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Da Reggio un patto nazionale per la lotta all'evasione

Ultimo Aggiornamento: 02/28/2012

“Il ruolo dei Comuni nella lotta all’evasione fiscale è decisivo. I comuni sono il luogo dove si rifonda la cittadinanza, dove le persone comprendono il senso del sacrificio per la comunità. Sono il luogo dove la gente può capire fino in fondo che pagare le tasse onestamente significa dare la possibilità di costruire scuole, ospedali, infrastrutture e servizi, cioè le opere di pubblica utilità”. Così il sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci Graziano Delrio, al convegno nazionale La partecipazione dei Comuni all’accertamento dei tributi statali.

Il convegno è stato promosso il 27 febbraio 2012, da Anci, Ifel-Fondazione Anci e Comune di Reggio a Reggio Emilia, nella storica Sala del Tricolore.
“Perciò – ha proseguito Delrio - i comuni sono il luogo dove si può avere questa rivoluzione, che è una rivoluzione etica per l’Italia, una rivoluzione di cui l’Italia ha bisogno, e che appunto può partire, come accaduto in altre occasioni storiche, proprio dai Comuni. Chi evade le tasse come ha detto bene il presidente del Consiglio Mario Monti, mette le mani in tasca agli altri italiani. Le nostre tasche, le tasche cioè di chi paga le tasse, sono più vuote a causa di chi evade le tasse. E quindi, per poter avere più potere d’acquisto, più servizi, più possibilità di lavoro, serve che ciascuno faccia la propria parte, ripartendo da un’etica pubblica differente rispetto a quella che abbiamo vissuto in questi anni”.
Al convegno ha partecipato il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, che ha sottolineato fra l’altro: “Siamo contro l’evasione, non certo contro la ricchezza. Stiamo riportando a normalità questo paese. L’evasione fiscale era una piaga grossa. Credo che gli italiani si stiano rendendo conto che se non ci sono le imposte o non le si paga, si hanno meno servizi. E questo è estremamente deleterio per tutti. La collaborazione dei Comuni è importantissima, è un elemento determinate. La conoscenza del territorio dei Comuni è molto approfondita, perciò la collaborazione e il coordinamento fra istituzioni ha quell’effetto di deterrenza che è importantissimo nel contrasto all’evasione”.
E tra gli altri relatori, il sindaco di Imola e presidente regionale Anci Emilia-Romagna, Daniele Manca; il direttore generale alle Risorse finanziare della Regione Emilia-Romagna, Onelio Pignatti; il direttore dell’Agenzia delle entrate dell’Emilia-Romagna, Antonio Gentile; il generale di brigata comandante della Guardia di finanza di Bologna, Giancarlo B. Pezzuto e il segretario generale Anci, Angelo Rughetti.

Lavoro, imprese e patto di stabilità
“Attraversiamo un momento di grave crisi recessiva, con perdita di posti di lavoro – ha detto Delrio - Molte imprese non hanno possibilità di accesso al credito ed è assurdo, in questa condizione, che i Comuni non possano pagare le imprese che stanno lavorando per loro, causa i vincoli del Patto di stabilità. E’ assurdo perché per questo rischiano di fallire tante piccole imprese, è assurdo perché non creiamo potere d’acquisto nelle famiglie, è assurdo perché determiniano la perdita di posti di lavoro, che sono fondamentali”.
“Perciò – ha ribadito Delrio - a fronte di due scelte: se rispettare le regole di un Patto di stabilità finanziaria, che fra l’altro solo i Comuni italiani hanno, mentre ad esempio i Comuni tedeschi e francesi non hanno con questi limiti, di fronte alla scelta se rispettare questo Patto o dare lavoro e respiro alle nostre imprese, pagandole, io proporrò mercoledì 29 febbraio 2012 al Consiglio nazionale dell’Anci che i sindaci facciano questa seconda scelta: onorare i pagamenti alle imprese”.
“I Comuni sono disponibili ad aiutare il governo centrale, come sempre, ad uscire da questa crisi, stimolando investimenti, occupazione nelle comunità locali, che sono attivatori di oltre il 60 per cento degli investimenti di questo Paese. La ripresa non si fa con il ponte sullo Stretto di Messina, si fa invece costruendo scuole, infrastrutture, centri per gli anziani nelle comunità locali”.

