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Patto di stabilità, al via percorso di revisione

Ultimo Aggiornamento: 03/07/2012

“Un tavolo istituzionale, che entro pochi giorni dia corso a una rivisitazione del Patto di stabilità in un’ottica di maggiore flessibilità, pur nel rispetto degli impegni europei”.

E’ questo il più significativo esito dell’incontro del 6 marzo 2012 tra la presidenza dell’Anci e il governo a palazzo Chigi: all’incontro hanno preso parte il presidente del Consiglio Mario Monti e il sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci Graziano Delrio. Lo ha spiegato in una conferenza stampa lo stesso Delrio: “Abbiamo chiesto e ottenuto ampia disponibilità dal governo riguardo il ripristino dell’autonomia organizzativa dei Comuni, necessario per poter svolgere al meglio il compito di garantire i servizi essenziali ai cittadini e alle comunità, a maggior ragione in un momento di profonda difficoltà come è quello che stiamo attraversando”.
Dall’Anci è partita inoltre la richiesta di “dare corso nel più breve tempo possibile al federalismo demaniale”, mentre un’ulteriore apertura si è registrata riguardo “la richiesta di avviare un percorso di attribuzione ai Comuni dell’Imu – ha spiegato Delrio – arrivando almeno ad una quota del 70% a favore dei Comuni”.
Chiusura, invece, sul tema del trasferimento delle tesorerie comunali allo Stato centrale: “Abbiamo chiesto di sospendere la norma o almeno di farla durare il più breve possibile, al massimo fino al 2013, riconoscendo ai Comuni i circa 300 milioni di euro di minori entrate per interessi, che il trasferimento delle tesorerie provocherà, ma il ministero dell’Economia ha opposto problemi di ordine generale”.
Delrio ha ribadito che “i numeri affermano senza ombra di dubbio che i Comuni non sono i figli spreconi dell’apparato statale e che anzi hanno portato, dal 2007, 13 miliardi di saldo positivo al comparto della Pubblica amministrazione”.
“Ci auguriamo che il tavolo con il governo porti a soluzioni in tempi brevi, perché i sindaci devono chiudere i bilanci proprio in questi giorni – ha concluso Delrio - Se così non dovesse essere, non verranno meno le ragioni per cui abbiamo approvato un ordine del giorno che invita i sindaci a valutare la possibilità di mettere in discussione il Patto di stabilità, in alcuni settori determinanti per lo sviluppo”.

La riunione che si è svolta oggi a palazzo Chigi si è dunque conclusa con l’apertura di un Tavolo – sarà probabilmente presieduto dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che ha avuto esperienze importanti nelle realtà locali, quale commissario a Bologna e Parma - avente una missione specifica: trovare formule che consentano ai Comuni pagamenti alle imprese nell’ambito dei sei miliardi stanziati dalla legge sulle Liberalizzazioni; eliminare vincoli che non generano benefici per i saldi di finanza pubblica; accelerare sul federalismo demaniale; studiare forme di flessibilità del Patto di stabilità, che non alterino i saldi finali. Al termine di questo percorso, Anci farà le valutazioni sui risultati raggiunti. Resta sullo sfondo la decisione dei Comuni italiani di privilegiare il soddisfacimento dei bisogni primari di cittadini e imprese piuttosto che il rispetto di regole ingiuste del Patto di stabilità. Preoccupazione è infine emersa per il numero degli Enti strutturalmente deficitari e dissestati, che risulta in crescita, segnale evidente dello stato di sofferenza della finanza locale.