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La banda larga raggiunge Villa Coviolo

Ultimo Aggiornamento: 04/01/2015

Grazie all'associazione Coviolo in Festa, che da anni anima la vita di Villa Coviolo (circa 2.700 abitanti, pari a 500 famiglie) e collabora con il Comune di Reggio Emilia che ha dotato la frazione di un Centro polifunzionale (in via Fratelli Rosselli 72/2) sede del centro sociale, sbarca nella zona 'Coviolo Wireless', infrastruttura wireless di comunicazione a banda larga per i cittadini del quartiere. Un quartiere in cui la banda larga 'non è di casa'.

Lo scopo del progetto – emerso nell'ambito degli incontri del programma 'Siamo Qua. Il Comune a misura di quartiere' di recente attivato dall'Amministrazione comunale – permette il superamento del digital divide su scala appunto di quartiere, offrendo un accesso della rete internet da parte dei cittadini aderenti (tipo adsl) con costi contenuti rispetto a quelli medi di mercato per le singole utenze. Il Gruppo di acquisto solidale (Gas) delle telecomunicazioni, a cui si riferisce il centro sociale di Coviolo, permette infatti la condivisione delle risorse e dei costi, introducendo quindi un miglioramento dell’efficienza informatica della zona, con ripartizione e abbattimento dei costi di ogni singola utenza.
La presenza di una rete informatica a banda larga di quartiere permette inoltre l’integrazione della nuova infrastruttura con altri sistemi, quali quelli per il soccorso personale e la sicurezza, come la videosorveglianza.
Si può avere in sostanza un servizio analogo a quello Wifi su tutta la frazione di Coviolo (10 chilometri quadrati), con un sistema 'radio' di ripetitori di segnale, generato da un'unica origine comune collocata sulla sede del Centro sociale polifunzionale di via Fratelli Rosselli.
A Coviolo, dunque, una soluzione di comunità a quella che era una lacuna per la comunità e un rafforzamento ulteriore della Città pubblica, con una aumentata dotazione dei Beni comuni. Insomma, una filosofia e un modello da esportare, non solo nel 'resto' di Reggio Emilia.

Hanno detto
Il progetto, che viene presentato alla comunità martedì 31 marzo, dalle ore 21, nella stessa sede del centro sociale di via Rosselli, è stato illustrato alla stampa dall'assessore a Agenda digitale, Partecipazione e Cura dei quartieri Valeria Montanari, insieme con Claudio Braglia e Massimo Vezzosi del centro sociale Coviolo in Festa e Miki Ferrari, ingegnere di Emisfera Sistemi spa.

“Il progetto ha contenuti rilevanti di innovazione per Reggio Emilia sul piano tecnologico, ma anche sotto il profilo del contenuto sociale, di comunità – ha detto l'assessore Montanari – Da una parte si propone una soluzione smart a un tema di digital divide particolarmente avvertito dall'intero quartiere, dall'altra siamo in presenza della proposta di un'associazione di volontari, dunque una dimensione di privato sociale, che si fa carico di un impasse in chiave collettiva e offre un servizio di forte interesse pubblico a chiunque sia interessato, ovvero a quelle famiglie che magari da sole non potrebbero raggiungere la soluzione del problema. Insieme è stato individuato il problema, insieme si è cercata una soluzione, per di più a condizioni meno onerose rispetto ad altre: un valore aggiunto per la comunità.
“Credo che questo progetto – ha sottolineato Montanari – possa rientrare nei Patti di cittadinanza che si vanno costruendo per Coviolo così come per gli altri quartieri e frazioni di Reggio Emilia, in particolare quelli in cui i servizi internet hanno una minore capillarità”.
Sul tema più generale della diffusione dei servizi a banda larga, a margine della conferenza stampa l'assessore ha sottolineato che “a Reggio Emilia vi è in realtà una copertura ampia sotto il profilo dell'offerta privata, che ci colloca al secondo posto in Emilia-Romagna, a cui si aggiunge il servizio di natura pubblica, assai rilevante rispetto ad altre realtà, messo a punto negli anni da Comune, Iren e Lepida”, la società regionale per lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione e i servizi telematici.

