riavvicinarsi ai figli, Boni letteralmente lo scaccia. Tutto l’affetto che il ragazzo non riesce a dimostrare o incanalare trova forse una nuova direzione: il nipotino appena nato e bisognoso di cure.
Autore critica:Azzurra Camoglio
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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