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Mezzogiorno di fuoco - High Noon

Regia:Fred Zinnemann
Vietato:No
Video:Multivision, Nuova Eri (Collection) - United Artists
DVD:Multivision
Genere:Western
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:John W. Cunningham
Sceneggiatura:Carl Foreman
Fotografia:Floyd Crosby
Musiche:Dimitri Tiomkin
Montaggio:Elmo Williams
Scenografia:Rudolph Sternad
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Gary Cooper Will Kane, Grace Kelly Amy Kane, Thomas Mitchell Jonas Henderson, Katy Jurado Helen Ramires, Lloyd Bridges Harvey Pell, Lee Van Cleef Jack Colby, Lon Chaney Martin Howe, Ian Macdonald Frank Miller, Morgan Farley, Otto Kruger Percy Mettrick, Eve Mcveagh, Henry Morgan William Fuller, Harry Shannon, Robert Wilke, Sheb Wooley
Produzione:Stanley Kramer per United Artists
Distribuzione:Cineteca dell’Aquila - Zari Film
Origine:Usa
Anno:1952
Durata:

94'

Trama:

Lo sceriffo Willy Cane si dimette dal suo incarico il giorno delle sue nozze con Amy, una ragazza quacchera, ma, avendo saputo che sta per tornare in città (con il treno di mezzogiorno) un pericoloso fuorilegge, decide di rimanere ed affrontarlo. I concittadini, ad uno ad uno, gli negano l'aiuto ed egli si ritrova a confrontarsi da solo contro il malvivente e la sua banda. Dopo averli eliminati tutti, se ne va via per sempre con la moglie che lo ha aiutato nella difficile impresa.

