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Dal Mali al Mississipi - The blues

Titolo Episodio: From Mali to Mississipi

Regia:Martin Scorsese
Vietato:No
Video:Dolmen Home Video
DVD:
Genere:Musicale
Tipologia:La musica
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Peter Guralnick
Sceneggiatura:
Fotografia:Arthur Jafa
Musiche:
Montaggio:David Tedeschi
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Corey Harris, Taj Majal, Othar Turner, Pat Thomas, Sam Carr, Dick Waterman, Ali Farka Toure', Habib Koite', Salif Keita, Toumani Diabate'
Produzione:Sam Pollard - Daphne A. McWilliams
Distribuzione:Mikado
Origine:Usa
Anno:2002
Durata:

83’

Trama:

Uno dei sette episodi firmati da sette grandi registi, dedicati ai leggendari musicisti che hanno fatto la storia del blues, dalle radici ai giorni d'oggi. Dalle rive del fiume Niger (in Mali), fino ai campi di cotone ed ai locali di ritrovo sulle sponde del Mississippi, un viaggio alla ricerca delle origini del Blues inframezzato da interpretazioni originali ed immagini di repertorio.

Critica 1:(…) Dal cinema, Scorsese sta spostando la propria attenzione di “storico” sulla musica. Questo straordinario cineasta ha fatto della memoria il cuore del proprio lavoro: riproporre i film e le musiche che ama, consegnarli ai posteri, è il suo scopo di vita. E del resto, cos’è Gangs of New York se non una seduta spiritica in forma di film, il tentativo di riesumare dall’oblio un’America che oggi nessuno ricorda più? Con i film su Dylan e Hughes, Scorsese affronterà nei prossimi anni due icone americane per eccellenza. Anche la serie di film sul blues che ha prodotto e coordinato è un lavoro sul mito, sulle radici profonde della musica che ha regalato all’America l’unica vera forma artistica “autoctona” (dal blues, per i rami, discendono il jazz e il rock’n’roll, quindi i contributi squisitamente americani alla cultura del Novecento). Ma all’interno della serie, che vede impegnati altri sei registi (Mark Levin, Wim Wenders, Richard Pearce, Clint Eastwood, Mike Figgis e l’unico afroamericano, Charles Burnett). Scorsese si è ritagliato il capitolo in cui meno si vedono all’opera le star come B.B. King o Muddy Waters, ma più si scava nella storia: in una. storia sconosciuta o comunque dimenticata, come quella delle gang irlandesi nella New York dei Five Corners. Il titolo dice già tutto: From Mali to Mississippi, Dal Mali al Mississipi, è un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle fonti africane del blues. Perché sia evidente il paradosso insito nell’affermazione dalla quale siamo partiti: sì, il blues è l’unica musica genuinamente americana.., ma è la musica degli schiavi, degli uomini e delle donne che furono deportati dall’Africa per lavorare prima nei campi, poi nelle fabbriche d’America. Ecco dunque il giovane chitarrista Corey Harris, il nostro Virgilio nel mondo del blues, salire sull’aereo e atterrare a Bamako, la capitale del Mali. Corey si reca nell’immenso paese subsahariano per incontrare due leggende: l’albino Salif Keita, ugola d’oro del pop africano, e il “principe” Ali Farka Touré, nobile di nascita che ha infranto le leggi tribali e dinastiche per diventare musicista. È nel viaggio africano, quando le sponde del Mississippi incontrano idealmente quelle del Niger, che il film si innalza, e diventa emozionante: pur rimanendo un documentario molto classico, secco e oggettivo, totalmente diverso dalla digressione poetica tentata - e, secondo noi, brillantemente riuscita - da Wenders nel suo capitolo L’anima di mi uomo, Punico uscito finora sui nostri schermi (tutti i film sono distribuiti dalla Mikado).
Anche nella parte americana, comunque, Scorsese sfodera un colpo da maestro: è l’incontro con Otha Turner, singolarissimo virtuoso di uno strumento del tutto anomalo per il blues, il piffero. E nelle ipnotiche litanie fischiettate da Turner, Scorsese confessa di aver trovato ispirazione per le musiche di Gangs of New York lì, fra i neri sperduti nel Delta, c’era una musica che preesisteva a tutto, al blues, al rock, al folk, all’America stessa. E per raccontare un’America prima dell’America, ci voleva quel suono: venuto, forse, direttamente dal Mali.
Autore critica:Alberto Crespi
Fonte criticaFilm Tv
Data critica:

5/10/2003

Critica 2:tra i migliori cineasti attualmente in attività sembra essersi diffusa, senza limiti geografici, una parola d’ordine: conservare la memoria. Martin Scorsese non si preoccupa di farlo solo nel cinema di fiction. Dopo i documentari dedicati al cinema, ha realizzato un progetto in sette film (il primo a uscire sugli schermi è stato L’anima di un uomo di Wenders), che è contemporaneamente una dichiarazione d’amore e una ricognizione storico-culturale sul blues ei suoi derivati. Dal Mali al Mississippi lo ha diretto in prima persona, assumendosi il compito di «storico» della serie. Alla ricerca dell’unica musica autenticamente americana, Sorsese trasporta lo spettatore in un viaggio nello spazio e nel tempo - dai campi di cotone del Mississippi alle sponde del fiume Niger, nel Mali - per ricordarne le vere origini: la deportazione, la schiavitù, la sofferenza di un popolo. Gli fa da traghettatore il chitarrista Corey Harris, mentre le immagini di repertorio si alternano con quelle del presente e con le esibizioni dei grandi interpreti del blues. Un documentario dallo stile classico e asciutto, ma con punte d’inaspettata emotività. Al film è abbinato il corto di Nanni Moretti The last customer. In una ventina di minuti, Moretti racconta l’ultimo giorno di attività della famiglia Gardini che, a New York, gestiva da due generazioni una farmacia in un vecchio stabile. L’ultimo cliente saluta tristemente, l’edificio è abbattuto per far posto a un grattacielo. «Doppio programma» da non perdere.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte critica:La Repubblica
Data critica:

18/10/2003

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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