Quartiere bene comune è un progetto di città collaborativa in cui il rapporto tra l’amministrazione e la comunità si basa sulla condivisione di obiettivi e progetti che li realizzano, a partire dal quartiere come luogo identitario. Si concretizza in un partenariato, cioè un accordo formale, in cui tutti gli attori sono co-responsabili dei risultati di innovazione e miglioramento decisi insieme. L’obiettivo è sviluppare e superare i tradizionali modelli di organizzazione dei servizi e il rapporto pubblico-privato, introducendo l’opportunità per le comunità di auto-organizzare le risposte ai propri bisogni, rinforzando prossimità, alleanze di scopo, identità e senso di appartenenza come condizioni per uno sviluppo più sostenibile e inclusivo.

Come funziona

Nato nel 2015, come risposta al venir meno del modello di decentramento basato sulle Circoscrizioni, il progetto ha portato nella sua prima fase (2015-2019) alla sottoscrizione di 27 Accordi con oltre 730 soggetti, dando vita a 160 progetti di innovazione sociale nei diversi quartieri e nei diversi ambiti delle politiche pubbliche. Con questi progetti abbiamo dato risposte ai bisogni di quasi 14.000 utenti.Il modello di intervento è basato sull’adozione di un protocollo collaborativo, un processo di dialogo e confronto con le comunità per la condivisione dell’intero ciclo di vita di un progetto: ascolto per l’individuazione delle istanze, co-design e co-gestione della soluzione e valutazione condivisa di risultati ed impatti.

L'architetto di quartiere

La figura di riferimento per la gestione del processo collaborativo è l’architetto di quartiere: un referente del Comune a cui è affidato il compito di generare i progetti di innovazione urbana, supportare e rinforzare i network relazionali nei quartieri, garantire continuità di rapporto con i servizi dell’ente. Per ogni ambito territoriale c’è un architetto di quartiere.

Dopo la pandemia

Nel corso del 2020 la pandemia ha in parte modificato il nostro modello di intervento.Per prima cosa abbiamo dovuto lavorare in modalità online, unica modalità possibile per mantenere vivo il dialogo con le comunità e i quartieri, rispetto alla situazione che stavamo vivendo e i relativi bisogni. Abbiamo realizzato una survey “Reggio Emilia, come va?”, somministrato nel periodo aprile-giugno 2020 e a cui hanno partecipato oltre 5.000 cittadini.Inoltre abbiamo disegnato le mappe delle risorse nei quartieri: gli atlanti, realizzati grazie alla collaborazione di tutti i servizi del Comune, ci raccontano oggi cosa c’è nei territori in termini di opportunità ma anche di debolezze e rischi.La survey e l’analisi dei dati e degli atlanti ci ha consentito di individuare tre filoni principali di intervento:

  1. Spazi e Parchi come beni comuni – quattro laboratori, in linea con la recente legge urbanistica regionale, dedicati a nuove modalità di utilizzo e/o uso temporaneo di spazi e beni immobili comuni pubblici. I beni comuni su cui stiamo lavorando sono Villa Levi, l’area verde Via Cugini, palazzo Vecchio al Mauriziano, il Cortile della Reggia di Rivalta.
  2. Spazi e reti di comunità - realizzazione di reti di associazioni che collaborino alla co-progettazione di servizi innovativi per le comunità dei quartieri: inclusione sociale e interculturale, educazione e cittadinanza, alfabetizzazione digitale, sport e tempo libero, socialità e animazione territoriale come modalità innovative per interpretare la prossimità come nuova unità di misura per opportunità, servizi, reti di vicinato
  3. Greenway e parkway di quartiere – Reggio Emilia, città dei sentieri è il titolo che abbiamo dato per per potenziare le infrastrutture di mobilità ciclo-pedonale, includendo fra queste i percorsi escursionistici e diventando la città con il maggior numero di sentieri escursionistici in territorio urbano. Il progetto, che nasce anche dal bando partecipazione della Regione Emilia-Romagn, edizione 2021, vede la collaborazione, fin dall’inizio, di un partenariato istituzionale composto da altri enti: il Club Alpino italiano (Cai), la Fiab Reggio Emilia, il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale, Uisp Reggio Emilia, l’Ente Parchi Emilia centrale, il Wwf Emilia centrale e Istoreco.

All’interno di questi filoni stiamo costruendo i partenariati e stiamo collaborando con le comunità per la realizzazione dei singoli progetti di innovazione urbana grazie ai quali ci proponiamo di costruire un modello di città sostenibile e inclusiva. Nei percorsi di collaborazione affrontiamo le sfide del quartiere ma anche quelle della città: come migliorare la mobilità, come potenziare i servizi per le fasce deboli della popolazione, come curare il territorio o come potenziare le infrastrutture e le competenze digitali. Per migliorare la vita nei quartieri possiamo fare molto, in ambiti diversi. Perché i cittadini, le associazioni, le imprese, le scuole, le istituzioni della ricerca e della conoscenza sono soggetti competenti e determinanti per realizzare la città come bene comune, diventando protagonisti di progetti in grado di dare risposte a diversi tipi di problemi o esigenze.

Cerchiamo le idee, la passione e lo spirito giusto per realizzarli.
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Scopri il nostro sito in Open Data: puoi trovare i dati di accountability sui laboratori di quartiere del progetto "QUA_quartiere bene comune".


Documenti allegati

Modulistica di rendicontazione

Scarica la modulistica rendicontazione accordi di cittadinanza progetto QUA

The city as a common good - English version

Quartiere bene comune is a collaborative city project in which the relationship between the administration and the community is based on the sharing of objectives and projects to achieve them, starting with the neighbourhood as a place of identity.
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