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Nostri anni (I) -

Regia:Daniele Gaglianone
Vietato:No
Video:Elle U
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:La memoria del XX secolo
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Giaime Alone, Daniele Gaglianone
Sceneggiatura:Giaime Alone, Daniele Gaglianone
Fotografia:Gherardo Gossi
Musiche:Monica Affatato, Daniele Gaglianone, Massimo Miride, Giuseppe Napoli
Montaggio:Luca Gasparini
Scenografia:Valentina Ferroni
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Virgilio Biei (Alberto), Piero Franzo (Natalino), Giuseppe Boccalatte (Umberto Passoni), Massimo Miride (Alberto giovane), Enrico Saletti (Natalino giovane), Diego Canteri (Umberto Passoni giovane), Luciano D'Onofrio (partigiano ferito), Stefano Ferrero (partigiano ferito), Luigi Salerno (Silurino), Carlo Cagnasso (partigiano ferito)
Produzione:Gianluca Arcopinto - Tele+
Distribuzione:Pablo
Origine:Italia
Anno:2000
Durata:

90’

Trama:

Durante la guerra, Alberto e Natalino, legati da forte amicizia, hanno condiviso l'esperienza partigiana sulle montagne del Piemonte. Oggi, anziani, hanno vite diverse: Natalino vive da tempo solo in un vecchio borgo quasi disabitato, Alberto è in un pensionato dove trascorre l'estate. Natalino viene contattato da un ricercatore universitario e durante un'intervista rievoca il periodo della resistenza. Alberto entra in confidenza con un'altro ospite del pensionato, Umberto, un coetaneo costretto sulla sedia a rotelle. Ecco in flashback immagini di partigiani in fuga nei boschi durante un rastrellamento. Insieme a Natalino e Alberto c'è Silurino, gravemente ferito. Trasportare lui e gli altri non è più possibile. Natalino va in cerca di aiuto, Alberto resta con gli altri e, dopo un po', si allontana per vedere se l'amico è di ritorno. Sta per recuperare la posizione, quando arrivano le brigate nere. Da dietro i cespugli, Alberto assiste al massacro di Silurino e dei compagni. Nel pensionato un giorno Alberto fa una scoperta inattesa: Umberto è l'ufficiale delle brigate nere responsabile di quell'eccidio nei boschi. Sconvolto, Alberto corre a rivelare tutto a Natalino. Non c'è che una soluzione: uccidere Umberto. Insieme preparano l'agguato, ma sono lenti e goffi, e il piano non riesce. Vengono portati via dai carabinieri, ma dentro di loro hanno verificato che lo spirito di ribellione è rimasto intatto.

Critica 1:I nostri anni non è un film facile, ma è un film 'povero' che usa (osa) un linguaggio emotivo (Gaglianone impasta video, pellicola e super8) dove conta il sentire ma anche l'udire (i rumori, i suoni, i bisbigli, la musica), il vedere ma anche il percepire, il ricordare ma anche lo specchiarsi, realtà ma anche il sogno. E intromettono molto bene questo 'stream of consciousness' poetico-politico i due interpreti del film, Virgilio Bei e Piero Fanzo, attori non professionisti ex militanti della Resistenza.
Autore critica:Fabio Bo
Fonte criticaIl Messaggero
Data critica:

18/5/2001

Critica 2:(…) Quanto a I nostri anni di Daniele Gaglianone in uscita oggi nei nostri cinema, ne avevamo già parlato dal FilmFestival di Torino: con apprezzamento, perché è un’opera prima di notevole livello. E speriamo che abbia il giusto riscontro dalla platea internazionale della Croisette. Di origine anconetana, il 35enne Gaglianone vive a Torino dove ha completato gli studi e realizzato numerosi documentari in collaborazione con l’Archivio Nazionale della Resistenza. Non a caso, quindi, il suo film si riallaccia a quell’importante capitolo della nostra storia attraverso il ricordo di due ex partigiani, Alberto e Natalino (i loro nomi di battaglia), che sulle alture piemontesi videro morire l’amico Silurino, barbaramente massacrato da un brigatista nero. A distanza di cinquant’anni, Alberto riconosce l’ex ufficiale fascista in Umberto, uno degli ospiti del pensionato per vecchi in cui si è ritirato. L’uomo è ormai ridotto in carrozzella e farfuglia, ma per Alberto è ancora l’odiato nemico di un tempo: cosicché va a cercare Natalino, che se ne sta ritirato in una baita, per coinvolgerlo nella vendetta. Insieme i due anziani preparano un piano dall’esito ironico e paradossale. Girato fra passato e presente in un contrastato bianco e nero di Gherardo Gossi (l’ottimo direttore di fotografia di Il partigiano Johnny) e recitato da non professionisti molto ben scelti, I nostri anni ha un intrigante costruzione formale, tuttavia a colpire è soprattutto l’angolazione narrativa. Pur esprimendo un preciso punto di vista (nella linea di Norberto Bobbio, nessun dubbio su qual è la parte giusta), il giovane cineasta non è particolarmente interessato a evidenziare gli aspetti ideologici-politici del tema resistenziale. A stargli a cuore sono piuttosto i suoi due protagonisti: in quanto custodi di una memoria di cui si vanno cancellando le tracce; e in quanto portatori del segno di un vissuto vero e di un palpito giovanile che nella nostra apatica società non vibra più.
Autore critica:Alessandra Levantesi
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

16/5/2001

Critica 3:Gli anni non sono fatti per dimenticare o per perdonare. Alberto e Natalino (interpretati da due autentici ex partigiani, Virgilio Blei e Piero Franzo) ritrovano in un ospizio, ammalato e indifeso quell'Umberto Passoni, repubblichino responsabile di atti di inutile ferocia. Forse è scoccata l'ora di vendicare i loro compagni, specialmente Silurino massacrato in un bosco. Mentre il flashback si incarica di raccontare quello che è successo (e la cinepresa a mano aumenta il coinvolgimento nell'azione) i due scendono dai monti, a parole determinati, nell'intimo un po' meno, su una macchina da revisionare e con armi malandate, alla volta della resa dei conti. C'è qualche cosa di Peckinpah in questa storia, insieme epica e dolorosa, ma che alla fine riscalda il cuore. Il bianco e nero dà rigore e il regista è bravo nel cogliere l'umanità e la verità dei "non attori" utilizzati. E a Cannes, alla Quinzaine gli è stato tributato il giusto plauso.
Autore critica:Massimo Lastrucci
Fonte critica:Ciak
Data critica:

1/6/2001

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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