Imu e imprese
“Dirò presto alle associazioni di imprese, che incontrerò come sindaco – ha aggiunto Delrio – che se riusciremo a ottenere i risultati che ci prefiggiamo ad esempio nella lotta all’evasione, potremmo prevedere di abbassare nella seconda parte dell’anno le aliquote Imu. Credo che, per chi le paga, collegare l’abbassamento delle tasse alla lotta all’evasione, sia un ottimo metodo e non vada abbandonato”.

Il fondo salva tasse
“Per la creazione del Fondo salva tasse, è importantissima la lotta all’evasione, azione che di per sé può dare una svolta all’economia e al Paese. La possibilità di creare un Fondo salva tasse esiste, si può valutare; sul punto però il presidente Monti, e la stessa Anci, sono stati giustamente prudenti”.

Imu, chiesa e scuole paritarie
“Se da una parte l’Imu, che la Chiesa verserà sugli immobili per attività commerciale, è giusta, d’altra parte non la si può prevedere per immobili dedicati ad attività di servizio pubblico, non lucrativo, come ad esempio per le attività educative e assistenziali”, ha sottolineato Delrio.
“Il dovuto va corrisposto, e l’anagrafe degli edifici, per ragioni di correttezza ed equità, va fatta, come l’Anci richiede da tempo – ha sottolineato Delrio - E’ giusto, allo stesso modo, chiedere l’esenzione per quelle attività che svolgono una funzione pubblica, riconosciuta come tale. Le scuole paritarie convenzionate svolgono, per legge statale, una funzione pubblica. Non c’è nessuno scopo di lucro. Le rette versate per l’iscrizione a quelle scuole servono, esattamente come per le scuole comunali, a compensare i costi dei servizi”.
“Sarebbe quindi sbagliato riservare alle scuole paritarie convenzionate un trattamento diverso rispetto a quello delle scuole comunali, perché tutte svolgono una funzione pubblica. Mi auguro quindi che il governo precisi, nel suo provvedimento, questa esclusione. Tutte le comunità hanno bisogno del grande aiuto che la Chiesa offre in vari campi, un aiuto che ha valenza pubblica”.

Comuni e Agenzia delle Entrate contro l'evasione
“La collaborazione fra Comuni e Agenzia delle entrate – ha detto Delrio - rappresenta un elemento di controllo del territorio assolutamente rilevante. Lo dimostra l’esperienza dell’Emilia-Romagna dove una collaborazione molto stretta tra uffici comunali e uffici regionali e provinciali dell’Agenzia delle entrate è stata produttiva e ha permesso di intercettare numerosi fenomeni di evasione. E il convegno di oggi, nel quale Anci e Agenzia delle entrate sottoscrivono un nuovo accordo di collaborazione, è un momento importante per fare il punto sulla strada percorsa fino ad ora e su quella che ci aspetta”.
“Un nuovo patto per un altro dei Progetti-Paese promossi dall’Anci nazionale, cioè dal sistema dei comuni italiani. La scorsa settimana abbiamo ragionato a Torino di un’alleanza per portare l’innovazione tecnologica nelle città, con grandi aziende nazionali e ministero della Ricerca. Oggi lavoriamo a Reggio con l’Agenzia delle entrate e con la Guardia di finanza e altri Corpi ed organismi dello Stato, sul tema dell’evasione, per cambiare il Paese partendo dal basso, con queste alleanze locali. Vogliamo offrire, attraverso Anci e Ifel, strutture e strumenti rivolti in particolare ai piccoli Comuni, perché tutti possano essere messi nelle condizioni di collaborare a questa lotta all’evasione fiscale. Vogliamo continuare a offrire opportunità di formazione a sindaci, dirigenti e tecnici comunali in questo ambito; vogliamo rafforzare questa collaborazione, mettendo a disposizione le banche dati dei vari enti e organismi, allargano il discorso anche all’Inps. Crediamo infatti che pagare le tasse sia un dovere di tutti, per poter dare a tutti l’opportunità di usufruire di servizi pubblici e della qualità di vita nelle città. Siamo convinti che questa lotta possa partire dalle comunità locali in primo luogo, comunità in cui i cittadini accedono più direttamente ai servizi”.
“Un Comune può utilizzare le risorse recuperate per finalità sociali, cioè per investire e questo è un elemento molto importante. Chiaro però che bisogna togliere il vincolo del Patto di stabilità a queste risorse, altrimenti rischiamo di incassare denaro che poi non riusciremmo a spendere”.