Critica 1:
    Appena sposato, uno sceriffo si dimette, ma riprende la stella per affrontare, solo e senza l'aiuto di alcuno, quattro banditi con cui ha un conto in sospeso. Dopo averli eliminati, riparte con la moglie. Per sempre. Monumento e leggenda del western. L'ingegneria narrativa e il rigore formale s'accompagnano a un certo schematismo delle psicologie e della tesi. Prodotto da Stanley Kramer, scritto da Carl Foreman, ispirato al racconto The Tin Star di John Cunningham. 4 Oscar: G. Cooper, montaggio, musiche, e alla canzone del titolo di D. Tiomkin, cantata da Frankie Laine che era stata lanciata da Tex Ritter.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Negli anni 1950-1951 Carl Foreman scrisse una sceneggiatura che aveva per protagonista uno sceriffo non più giovane che viene abbandonato dai suoi concittadini e da sua moglie e si trova a dover fronteggiare da solo una banda di fuorilegge. Ad evitare eventuali controversie legali di copyright vennero acquistati i diritti di un racconto scritto da John W. Cunningham “The Tin Star”, che presentava un intreccio molto simile; dopodiché la lavorazione di Mezzogiorno di fuoco poté iniziare. Il film, un western in bianco e nero, modesto e a basso costo, doveva essere l'ultimo prodotto di una lunga collaborazione tra Foreman e il produttore indipendente Stanley Kramer. Il regista Fred Zinnemann, che aveva già lavorato con Foreman e Kramer per Il mio corpo ti appartiene (The Men, 1950), venne chiamato a dirigere il film e a Gary Cooper - cinquantunenne attore in declino - fu affidato il ruolo dei protagonista, lo sceriffo Will Kane.
Si era in pieno periodo maccartista e Foreman, sospettato di essere comunista, durante la lavorazione di Mezzogiorno di fuoco fu chiamato a testimoniare davanti alla Commissione d'indagine sulle attività antiamericane, ma si rifiutò di fare nomi o di pronunciarsi sulle sue convinzioni politiche. Foreman finì nella lista nera e, snobbato da HolIywood, dovette continuare la sua carriera in Europa. Tale situazione ha contribuito a far considerare Mezzogiorno di fuoco un'amara allegoria del maccartismo, enfatizzandone le allusioni simboliche. Il gesto di Kane che, dopo aver allontanato il pericolo dei fuorilegge, getta nella polvere la stella di sceriffo, è stato interpretato come la sdegnosa risposta di Foreman alla giustizia e alla società americane.
A parte ciò, il ritmo serrato dei film non lascia certo tempo al pubblico di interrogarsi sui significati allegorici della storia. Mezzogiorno di fuoco racconta 85 minuti della vita di una piccola città, a partire dalle 10 e 35 del giorno in cui Kane si sposa per terminare poco dopo le 12. In questo lasso di tempo lo spettatore partecipa alla spasmodica attesa dell'arrivo del treno di mezzogiorno con il quale giungeranno i banditi, è coinvolto nella fortissima tensione che precede lo scontro e infine assiste al duello durante il quale ogni angolo, ogni marciapiede della cittadina sembrano minacciare una pallottola fatale allo sceriffo, rimasto a battersi da solo, fino al rapido finale in cui Kane abbraccia la moglie e assieme voltano le spalle alla città.
La tensione e la rapidità del trascorrere del tempo trovano una sottolineatura stilistica nell'uso di frequenti primi piani di orologi che scandiscono le ore e le cui lancette si avvicinano al temuto, e insieme atteso, mezzogiorno; tale artificio rende pienamente l'atmosfera tormentata del racconto, rivelandosi perfettamente funzionale al ritmo narrativo e suggerendo anche una dimensione psicologica. Il ticchettio degli orologi viene interiorizzato come un rumore martellante nella mente di Kane, brillantemente interpretato da Gary Cooper.
Senza dubbio lo sceriffo ha paura: a mano a mano che i minuti passano, il suo incedere per le strade assolate della città si fa sempre più rigido e meno sciolto, ma nello stesso tempo acquista una risolutezza strana e solenne, che sembra derivare più dal rifiuto di cedere alla paura che da un granitico coraggio. Ad un certo punto entra nel suo ufficio, si prende il capo tra le mani e scoppia in singhiozzi. Ma il momentaneo cedimento non è altro che la presa di coscienza della sua natura di uomo, e in quanto tale vulnerabile e destinato a morire, un accenno di debolezza che acquista il valore di sottolinearne la forza: poco dopo Kane, con il solo aiuto della moglie, si sbarazza dei suoi nemici.
Questo richiama alla mente un altro film, Il cavaliere della valle solitaria (Shane, 1953) con l'eroe che, noncurante delle canzonature dei cowboys, entra nello spaccio e ordina una soda, dimostrando una sorprendente umiltà che contrasta con la micidiale abilità dei suoi pugni e della sua pistola. Sia lo sceriffo Kane sia Shane rappresentano delle figure chiave nel maturo western degli Anni Cinquanta: le loro grandi riserve di coraggio e di forza si accompagnano a tratti con sentimenti quali la paura, l'amore della pace e la gentilezza.
Kane è costretto a superare - e ci riesce - non solo la sua solitudine e la paura della morte, ma anche l'umiliante minaccia di essere abbandonato da Amy, divenuta sua moglie da pochi minuti. Dopo la deludente accoglienza riservata all'anteprima del film, Kramer chiese al compositore Dmitri Tiomkin di scrivere una canzone per il film. Il risultato fu 'Do Not Forsake Me, Oh My Darlin", un'accorata ballata che fu aggiunta alla colonna sonora per legare insieme le varie sequenze. Il tono vibrante del motivo e il disperato refrain, 'Che cosa farò se mi lascerai?’, che sembra indirizzato da Kane ad Amy, lasciano intuire un sentimento di sconforto nei momenti di disperazione, come a suggerire il vero motivo del tormento riflesso sul viso di Kane.
La performance amara e dolorosa di Cooper nella parte dello sceriffo di Hadleyville fece ottenere all'attore il suo secondo Oscar e rilanciò la sua carriera di divo del western. Il film fu premiato anche con l'Oscar per la migliore canzone, per la migliore colonna sonora e per il miglior montaggio e ottenne un grande successo di pubblico.
Allegoria politica, western psicologico tesissimo o apoteosi di un eroismo pervaso di inquietudini, Mezzogiorno di fuoco è un film dal fascino intramontabile e le immagini di Will Kane mentre perlustra la strada principale di Hadleyville sono da annoverarsi tra le più memorabili dei cinema americano.
Autore critica:
Fonte critica:Il Cinema – Grande storia illustrata – vol.4, Ist. Geogr. De Agostini
Data critica:

1982

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Tin Star (The)
Autore libro:Cunningham John

A cura di: Redazione Internet
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