13 dicembre: Smart Benchmarking

Data di pubblicazione: 12/12/2017

Reggio Emilia domani si guarda allo specchio, per avere conferma del suo profilo Smart delineato negli ultimi anni e per provare a immaginare, concretamente, come potrà cambiare, cioè migliorare, confrontandosi con gli obiettivi di Sostenibilità e Innovazione di Onu 2030. Lo “specchio” è Smart Benchmarking. Reggio Emilia e il panorama dell'innovazione italiana, studio di FPA realizzato in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, presentato dalle ore 17.30 alla sala del Capitano del popolo (hotel Posta) e rivolto a tutti gli interessati (ingresso libero), in particolare agli attori e portatori d'interesse che da anni assieme al Comune sono player della città nel campo dell'Innovazione e della Sostenibilità. Il workshop sarà aperto in particolare a politici, amministratori, imprese, università e associazioni di categoria e si propone di fornire loro strumenti utili per lo sviluppo innovativo e sostenibile del territorio.

Perchè incontrarsi?

L'evento di domani – interventi di Luca Vecchi sindaco di Reggio Emilia, Gianni Dominici direttore generale di FPA, Valeria Montanari assessora Agenda digitale, Partecipazione e Cura dei quartieri ed Annalisa Gramigna ricercatrice di FPA e autrice dello studio assieme ad altri componenti di un gruppo di lavoro - vuole essere dunque un confronto tra l’Amministrazione comunale e i principali esponenti della vita socio-economica della città per valutare l’impatto delle politiche pubbliche sul territorio, in modo da indirizzare meglio l’azione politica e la definizione di opportune strategie e piani di intervento, per una Reggio Emilia che nel 2030 sia, come si usa dire, “Smart and Sustainable City” a tutti gli effetti.

Una partenza a 'buon punto'

Il punto di riferimento sarà l'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell'Onu, rispetto alla quale Reggio Emilia ha già raggiunto risultati e obiettivi significativi: trainata dai progressi compiuti nel Digitale, Reggio Emilia ha raggiunto infatti l'11° posto nella classifica nazionale (106 città capoluogo) del Rapporto annuale ICity Rate 2017 realizzato dallo stesso FPA per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso verso città più smart, più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili e più vicine ai target globali di sviluppo sostenibile.

Ecosistema innovazione

La ricerca rileva che a Reggio Emilia il disegno strategico verso gli obiettivi Onu 2030, per un 'Ecosistema dell'innovazione e della sostenibilità', e la relativa governance sono presenti, oltre che nel programma di mandato amministrativo, nel confronto e nella progettazione, sono consolidati e condivisi dagli attori istituzionali.
Anche in tema di innovazione e sostenibilità, si legge nel rapporto, “Reggio Emilia scommette sulla ricucitura delle relazioni, una delle principali infrastrutture su cui la città può contare, da sempre. Appare proprio questo l’elemento distintivo del modello che Reggio ha scelto per innovare gli schemi dello sviluppo urbano, valorizzando quindi una delle competenze distintive del territorio attraverso forme nuove e necessarie alla sfide del presente. La città di fronte alla crisi dei tradizionali modelli di crescita reagisce con grande concretezza. Tutti i portatori di interesse ascoltati nel percorso di Smart Benchmarking hanno focalizzato le sfide della città in alcuni chiari elementi: la mancanza di competenze di alto livello, l’esigenza di puntare sull’innovazione e sullo sviluppo tecnologico, la necessità di nuove azioni per la formazione, la necessità di rispondere in modo nuovo a bisogni che cambiano a causa dell’invecchiamento della popolazione, di un mercato sempre più internazionale che diventano la causa dell’inefficacia di soluzioni tradizionali sulle quali non si potrà più contare”. A queste il territorio – fatto di molteplici attori forti – ha reagito lavorando concretamente sulla messa in rete delle energie territoriali, tessendo relazioni e investendo su fattori abilitanti come il Protocollo Reggio Smart City”.

Anticipazioni

Rispetto agli indicatori dell'agenda europea 2030, Reggio Emilia si posiziona in maniera interessante su alcuni punti, che domani saranno alla base del confronto con la città. Si anticipano alcuni contenuti.

Crescita economica, occupazione, cultura e turismo

Reggio Emilia fa registrare indicatori superiori alla media nazionale soprattutto per quanto riguarda la produttività, il reddito disponibile, l'indice di imprenditorialità, ovvero le imprese attive ogni 100 abitanti, la disponibilità di accesso al credito, soprattutto per quanto riguarda le imprese, la presenza di imprese con oltre 250 addetti, il valore delle esportazioni e la presenza di start up innovative. Gli altri indicatori relativi alla crescita economica sono inferiori alla media nazionale, ma non in modo significativo. Il margine di miglioramento è quindi del tutto percorribile.
Gli indicatori relativi all'occupazione sono buoni, sia per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro sia come tasso di occupazione, disoccupazione e lavoro nero. I margini di miglioramento riguardano invece gli indicatori relativi alla fluidità del mercato del lavoro e agli equilibri di genere.
Va rilevata una percentuale inferiore alla media italiana di occupati con titolo di studio alto come la laurea. Si conferma che questo è un punto di particolare attenzione per la città e le sue politiche di sviluppo nel prossimo futuro.