Le tipologie di evasione rintracciate e il caso emiliano-romagnolo
Sino ad ora sono state individuate diverse tipologie di evasione, attraverso le banche dati dei Comuni: dall’elusione che, ad esempio, alcuni mettono in campo fingendo di essere associazioni onlus, mentre in realtà fanno attività commerciale, alla mancata dichiarazione di porzioni di immobili o al mancato pagamento di oneri in interventi edilizi.
“I controlli su questi settori – ha spiegato Delrio - ha portato, nell’esperienza emiliano-romagnola, che vede un’alleanza vera e proficua tra Agenzie delle entrate e quasi tutti i Comuni della regione, l’Emilia-Romagna fra le regioni più capaci di intercettare e attuare una lotta efficace all’evasione fiscale. Infatti, l’85 per cento del gettito recuperato viene dall’Emilia-Romagna”.
“I Comuni hanno in questo momento a disposizione lo strumento della segnalazione, alla Guardia di finanza e all’Agenzia delle entrate, di incongruenze e discrepanze ad esempio su proprietà immobiliari, residenze all’estero, sul fatto che una persona possieda un’auto di grossa cilindrata e poi chieda un’agevolazione Isee e quindi un accesso agevolato ai servizi… ”.

Un cambiamento di mentalità
“I blitz fanno parte della normale attività nostra e della Guardia di Finanza – ha evidenziato i direttore Befera - Ne sono stati fatti in passato, ne sono stati fatti di recente, e ce ne saranno in futuro”. La “risonanza mediatica che ne è seguita non è dipesa da noi, ma forse proprio da questo inizio di cambiamento di cultura che stiamo cercando di fare emergere”.
Befera ha ribadito la necessità di recuperare risorse “che a volte ora sono mal impiegate” e ha lodato l’Emilia-Romagna, come regione tra le più virtuose sul fronte della lotta agli evasori. “Da qualche mese a questa parte notiamo un cambio di mentalità: quelle che sono le normali operazioni della Guardia di finanza e di controllo del territorio hanno avuto una risonanza e un apprezzamento che in passato a volte non c’era stato. C’è la necessità di recuperare risorse che ora sono mal impiegate e credo che la popolazione italiana se ne sia accorta e approvi e spinga per questo”. Le tasse, ha ricordato Befera, “hanno infatti un unico scopo: quello di dare i servizi pubblici che hanno un costo, e fornire una redistribuzione. Gli italiani iniziano a capire che la minore tassazione può essere fatta da un lato con minore spesa e dall'altra aumentando le entrate”.

L'accordo
“Oggi Anci e Agenzia delle entrate firmano un accordo – ha spiegato Delrio - perché vogliamo che la lotta all’evasione fiscale sia un elemento di civiltà a livello nazionale, vogliamo aiutare tutti i Comuni che vogliono attuare questa battaglia a farlo con gli strumenti più idonei. Vogliamo che tutti comprendano che le tasse che si pagano servono ai servizi pubblici, a costruire scuole, ospedali, servono a rendere vivibili le città. Chi non paga le tasse toglie un pezzo di futuro alle nuove generazioni. L’intesa quindi è volta a rafforzare la collaborazione di Anci e Ifel con l’Agenzia delle entrate. Mette in piedi un sistema di supporto, in particolare rivolto ai piccoli Comuni, che fanno più fatica ad avere tutte le informazioni e gli strumenti necessari. Attraverso collaborazioni tra i diversi organismi, coinvolgiamo e incrociamo le diverse banche dati”.
“In Anci si costituiscono perciò strutture intermedie, che aiutano i piccoli Comuni a lavorare meglio con l’Agenzia delle entrate. Abbiamo ora grandi città che sono ben avviate nella lotta all’evasione fiscale. E’ però una lotta che va fatta a tutti i livelli, anche dei piccoli Comuni, che non hanno le strutture tecniche in grado di operare. Quindi l’Anci darà un supporto concreto, in particolare a questi Comuni, che vogliono collaborare con l’Agenzia delle entrate aiutando a fare segnalazioni e individuare i casi più anomali. Sono previste strutture informatiche, banche dati incrociate, formazione ai dirigenti, educazione nelle scuole, campagne di sensibilizzazione e promozione, informazioni sempre più a disposizione di tutti”.
“Attraverso innovazione tecnologica, fiscalità nuova in cui tutti pagano il giusto, ripensamento del welfare e delle politiche per il Mezzogiorno – ha concluso Delrio - rinasce la competitività del Paese. E di questa competitività abbiamo bisogno per creare lavoro e comunità più sicure per i nostri giovani”.

