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Amen - Amen

Regia:Constantin Costa-Gavras
Vietato:No
Video:Cecchi Gori
DVD:Cecchi Gori editoria elettronica
Genere:Drammatico
Tipologia:La memoria del XX secolo
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Jean-Claude Grumberg, dal dramma "Il Vicario" di Rolf Hochhuth
Sceneggiatura:Constantin Costa-Gavras, Jean-Claude Grumberg
Fotografia:Patrick Blossier
Musiche:Armande Amar
Montaggio:Yannick Kergoat
Scenografia:Ari Hantke, Maria Miu
Costumi:
Effetti:François Vagnon
Interpreti:Ulrich Tukur (Kurt Gerstein), Mathieu Kassovitz (Riccardo Fontana), Ulrich Muhe (Mengele), Michel Duchaussoy (Il Cardinale), Ion Caramitru (Conte Fontana), Marcel Iures (Il Papa), Friedrich Von Thun (Il Padre Gerstein), Antje Schmidt (Signora Gerstein), Hanns Zischler (Grawitz), Sebastian Koch (Hoss), Radu Banzaru (Armin Peters), Monika Bleibtreu (Signora Hinze), Ovidiu Cuncea (Stephan Lux), Theodor Danetti (Il vecchio Cardinale), Richard Durden (Ambasciatore Taylor), Bernd Fischerauer (Il Cardinale Von Gallen), Pierre Franckh (Il pastore Wehr), Alexander Geringas (Helmut Franz), Erich Hallhuber (Von Rutta), Gunther Maria Halmer (Pastore Dibelius), Niels Hansen (Il pastore Rebling), Markus Hering (Karl), Burkhard Heyl (Il direttore), Michael Mendl (Monsignore Hudal), Justus Von Dohnanyi (Barone Von Otter), August Zirner (Von Weizsacker)
Produzione:Katharina/ Renn Productions;Tf1 Film Production; Kc Medien; Canal+ Coproduzione Mediapro Pictures; Canal+
Distribuzione:Mikado
Origine:Francia
Anno:2002
Durata:

130'

Trama:

In Germania, alla fine degli anni Trenta, vengono messi in atto sistemi di eliminazione nei confronti delle persone disabili o comunque non in grado di rendersi autonome. Kurt Gerstein, ufficiale delle SS e chimico, ha sentore di questa situazione e ne parla con i pastori della sua chiesa protestante. Con lo scoppio e il procedere della seconda guerra mondiale, il nazismo dà il via a "corsi di insegnamento" in cui gli ufficiali espongono ai soldati il modo di lavorare nei campi di ripulitura dei materiali inutili. Da esperto, Kurt viene incaricato della fornitura ai campi del terribile gas Ziklon B e, dopo qualche incertezza, capisce che si tratta del gas destinato ai campi di sterminio degli ebrei. Andato in Polonia e verificato di persona l'orrore dei fatti, Kurt sente di non poter restare inerte. Inascoltato dal proprio pastore, va dal Nunzio vaticano ma viene respinto. Nella nunziatura si trova padre Riccardo Fontana, un giovane gesuita, che invece vuole saperne di più. Mentre Kurt viene nominato capo dei servizi sanitari, Fontana va a Roma per cercare di avere un incontro con il Papa e indurlo e denunciare i crimini. Riesce però solo ad avvicinarlo durante un'udienza riservata. In occasione di un rastrellamento di ebrei romani, Fontana si fa arrestare e sale con gli altri sul treno per la Polonia. Al campo arriva Kurt e lo fa liberare. Ma l'ufficiale ormai è scoperto e viene arrestato. Redige una confessione per gli alleati, viene ugualmente accusato e si impicca. Intanto, finita la guerra, un ex gerarca nazista ora in borghese viene aiutato da un cardinale a raggiungere l'Argentina.

