Reggio Emilia ha festeggiato il 70° della Repubblica

Data di pubblicazione: 03/06/2016

“Dobbiamo prima di tutto a voi la nostra Repubblica: alla vostra passione civile, al coraggio che vi animò e vi permise di diventare partigiani o affrontare l'internamento, alla vostra intransigenza per la libertà e all'idea di sacrificio, di mettere in conto il sacrificio della vostra vita per il riscatto del nostro paese, per la dignità e i diritti di tutti. Intransigenza e sacrificio sono idee forti, che oggi, nella cultura ricorrente del lamento, non sono per nulla scontate, eppure sono alla base dello snodo storico che oggi celebriamo insieme, la nascita della nostra Repubblica. Le nostre istituzioni democratiche sono nate e hanno imparato a camminare sulle vostre gambe. Non abbiamo nulla da insegnarvi, abbiamo tanto di cui esservi grati, raccogliendo il vostro testimone”.

Con queste parole il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi si è rivolto, il 2 giugno in un teatro Ariosto gremito, ai 141 decorati reggiani – 130 partigiani con Medaglia della Liberazione e 11 (di cui nove alla memoria) internati militari con Medaglia d'Onore – nel corso della celebrazione del 70° anniversario della Repubblica.

Le onorificenze, conferite dalla Prefettura, sono state consegnate dal prefetto Raffaele Ruberto, che ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 2 Giugno, dallo stesso sindaco Luca Vecchi e dal presidente della Provincia Giammaria Manghi, dopo la cerimonia dell'Alzabandiera (il Tricolore è stato portato da Matilde Ambrosetti ed Eugenio Caramel che oggi compiono 18 anni e conseguono quindi il diritto di voto) e gli Onori militari in piazza Prampolini, alla presenza delle altre autorità civili e militari e del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca.

Fra i presenti, i deputati Antonella Incerti, Maria Edera Spadoni, Paolo Gandolfi, Maino Marchi; il presidente dell'Anpi Ermete Fiaccadori e il neo-cavaliere del Lavoro, Fulvio Montipò.

“Il 2 Giugno – ha detto il sindaco Vecchi – è lo snodo centrale di un percorso che veniva da lontano, alimentato dalla spinta antifascista che era nata, maturata e si era diffusa nel paese durante la dittatura ed era scaturita nella Resistenza, nella esplicita lotta di Liberazione che ha coinvolto direttamente centinaia di migliaia di persone in modi diversi e con un unico scopo: liberare l'Italia, ridare dignità al suo popolo, affermare diritti uguali per tutti attraverso istituzioni democratiche. Poi la tanto attesa Liberazione, quindi il referendum in favore della Repubblica e la Costituente con l'approdo al suffragio universale, per giungere alla nostra Costituzione. E quando parliamo di suffragio universale, ci riferiamo al riconoscimento in Italia, con notevole ritardo rispetto ad altri paesi, del voto alle donne. La Repubblica muoveva i primi passi con l'estensione di un diritto, conquistato con dure battaglie, da quelle donne che oggi con riconoscenza chiamiamo Madri della nostra Repubblica.

“Questi passaggi, che convergono idealmente e realmente nella giornata del 2 Giugno, hanno i volti dei cittadini, i volti della Repubblica. E sono lì a testimoniare che i diritti non sono regalati o riconosciuti, ma vengono conseguiti, ottenuti, per essi bisogna lottare, 70 anni fa come oggi.

“Il 2 Giugno di oggi – ha proseguito il sindaco – ci interroga sul senso e sul significato delle istituzioni pubbliche che hanno le loro radici nel voto popolare di 70 anni fa. Il tema è delicato, perché le istituzioni sono un oggetto delicato. Per questo, costantemente dobbiamo interrogarci sull'effettiva vicinanza delle istituzioni ai cittadini, sulla loro trasparenza, sulla loro autorevolezza e integrità, sapendo che la loro ragion d'essere, la loro qualità è generata e alimentata dalla comunità, dai cittadini.

“E' dunque centrale il tema della cittadinanza, che ha due volti inscindibili come quelli di una medaglia: i diritti e i doveri di ciascuno. Se in democrazia i diritti sono imprescindibili, perché non prescinde dalla dignità della persona, è altrettanto ineludibile i tema dei doveri per rendere compiuti la cittadinanza e la funzione propria delle istituzioni democratiche.

“Non parliamo di dogmi – ha sottolineato il sindaco – Quando parliamo di democrazia, non parliamo di una realtà cristallizzata, intangibile, definita per sempre. Con le parole di Marc Augé, diciamo che 'l'idea stessa di democrazia è sempre incompiuta, sempre da conquistare'.

“Una guida dei Viaggi della Memoria a cui ho partecipato lo scorso anno, visitando Auschwitz, diceva che lo sterminio è un fatto umano e non è scontato che non possa riaccadere. Da quel 2 Giugno 1946, stiamo vivendo 70 anni di pace, ma anche questo bene così prezioso non è scontato. La nostra cittadinanza, divenuta nei decenni una consapevole cittadinanza europea, non è scontata, non si perpetua immutabile nel tempo. Le difficoltà sono sotto i nostri occhi. E non possiamo permettere che l'idea di Europa, aperta, plurale e democratica, nata a Ventotene si infranga sull'isola di Lesbo con il dramma dei migranti.

Il vostro coraggio, la vostra passione civile devono essere il nostro coraggio e la nostra passione civile, nel tempo presente, in Italia e in Europa. Perché la democrazia è il sistema delle possibilità sempre aperte. Non è irreversibile. Non basandosi su certezze definite, essa dev'essere sempre disposta a correggersi, in vista del bene sociale. Perché l'idea di democrazia, per essere tenuta in vita, ha a che vedere con l'affermazione continua dei diritti. La sfida oggi è che la democrazia continui ad essere generatrice di opportunità, allargando il campo dei diritti, di fronte alle sfide che la contemporaneità ci pone. Non serve conservare, serve il coraggio di cambiare ove necessario. La ricostruzione morale, prima ancora che economica e sociale, del nostro paese, che vi ha visti protagonisti 70 anni fa, ora ci chiama in causa con altrettanta passione.

“Un partigiano, Germano Nicolini, racconta che 'noi nella Resistenza immaginavamo e progettavamo una società migliore'. Noi oggi – ha concluso il sindaco Vecchi – continuiamo ad andare avanti, sulla vostra che è la nostra strada, per una società migliore”.