Sette azioni
Il segretario generale dell’Anci, Angelo Rughetti, ha illustrato in dettaglio le sette azioni dell’accordo interistituzionale anti-evasione.
La prima azione proposta dall’Anci è quindi quella di “identificare un nuovo processo amministrativo e informatico per standardizzare le operazioni di segnalazione, favorendo anche i Comuni che hanno meno risorse”.
In ogni Comune, poi, l’Anci vorrebbe si realizzasse “un ampio database, contenente tutti i dati necessari per un controllo efficace: i Comuni, infatti, hanno già a disposizione importanti banche dati che compongono l’anagrafe tributario locale: il catasto, le imposte, il consumo dei rifiuti”.
In terzo luogo, spiega Rughetti, “proponiamo la realizzazione di un piano di formazione nazionale per i dipendenti comunali responsabili degli uffici Tributi: l’attività di formazione, in questo senso, è già stata inaugurata dall’Ifel. L’obiettivo è quello di diffondere le buone pratiche e i modelli già standardizzati che hanno fatto registrare i migliori risultati”.
L’Anci propone poi “un piano di assistenza tecnica per i Comuni sotto i 40 mila abitanti, che abbia il compito di creare una struttura tecnica intermedia altamente specializzata, alla quale verrà affidato il compito di controllo e segnalazione di eventuali casi di evasione. Tale struttura – spiega Rughetti – avrebbe il compito di disinnescare il rischio di un contatto troppo diretto, tipico delle piccole comunità, tra il soggetto accertatore e i contribuenti”. Questa struttura “è tra l’altro già pronta – spiega il segretario generale – ed è stata sperimentata in tre Comuni. Le risorse per realizzarla, inoltre, sono già presenti a bilancio dello Stato”.
Quinta azione: “Organizzare pattuglie miste tra Guardia di finanza e polizia locale per l’accertamento”.
Sesta azione: “Una campagna di comunicazione, con slogan per radio e tv, che l’Anci sta già lanciando a livello nazionale e che i Comuni potranno utilizzare senza ulteriori spese”.
Infine il Progetto Paese dell’Anci contro l’evasione prevede “un piano di educazione civica nelle scuole medie e superiori, per spiegare il funzionamento dello Stato e rafforzare la consapevolezza presso le giovani generazioni dell’importanza del pagamento delle tasse per una maggiore efficienza dei servizi pubblici”.
L’azione, però, per essere efficace, “deve comprendere anche altri accorgimenti: le risorse recuperate – ha spiegato Rughetti – devono essere esentate dai vincoli di finanza pubblica, in modo da poter essere effettivamente utilizzate per il miglioramento dei servizi. In questo senso la devoluzione del 100% di queste somme ai Comuni – prosegue il segretario generale – dovrebbe essere messa a regime, in modo da dare ai Comuni stessi la possibilità di programmare interventi su base pluriennale”. Un accenno, infine, al sistema di riscossione dei tributi locali, a fronte del mancato coinvolgimento di Equitalia a partire da quest’anno: “E’ importante – ha concluso Rughetti - rivedere sia il sistema normativo che quello degli attori coinvolti, perché i Comuni devono poter contare sull’esistenza di un’unica ed efficiente cabina di regia”.