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A Reggio Emilia gli Stati Generali della Bicicletta

Ultimo Aggiornamento: 09/07/2012

Si svolgono a Reggio Emilia, nella sede del Centro internazionale Loris Malaguzzi, il 5 e il 6 ottobre prossimi gli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità nuova (SGB 2012).

Si tratta di un’iniziativa nazionale promossa da Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), Legambiente e #salvaiciclisti, insieme al Comune di Reggio Emilia, con l’adesione del presidente della Repubblica e del Comune di Milano.
Alcune anticipazioni dell’iniziativa sono state presentate il 7 settembre a Milano, nella sede del Comune a palazzo Marino, dall’assessore alla Mobilità del Comune di Reggio Emilia, Paolo Gandolfi, dall’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran e dai rappresentanti del Comitato scientifico degli Stati generali: Maria Rosa Vittadini (in rappresentanza di Anci e Comune di Reggio Emilia), Matteo Dondè (in rappresentanza di #salvaiciclisti), Maria Berrini (in rappresentanza di Legambiente) ed Edoardo Galatola (in rappresentanza di Fiab). Alla presentazione sono intervenuti anche Giulietta Pagliaccio per Fiab, Alberto Fiorillo per Legambiente e Giuseppe Piras per #salvaiciclisti.
La città emiliana è stata scelta quale sede dell’iniziativa, in quanto la più ciclabile d’Italia (metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti) e per le attività di educazione e promozione dell’uso della bicicletta e della mobilità sostenibile in generale, come confermato da alcuni anni da diversi studi, fra cui il rapporto sull’Ecosistema urbano di Legambiente. Reggio Emilia è dotata ad oggi 180,7 chilometri di piste ciclabili (1,053 chilometri pro capite); l’utilizzo della bicicletta supera il 20% del totale della mobilità urbana; il 60% dei trasporti casa-scuola su bici, su mezzi pubblici, a piedi e con il car pooling.

Temi, contributi e comitato scientifico degli Stati Generali
Gli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità nuova saranno un momento importante di confronto e lavoro per dar forma insieme a proposte concrete e vincolanti a favore di una mobilità più sicura e sostenibile nelle città. Gli Stati Generali saranno dunque un’occasione importante per confrontarsi sulla bicicletta in tutti i suoi aspetti. A intervenire verranno chiamati amministratori di ogni livello – locale, regionale e nazionale - esperti di mobilità sostenibile italiani ed esteri, rappresentanti di associazioni. E’ previsto appunto il contributo di un Comitato scientifico composto da Maria Berrini, architetto, presidente dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio (Amat) del Comune di Milano, ricercatrice in materia di pianificazione ambientale e territoriale; Matteo Dondè, architetto, esperto in pianificazione della mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici; Edoardo Galatola, ingegnere, ricercatore ed esperto in sicurezza stradale e ambientale, responsabile Sicurezza di Fiab e Maria Rosa Vittadini, docente di Tecniche di analisi urbane e territoriali presso la facoltà di Architettura, Dipartimento di Pianificazione del territorio, Università Iuav di Venezia.

Il tema degli Stati Generali non sarà centrato esclusivamente sulla bicicletta, ma si ragionerà insieme di mobilità urbana, di mobilità sostenibile e sicura per avanzare proposte nazionali e condivise in grado di soddisfare il più possibile le diverse esigenze di mobilità e spostamenti: quelle dei pedoni, dei ciclisti, del trasporto collettivo. Questo, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di associazioni e organizzazioni che si occupano di mobilità e qualità urbana in generale.