Critica 1:Tratto da "Il Vicario" di Rolf Hochhuth. Due sistemi: la macchina nazista...la diplomazia del vaticano e degli alleati. Due uomini che lottano dall'interno: una figura realmente esistita, un chimico ufficiale delle SS, Kurt Gerstein, e un giovane gesuita, Ricardo Fontana, un personaggio inventato che rappresenta tutti quei preti che hanno avuto il coraggio di lottare contro la barbarie.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario di film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Togliamo di mezzo, parlando di Amen, il simbolo pubblicitario con la croce a svastica, un infortunio del grafico Oliviero Toscani paragonabile a quello di Forattini che per aver rappresentato gli ebrei «deicidi» all’assalto di Betlemme ha costretto il suo giornale a chiedere scusa. In realtà il dramma in versi di Rolf Hochhuth «Il Vicario», discutibile finché si vuole, fu una cosa seria e per aver tentato di rappresentarlo Volonté finì in questura. Tirando fuori per primo lo scheletro dell’Olocausto dagli armadi pontifici, Hochhuth ha scatenato in quarant’anni polemiche e studi a valanga. Il tema è quello del preteso silenzio di Pio XII sullo sterminio ebraico, che un suo intervento avrebbe potuto forse mitigare; e sul discusso problema rimando ancora una volta all’equilibrato articolo di Giovanni Belardelli (19 marzo). Nel film, meno aggressivo del dramma, vivono la penosa situazione due personaggi, uno reale, l’SS Kurt Gerstein (Tukur), incalzato dai rimorsi, e l’altro di fantasia, un giovane prete idealista (Kassovitz), uniti nel vano tentativo di indurre il Vicario di Cristo a esternare il suo sdegno. Evitando le facili scene di orrore concentrazionario, che lascia fuori campo come nella tragedia classica, Costa-Gavras sa narrare con ritmo avvincente una vicenda dal significato cristallino: non si tratta di condannare Pio XII, ma di capire la differenza che passa fra un leader, che agisce secondo opportunità, e l’uomo comune, che agisce secondo coscienza. «In cauda venenum»: se vogliamo un po’ di risentimento traspare soltanto nel finale, dove si ricorda che dopo il ’45 il Vaticano si votò al salvataggio dei nazisti in fuga.
Autore critica:Tullio Kezich
Fonte critica:Corriere della Sera
Data critica:

18/4/2002

Critica 3:Nel 1963 «Il Vicario», il dramma di Rolf Hochhuth su cui si basa Amen, suscitò ovunque scalpore e polemiche per lo scottante tema: la reticenza della Chiesa a prendere le distanze dai nazisti esprimendosi chiaramente contro l´Olocausto. Ovvero: il comportamento del Papa, vicario di Cristo, può essere ispirato a criteri di «realpolitik»? Se a distanza di quarant´anni gli interrogativi posti dalla Storia restano aperti, gli eventi del Medioriente hanno riaperto la ferita. Come allora, gli ebrei temono oggi di essere abbandonati dalle diplomazie internazionali, mentre in giro si moltiplicano atti vandalici di antisemitismo: un discorso che coinvolge anche i rapporti con la Chiesa cattolica. Greco di origine russo-ebraica da parte di padre, Costa Gavras conferma con Amen la sua sensibilità di cineasta impegnato. Tuttavia non bisogna identificare il messaggio del film con quello estremistico trasmesso dal manifesto pubblicitario di Oliviero Toscani, in cui i simboli della Svastica e della Croce si sovrappongono. Sulla scorta di una ricca documentazione, Gavras e il co-sceneggiatore Jean-Paul Grumberg hanno impresso maggiore dialettica e complessità al testo teatrale, fermo restando il dubbio sull´ambiguo atteggiamento del Vaticano. Al centro della vicenda abbiamo l´ufficiale delle SS Kurt Gerstein, personaggio realmente esistito, e il giovane gesuita Riccardo Fontana, figura immaginaria in rappresentanza dei tanti preti veri immolatisi accanto agli ebrei nei campi di sterminio: due uomini che si trovano a lottare vanamente per fermare il genocidio. Informato da Gerstein, che sa tutto, essendo incaricato del rifornimento di gas per le camere della morte, Fontana invia accorati appelli alla Santa Sede, ma Pio XII (come, del resto, il presidente Usa Roosevelt) per mantenere margini di manovra e non mettere a repentaglio la sorte di milioni di cattolici non esce allo scoperto. Questa nuova macchina da spettacolo, tipica del cinema del regista di Zeta funziona per l´equilibrio del quadro storico ambientale, evocato in maniera pregnante, e il disegno dei personaggi. Interpretato in modo eccellente da Ulrich Tukur e Mathieu Kassovitz, Gerstein e Fontana simboleggiano una lacerata coscienza individuale che non si sottrae alle proprie responsabilità morali; laddove i politici (ecclesiastici inclusi) finiscono con inseguire la ragion di Stato. Ma è anche molto interessante, Ulrich Mühe nei panni di un terzo personaggio, un nazista cinico e furbo che, guarda caso (e qui si sente l´unghiata del polemista), è l´unico a salvare la pelle e proprio grazie all´aiuto trovato in Vaticano.
Autore critica:Alessandra Levantesi
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

18/4/2002

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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