“Dove non arriva il privato, può arrivare la comunità, sul piano del servizio sociale e sul piano delle condizioni economiche più vantaggiose grazie al Gruppo di acquisto. In sostanza avremo una rete privata, che offre una connettività pubblica”, hanno detto Braglia e Vezzosi sintetizzando il senso del progetto 'Coviolo Wireless'. L'associazione Coviolo in Festa, hanno spiegato, ha circa 150 soci, di età compresa tra i 18 e gli 80 anni. Con la dotazione di questo nuovo servizio, si conta fra l'altro di allargare l'offerta e l'attrattività del Centro polifunzionale a nuovi soci, in particolare quelli più giovani e sensibili alle tecnologie digitali, ma anche di avvicinare i meno giovani alle nuove tecnologie. Per accedere a Coviolo Wireless, basterà aderire al circolo e la connessione avrà un costo stimato in pochi euro al mese.

L'ingegner Ferrari ha spiegato i contenuti tecnici del progetto, che ha caratteristiche simili a quelle del Wifi, funziona con una 'piattaforma radio' e segue un 'disegno' simile a quella di una stella: l'infrastruttura radiale, il cui fulcro emittente è nel Centro polifunzionale sede del circolo e i cui punti riceventi il segnale sono collocati nelle singole abitazioni degli aderenti.
Oltre alle funzioni più diffuse di internet, l'infrastruttura può offrire anche altri servizi, fra i quali la tele-assistenza con l'attivazione di meccanismi-segnale (ad esempio, anziani soli che possono pigiare un tasto e emettere con facilità e immediatezza un segnale elettronico, qualora si trovino in difficoltà) oppure l'installazione di telecamere di videosorveglianza per implementare la sicurezza nella frazione.

Contenuti tecnici e normativa in dettaglio
Cosa si prevede

Il progetto prevede la realizzazione di una infrastruttura di telecomunicazioni via radio con le seguenti caratteristiche:
Centro stella fisico e logico (ovvero, l'interconnessione con rete pubblica) nella sede del circolo, il Centro polifunzionale.
Copertura radio del quartiere (10 chilometri quadrati).
Apparati di connessione al servizio nell’abitazione dell’utente socio-aderente.
Capacità condivisa fino a 100 Mbps verso internet.

Normativa
Le norme danno una mano. L’uso privato di reti Wifi che attraversano il suolo pubblico non è più soggetto al pagamento di contributi (richiesti fino al 2012) e neanche all’autorizzazione generale da richiedere al ministero delle Comunicazioni (operatore di telecomunicazioni), in sostanza ne è consentito il “libero uso”, a patto che vengano rispettiate le potenze (Eirp) e usati apparati con la marcatura Ce. Questo grazie alla direttiva europea 140 del 2009, recepita dall'Italia in ritardo, nel 2012, la quale ha esteso il “libero uso” degli apparati hiperlan e radiolan anche al di fuori del proprio fondo, e grazie al recente decreto legge nazionale cosiddetto “del Fare”.
Le associazioni e gli altri enti privati che volessero offrire gratuitamente connettività ai propri associati (e solo a costoro), possono farlo, anche per mezzo di reti cittadine, a patto di rispettare tutte le normative per l’uso privato di reti Wifi e che il contratto stipulato con l’operatore non vieti esplicitamente la condivisione della connettività.

Costi del progetto
Il progetto prevede diversi tipi di costi:
un costo una tantum iniziale dato da un'infrastruttura fissa, un parco Cpe (circa 100 per iniziare) installate presso le sedi dei soci ed un costo di attivazione e programmazione iniziale dell’impianto;
un costo ricorsivo dato da un canone mensile (o bimestrale) della banda internet fornita da un operatore di telecomunicazioni e un costo di manutenzione e gestione dell’impianto;
un costo scalabile, lineare con l’aumentare del numero degli utenti (oltre ai primi 100) per aumento di banda, infrastruttura e Cpe.

Potenzialità e integrazioni
Un progetto strutturalmente e socialmente nuovo, come 'Coviolo Wirelss', che si compone di investimenti pubblici e privati congiunti produce diverse potenzialità che si traducono in un vantaggio e valore aggiunto per i cittadini ed un ottimizzazione dei costi sociali per le istituzioni.
I vantaggi di un'infrastruttura 'privata' sulla quale si possono veicolare servizi pubblici possono essere rilevanti, in prospettiva, anche su altri fronti, come ad esempio l’integrazione di sistemi di videosorveglianza privata ad uso pubblico (installazione di telecamere pubbliche con investimenti privati e gestite dal servizio di ordine pubblico), oppure l’estensione di servizi sociali ad alto valore aggiunto come domotica, tele assistenza, telemedicina.