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16/02/2016

Evade dai domiciliari. Si riaprono le porte del carcere per lo spacciatore della Gardenia

Nella mattinata di sabato, 13 febbraio, si sono riaperte le porte del carcere per Tommaso Vena, il sessantenne spacciatore che riforniva i ragazzi del quartiere Gardenia. Vena, arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti a giugno dello scorso anno dagli Agenti del nucleo antidroga della Polizia Municipale di Reggio Emilia, era stato condannato a quasi un anno di arresti domiciliari. Nonostante avesse evitato il regime carcerario, l'uomo ha cercato di eludere le prescrizioni del tribunale reggiano e, per ben quattro volte da giugno ad oggi, non si è fatto trovare in casa in casa durante i controlli effettuati dagli Agenti della Municipale. Quattro mancanze che sono costate al pluripregiudicato la revoca degli arresti domiciliari e gli hanno riaperto le porte della Pulce. Vena, originario del materese, da anni attivo sulla scena dello spaccio reggiano, era stato arrestato nel giugno del 2015 perché trovato in possesso di undici palline di cocaina pronte alla vendita, sostanza da taglio, bilancini di precisione e contanti. La cocaina, ritrovata in un pacchetto di sigarette all'interno della cantina dell'appartamento di via dall'Aglio, veniva smerciata utilizzando proprio l'abitazione come base per l'attività illecita. L'azione investigativa del nucleo antidroga della Municipale aveva preso le mosse dalle numerose segnalazioni arrivate al Comando. Il continuo via vai di ragazzi dall'appartamento di via Dall'Aglio, infatti, aveva destato sospetti e allarme tra gli abitanti della Gardenia, quartiere reggiano popolato da scuole e da numerosi studenti che transitano tra la stazione degli autobus e la fermata del treno.




Data di ultima modifica 16/02/2016