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Santa Maradona -

Regia:Marco Ponti
Vietato:No
Video:01
DVD:01 Distribution/Dnc (2002)
Genere:Commedia
Tipologia:Diventare grandi
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Marco Ponti
Sceneggiatura:Marco Ponti
Fotografia:Marcello Montarsi
Musiche:Mano Negra, Motel Connection, Subsonica
Montaggio:Walter Fasano
Scenografia:Andrea Rosso
Costumi:Marina Roberti
Effetti:
Interpreti:Stefano Accorsi (Andrea), Anita Caprioli (Dolores), Libero De Rienzo (Bart), Mandala Tayde (Lucia)
Produzione:Rai Cinema – Harold - Mikado Film - Tele+
Distribuzione:Mikado – Cineteca Lucana
Origine:Italia
Anno:2001
Durata:

96’

Trama:

Andrea ha quasi trent'anni, una laurea, è in cerca di un lavoro, condivide un appartamento con Bart, un ragazzo chiacchierone e scansafatiche, e passa buona parte del suo tempo libero con Lucia, una bella ragazza indo-napoletana dalla vita sentimentale molto travagliata. Un giorno Andrea incontra Dolores con cui vive un'appassionata e travagliata storia d'amore.

Critica 1:Emergerà dal censimento in corso che esiste una categoria di trentenni (circa), disoccupati e single, che vorrebbero prolungare all’infinito l’adolescenza esattamente come i genitori sessantottini quando avevano la loro età, ma senza implicazioni ideologiche? Per il momento la testimonianza arriva dal film di esordio di Marco Ponti Santa Maradona, i cui protagonisti Stefano Accorsi e Libero De Rienzo faticano a pagare l’affitto dell’appartamento dove coabitano, tanto che il padrone di casa ex jugoslavo minaccia balcanicamente di fargli tagliare i genitali. I due amici sono entrambi senza lavoro: o meglio, Stefano va ai colloqui facendo di tutto per essere scartato; Libero scrive (copiandole da un giornaletto locale siciliano) critiche letterarie pagate pochissimo. L’importante è avere i soldi necessari per noleggiare una videocassetta, andare al cinema, mangiare una pizza e comprare i giornali: i libri no, quelli si rubano. Quanto all’amore, da nichilista convinto Libero non ne vuol sapere anche se si capisce che la ragazza italo-indiana Mandala Tayde non gli dispiace affatto, mentre Stefano è un inguaribile romantico. Un giorno correndo per la strada si scontra e butta a terra una studentessa e, giustificato dal fatto che Anita Caprioli è molto graziosa, il colpo di fulmine scatta immediato. La presenza di Accorsi in ruoli analoghi induce a un paragone fra i trentenni agiati e integrati descritti in «L’ultimo bacio» e i trentenni intellettuali di Santa Maradona, arrabbiati «contro» qualsiasi moda o etichetta e precari per scelta di vita. Si tratta di universi opposti, ma gli opposti com’è noto si toccano; e infatti i personaggi di entrambe le pellicole sono animati dalla stessa serpeggiante inquietudine e incapacità di responsabilizzarsi. Dal punto di vista sociologico, in Santa Maradona potrebbe rispecchiarsi un pubblico generazionale di segno uguale e contrario a quello che ha decretato il successo al botteghino di L’ultimo bacio. Dal punto di vista formale, invece, essendo molto più povero di budget e meno abilmente scritto e diretto, questo film si presenta meno competitivo di quello di Muccino. Ma l’opera prima, ambientata a Torino (una città che è tornata importante nel cinema italiano), è pervasa da estro e da una scontrosa vitalità ben resa dagli interpreti; e tutto fa pensare che di Marco Ponti risentiremo parlare.
Autore critica:Alessandra Levantesi
Fonte criticaLa Stampa
Data critica:

28/10/2001

Critica 2:Che bella, divertente, vitale sorpresa è Santa Maradona , opera prima di Marco Ponti che racconta le vite in sospeso e un po' spericolate di due ragazzi neo laureati, amici per la pelle come Robert e Paul del loro cult Butch Cassidy, che a Torino attendono di entrare ufficialmente nella vita: ma senza fretta, non si piacciono gran che. Intanto aspettano, consumano cinema e sport come gli italiani medi, si innamorano, si lasciano, si sfottono, si disperano con allegria. Ma prima o poi un ufficio li acchiapperà, l'immagine fissa che li vede alla fine buttarsi in avanti è open, è assai probabile che non cambieranno il mondo, che andranno tutti giù per terra, ma il loro disadattamento è reso benissimo. Il regista, anche sceneggiatore, si è fornito di un copione pieno di battute spiritose, di piccole grandi idea significative, non retorico né moralistico ma con tutti i problemi reali allineati in attesa, mentre la cinepresa fa qualche birichinata giovanile da nouvelle vague. Ma non passa inosservato che un'ansia esistenziale li corrode, che una vita così non ha senso, che è difficile arrendersi al ménage. Forti di due personaggi scritti benissimo, il film si avvale di un duetto strepitoso di interpreti: Stefano Accorsi, divo amato e romantico, è l'ideale ragazzo un po’ sbandato della porta accanto, mini ribelle con una causa che ci guarda con malinconia, mentre Libero De Rienzo è non solo drammaticamente comico fra nevrosi e infantilismi ma anche di una irrefrenabile simpatia. E le due signorine in causa, Anita Caprioli e Mandala Tayde non sono solo un ornamento, accarezzano con grazia la storia. Andate a vedere Santa Maradona, un spiritoso, bel capitolo del nuovo cinema italiano.
Autore critica:Maurizio Porro
Fonte critica:Corriere della Sera
Data critica:

27/10/2001

Critica 3:Marco Ponti, regista e sceneggiatore di Santa Maradona, ha la memoria corta. Contrariamente a quanto ha dichiarato a un mensile, il suo non è il primo film italiano che racconti l'arduo passaggio dei nostri giovani dal tempo degli studi a quello del lavoro (che non si trova) e degli affitti da pagare. Cinque anni fa, rappresentò un piccolo caso Cresceranno i carciofi a Mimongo di Fulvio Ottaviano: i cui personaggi principali, interpretati da Daniele Liotti e Valerio Mastandrea, facevano una coppia abbastanza simile a quella che Ponti affida, qui, a Stefano Accorsi e Libero De Rienzo. Il primo, Andrea, inonda le aziende con centinaia di curricula, si presenta ai colloqui ma è regolarmente respinto. Molto più passivo, il suo amico del cuore e coinquilino Bart(olomeo) passa le giornate in casa filosofeggiando e trascinandosi dal divano al letto. Al gruppo si aggiunge la giovane indiana Lucia (Mandala Tayde). Un giorno, per le vie di Torino, Andrea va letteralmente a sbattere contro la graziosissima Mercedes (Anita Caprioli), che fa la supplente d'italiano e sogna il teatro. Sembra l'amore vero; salvo che l'intransigente giovanotto non saprà perdonarle la "confessione" di una notte di sesso col suo regista. Anche se non è un prototipo, Santa Maradona (il titolo rimanda alla canzone dei Mano Negra) si fa apprezzare per i dialoghi caustici e divertenti; le battute, soprattutto, che mette in bocca allo scettico personaggio di De Rienzo. Carine anche le citazioni cinefile.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte critica:la Repubblica
Data critica:

4/11/2001

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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