Sono previsti cinque gruppi di lavoro su Normativa; Organizzazione mobilità urbana; Investimenti, incentivi, disincentivi e governance; Cultura ed educazione; Reti ciclabili.
I gruppi si occuperanno rispettivamente dei temi: proposte di modifiche Codice della strada e altre norme correlate; Moderazione del traffico, Zone 30 e sicurezza; Allocazione risorse e Ufficio nazionale; Formazione, informazione, comunicazione, educazione (obiettivo: far crescere l’opinione pubblica sul tema); Rete ciclabile nazionale e reti locali.
I gruppi di lavoro saranno accompagnati da momenti di dibattito, confronto, e dalla presentazione di “buone pratiche” che si concluderanno con una sessione plenaria e la sottoscrizione di un documento finale dei lavori condiviso, di valenza nazionale. Sono infine previsti attività di animazione ed eventi pubblici sul tema della bicicletta e della mobilità sostenibile.

Manifesto e sito tematico
Al fine di ottenere il massimo coinvolgimento dell’opinione pubblica, gli organizzatori si sono impegnati nella redazione del Manifesto degli Stati Generali: un documento (vedi allegato) che presenta un quadro sintetico della situazione in materia di mobilità, ma soprattutto contenuti e parole chiave che racchiudono il senso e la volontà alla base di questa iniziativa. È possibile, sin da ora, aderire al Manifesto. Chiunque sia interessato a consultare il Manifesto e a sottoscriverlo, può farlo su www.comune.re.it/italiacambiastrada, compilando l’apposito forum online.

Motivi dell'impegno, ragioni di cambiamento
L’esigenza di mettere in campo politiche per una mobilità nuova, a partire dai contesti urbani, è diventata inderogabile. Lo dicono, prima di tutto, alcuni dati che riguardano il nostro Paese.
L’Italia è il Paese europeo con la più alta densità di automobili: 36 milioni di auto, il 17% dell’intero parco circolante in Europa, a fronte di una popolazione pari al 7% di quella dell’intero continente.
Il traffico veicolare assorbe l'1% del Pil in inefficienza e il 2% se ne va per i costi dell'incidentalità. Gli scontri stradali mietono, ogni giorno, vittime e feriti.
Il rapporto tra trasporto pubblico e trasporto privato a Roma è 28 a 72, a Londra è 50,1 contro 49,9, a Parigi 63,6 contro 36,4, a Berlino 66 contro 34, a Barcellona 67 contro 32.
In Italia Irisbus, l’unica fabbrica di autobus, è stata recentemente chiusa, in totale controtendenza con il resto d’Europa.
Le spese legate al possesso di un’automobile sono circa un terzo del reddito medio famigliare, dato in crescita in presenza di un abbassamento costante e progressivo del potere d’acquisto.
Parallelamente si registra un costante aumento dei cittadini che si spostano in bicicletta e che chiedono maggior sicurezza; questa istanza è diventata tangibile il 28 aprile a Roma e il 3 giugno 2012 a Torino dove - su iniziativa del movimento spontaneo, popolare e orizzontale #salvaiciclisti - decine di migliaia di persone si sono concentrate per proporre con forza un concetto semplice: l’Italia cambi strada, a favore della bici.
E’ chiaro che il Paese è pronto e maturo per cambiare: è il momento di lavorare per una mobilità nuova.
La bicicletta è una delle chiavi di volta di una mobilità urbana diversa, innovativa, rispettosa dell’ambiente e smart, oltre che alleata con le altre modalità di spostamento non motorizzate.
La bicicletta inoltre non è solo un mezzo di trasporto sostenibile. E’ un modo veloce per
spostarsi quotidianamente nella propria città e arrivare direttamente in luoghi dove altri
mezzi non portano; dà autonomia negli spostamenti e consente al contempo di socializzare la città, vivendola e vedendola in modo diverso. Non solo può sostituire l’auto ma può aggiungere qualcosa ai nostri percorsi quotidiani: uno sguardo diverso, movimento e benessere, risparmio di tempo e denaro.
Le biciclette sono agili, pratiche e flessibili e si adattano alla vita delle città: ora tocca alle città riconoscerle e garantire loro sicurezza e dignità di “mezzo di trasporto quotidiano” dando spazio ad una nuova cultura della sicurezza e della ciclabilità urbana.