Povertà e Servizi alla persona

Rispetto al tema povertà Reggio Emilia si colloca tredicesima nella classifica ICity Rate 2017, un’ottima posizione che dimostra la presenza di un tessuto sociale ed economico che, insieme all’efficacia dei servizi alla persona, ha consentito di far fronte alle conseguenze che sono emerse in seguito al lungo periodo di crisi economica e alle difficoltà potenziali di fasce di popolazione a rischio povertà.
Reggio Emilia si trova sotto la media nazionale per quanto riguarda la sofferenza economica così come per la popolazione a rischio povertà. Si trova anche sotto la media nazionale per quanto riguarda il disagio abitativo e gli sfratti. Evidenziando l'azione delle istituzioni per tutelare il diritto alla casa, serve ricordare che il Comune sta lavorando per aumentare l’offerta degli alloggi Ers (Edilizia residenziale sociale) e incrementare gli assegnatari Erp (Edilizia residenziale pubblica), oltre che sulle tematiche dell'housing sociale.
Per quanto riguarda i servizi alla persona, considerando soprattutto cura dell’infanzia e assistenza agli anziani, Reggio Emilia ha indicatori superiori alla media. In particolare
vale la pena integrare questa riflessione con i dati comunali che ci indicano una scolarizzazione al nido dell’infanzia del 43% dei bambini con una capacità di accoglimento delle domande fatte entro i termini di ben il 92%. Si tratta di un'eccellenza specifica della città di Reggio Emilia che dei servizi all'infanzia e del Reggio Approach ha fatto un modello educativo famoso in tutto il mondo.

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili e garantire modelli sostenibili di produzione e consumo

Reggio Emilia è una città che ha fatto molto per la mobilità sostenibile, investendo in maniera significativa in tutte le leve di policy che agiscono in questa direzione. Gli indicatori riconoscono questi sforzi, soprattutto per quanto riguarda le zone 30, le azioni di facilitazione dell'interscambio, la ciclabilità e l'adeguamento ecologico delle vetture. L'uso della bici rappresenta quasi un primato, con 97,5 Km di piste ciclabili per 100 kmq di superficie contro la media nazionale che è di 32,9. Reggio Emilia è ancora distante dall’obiettivo dell’Agenda 2030 per quanto riguarda il dimezzamento delle auto alimentate con carburanti tradizionali. Mentre non è distante dal target per quanto riguarda il dimezzamento del numero di vittime nel trasporto su strada.
Anche sui rifiuti gli indicatori certificano i risultati della città a livello locale. Reggio Emilia infatti non è distante dal target neanche per quanto riguarda la riduzione pro capite dei rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata che comunque si trova ampiamente sopra la media nazionale. Buono anche l’indicatore che valuta la presenza di iniziative per la promozione, il controllo e l’incentivazione alla riduzione del conferimento.

Verde urbano, suolo e territorio

Le politiche di tutela del territorio come infrastruttura per la qualità della vita passano dalla salvaguardia del verde e dalla riduzione del consumo di suolo. Ottimo l’indicatore di Reggio relativo al consumo di suolo che vede una riduzione di 5 mq contro una media nazionale di 1,7. Anche sul verde urbano la disponibilità di verde pubblico è un indicatore già in linea con gli obiettivi da raggiungere: la disponibilità di verde pubblico e gli strumenti di pianificazione e regolamentazione vedono Reggio Emilia ben posizionata in riferimento ai dati relativi alla media delle città italiane.

Acqua

Per quanto riguarda gli indicatori relativi all'acqua, Reggio Emilia presenta una buona situazione avendo indicatori migliori della media nazionale per quanto riguarda dispersione, reflui e depurazione delle acque. Sull’acqua si prevede di intervenire riducendo il consumo idrico pro capite da acquedotto per uso domestico da 134,5 l/g/ab a circa 129,1 l/g/ab nel 2020. Inoltre si prevede di ridurre ulteriormente le perdite della rete da 10,8% a meno di 10% nel 2020.

Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

La posizione di Reggio Emilia rispetto all’Agenda 2030 è molto buona con riferimento sia agli indicatori legati alla ricerca e innovazione sia alla trasformazione digitale. Nel primo caso tutti gli indicatori considerati, anche a livello regionale, sono superiori alla media nazionale; nel secondo soprattutto per quanto riguarda la banda larga 100 MBPS, la crescita digitale, l’uso degli open data, dei servizi on line delle amministrazioni pubbliche e la diffusione del wi-fi gratuito.