Oggi le Storie di Natale si sono fatte in tre...ma anche un po' in quattro

Ultimo Aggiornamento: 12/20/2017

Oggi le #StorieDiNatale ce le raccontano in tre, anche se – a dire il vero - i protagonisti si sono letteralmente fatti in quattro per spiegare le nuove tecnologie a chi partiva da zero. Ecco la storia di Liuba, Diego e Cristiano, tutor volontari del progetto Genitori Connessi.

“Vi siete mai chiesti come si usa un semaforo? Io non credo.” esordisce Liuba. “Lo vediamo da quando siamo nati e per tutti è normale fermarsi al rosso e procedere con il verde. Tenete però presente che i semafori sono arrivati a Reggio il primo febbraio del '35 e i nostri nonni non sapevano assolutamente usarli. Il Comune fece dei manifesti per spiegare come comportarsi con questo oggetto tecnologico. Il sapere si è sempre tramandato da una generazione a quella successiva, ma con le nuove tecnologie non ci sono manuali o manifesti che ci possono aiutare. L'evoluzione è stata così veloce che ha creato un vuoto. Genitori spaesati nell'uso pratico degli strumenti, figli spaesati dalla mancanza di consapevolezza nell'uso dei contenuti che fruiscono e producono. Per questo con 'Genitori Connessi' cerchiamo di suggerire un approccio alla pari fra adulti e ragazzi: uno impara dall'altro vicendevolmente”
Cristiano aggiunge “Ho una figlia di 14 anni e ci tengo che le persone intorno a lei crescano in un ambiente il più possibile consapevole. Per questo ho cercato di spiegare ai miei 'colleghi' genitori perché i loro figli stanno on-line, il valore che danno ad un video su youtube, fatto conoscere social network dove i loro figli erano presenti. Ho cercato di fargli conoscere la rete, in modo che capissero che sono molte più le opportunità che i pericoli per i ragazzi. Come diceva Liuba, come genitori dobbiamo essere pronti ad imparare le nuove tecnologie dai nostri figli: se chiediamo loro di spiegarci, di insegnarci le cose, approcciando il loro mondo con curiosità, non si rifiuteranno mai di aiutarci.”
“Mi occupo di informatica e nuove tecnologie per lavoro e per passione” conclude Diego “e proprio per passione ho sempre seguito progetti di cultura digitale in città. E' attraverso uno di questi che sono entrato in contatto con il Comune di Reggio: l'amministrazione ci ha sostenuto nella diffusione del Coderdojo in città e provincia, quando si è presentata l'occasione di 'Genitori Connessi' mi è sembrato giusto rendere l'impegno ricevuto. Il confronto con le persone che hanno partecipato al corso è stato positivo e sfidante allo stesso modo: sfidante rendersi conto di quanti genitori siano profondamente distanti dal mondo dei figli, positivo vedere la fame di conoscenza e la voglia di mettersi in discussione che hanno portato in aula”.