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L’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, recentemente acquisito dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, custodisce un ricco patrimonio documentario che abbraccia circa un secolo di storia: la storia ampia, ricca di fatti noti memorabili intessuta di episodi ignoti, o perduti nella memoria, dell’anarchismo italiano e internazionale.
L’archivio nasce a Genova Nervi nel 1962 per opera di Aurelio Chessa che unì al suo materiale, raccolto nel periodo 1945-62, i libri e le carte di Giovanna e Camillo Berneri, che la figlia Giliana gli donò dopo la morte della madre Giovanna Caleffi. Benché il materiale donato fosse rilevante e importante, esso non coincide interamente con il fondo Berneri. Chessa si interessò molto e dette un aiuto fondamentale al lavoro che Giovanna Berneri svolse dopo il 1942, anno della sua deportazione dalla Francia all’Italia, per le Edizioni RL e per la Rivista "Volontà" e si preoccupò anche di arricchire il fondo Berneri, intrattenendo una fitta corrispondenza con gli anarchici di tutto il mondo e soprattutto con quelli dell’"Adunata dei Refrattari"di New York che inviarono molte delle loro pubblicazioni. Per alcuni anni l’Archivio consisteva in una disordinata e confusa raccolta di documenti, anche se facilmente consultabile.
Fu indubbio merito di Aurelio Chessa decidere e provvedere al recupero e alla conservazione di questi documenti. In proposito è il caso di ricordare che, preso atto della consistenza e del notevole interesse storico-documentario che l’archivio presentava, l’amministrazione comunale di Pistoia nel 1982 lo acquisiva a titolo di deposito conservativo, come sezione specializzata della Biblioteca comunale, dotandolo di una sede pubblica e affidando l’incarico di riordinarlo a giovani laureati che avviarono un lavoro di sistemazione e di catalogazione protrattosi poi, con alcuni avvicendamenti di persone e varie interruzioni, fino a oggi. Si avviava allora un lavoro di recupero e di ordinamento archivistico che garantiva una più consona custodia delle carte e una loro eventuale utilizzazione per scopi di studio.
L’Archivio Famiglia Berneri, uno dei pochi archivi anarchici a non essere stato disperso, raccoglie e conserva volumi, periodici (collezioni e numeri unici), opuscoli sull’anarchismo e il movimento operaio. Nell’Archivio sono conservate le carte di Camillo Berneri (lettere, prime stesure di saggi, fogli di appunti). Camillo Berneri (1897-1937), intellettuale, pubblicista, giovane socialista a Reggio Emilia, poi militante anarchico, si laureò con Salvemini, scrisse numerosi articoli per riviste di lotta e alcuni volumi. Fu assassinato a Barcellona nel 1937 da sicari comunisti nel corso della guerra civile spagnola. Oltre al materiale già citato, l’Archivio conserva inoltre una raccolta preziosa di periodici tra cui "L’adunata dei refrattari", "Cronaca sovversiva", "Il Martello", "Umanità Nova", "Il Pensiero", ecc., che vanno a congiungersi con la parte corrente e contemporanea dell’archivio stesso che si compone di circa diecimila volumi sul movimento anarchico e operaio italiano e internazionale ed oltre duemila testate.
Nel fondo, che alcuni studiosi hanno già in parte utilizzato per ricerche e tesi di laurea, non mancano documenti originali che sta ovviamente ai ricercatori porre all’attenzione pubblica, valorizzandoli nella migliore maniera. Un esempio è in tal caso rappresentato dal Fondo Leda Rafanelli, pubblicista e scrittrice, una delle figure più importanti del movimento anarchico italiano, recentemente acquisito in deposito conservativo, che contiene lettere, libri e giornalini che pubblicavano le fiabe da lei scritte.
Negli anni l’archivio si è arricchito di alcune raccolte documentarie di grande interesse, pervenute in tempi diversi per lasciti e donazioni, rese accessibili agli studiosi attraverso mezzi di corredo, inventari e cataloghi. I più ricchi e prestigiosi sono il Fondo Giuseppe Faravelli, noto esponente del socialismo riformista, il Fondo Pier Carlo Masini, storico del movimento operaio e anarchico, il Fondo Ug o Fedeli e il Fondo Virgilio Gozzoli, entrambi esponenti del movimento anarchico italiano. Da molti anni è stato costituito, in seno all’Archivio, un fondo fotografico che accoglie immagini e ritratti dei più noti militanti anarchici a cui si deve aggiungere un notevole fondo manifesti composto da migliaia di pezzi. Data questa consistenza e peculiarità dei fondi, l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, si qualifica come fonte di notevole importanza per le ricerche sul fuoriuscitismo italiano e sulle correnti dell’antifascismo. Scopo principale dell’archivio, oltre a quello di raccogliere, ordinare, conservare e incrementare i fondi archivistici e bibliografici, è quello di mettere a disposizione, come è avvenuto e come sta avvenendo, tutto questo materiale ai fini della ricerca e della documentazione da parte di studenti e di studiosi. Va infine detto che la funzionalità e la disponibilità dell’Archivio, è ora resa possibile dalla sollecitudine con cui il Comune di Reggio Emilia - e segnatamente la Biblioteca Panizzi - ha messo a disposizione locali, personale e mezzi finanziari e dalla diligente passione con cui Fiamma Chessa, dopo la morte del padre, cura questa iniziativa. L’attenzione e la partecipazione di intellettuali, ricercatori e militanti non potranno che premiare questo atto di sensibilità, di fiducia e anche di coraggio.
Nel 1998 la Biblioteca Panizzi ha acquistato il fondo Vernon Richards, compagno di Maria Luisa Berneri, primogenita di Camillo. Esso consta di lettere, documenti della famiglie Berneri e Recchioni; circa 2000 tra libri e opuscoli di notevole pregio, la maggior parte dei quali sulla guerra di Spagna; foto originali scattate da Maria Luisa e Vernon Richards, nonché le collezioni complete di "Spain and the world", "Freedom", "War Commentary" e tutto il pubblicato di Freedom Press. Recentemente l'archivio si è arricchito di nuovo materiale donato dal genero di Camillo Berneri, Serge Senninger, di Parigi, che alla morte della moglie, Giuliana, ha inviato lettere, diari, cartoline e un vasto repertorio di fotografie di famiglia. L'archivio è frequentato da un buon numero di studenti, ricercatori.


Ultimo aggiornamento: 11/11/2011