A Reggio, scuola aperta a comunità e territorio

Data di pubblicazione: 07/09/2015

L'anno scolastico 2015-2016 inizia a Reggio Emilia con il sostegno di progetti e azioni promossi dall'Amministrazione comunale sul piano educativo e sociale.

Sono progetti e azioni che identificano Reggio Emilia come Città educante: una città in cui l'educare, oltre che missione scolastica formativa, è compito diffuso della Comunità – intesa, secondo le parole di Howard Gardner, come “Comunità etica” - che pone l'educazione come valore primario, condiviso e strategico.

Hanno detto – In occasione dell'imminente avvio del nuovo anno scolastico, l'assessore a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni, insieme con la dirigente del Servizio Officina Educativa Annamaria Fabbi, ha fatto il punto con la stampa sulle azioni realizzate negli ultimi mesi e sui progetti che verranno sviluppati nei prossimi. In tal mondo sono stati anche anticipati alcuni dei temi che verranno affrontati il 9 settembre al Centro internazionale Malaguzzi nell'incontro 'Scuola, territorio, comunità. L'alleanza delle istituzioni per le politiche educative della città' a cui interverranno il sindaco Luca Vecchi, la stessa assessore Curioni, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e la vicepresidente Ilenia Malavasi, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Antimo Ponticello.

“Reggio Emilia, riferendosi prima di tutto alla Costituzione, considera l'educazione un valore primario e investe sull’educazione considerandola un fattore decisivo per il benessere dei singoli e la crescita della società – ha detto l'assessore Curioni alla stampa - I temi e i percorsi dell'impegno educativo del Comune, per le scuole primarie e secondarie, hanno coinvolto nel 2014-2015 migliaia di scolari e studenti, oltre a centinaia di giovani in condizioni di disagio. Per l'anno 2015-2016 ci proponiamo di fare altrettanto, sviluppando ulteriormente alcuni campi di progettazione ed azione. Fra questi, la creatività giovanile, il protagonismo civico e partecipativo dei ragazzi, l'estensione del diritto allo studio come opportunità di accesso a tutti alla formazione scolastica e gli esiti del 'successo formativo', cioè il preoccuparsi che, una volta garantito il diritto allo studio, si conseguano risultati scolastici validi e si limiti la dispersione”.
“Nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica e acquisendo le indicazioni della recente Riforma nazionale della scuola sull'estensione dell'offerta formativa – ha aggiunto l'assessore Curioni – ci proponiamo come Comune di contribuire ad accrescere la progettualità e la pianificazione condivise, oltre che l'attrattività dell'apprendimento. Crediamo che lo scambio tra scuola, istituzioni, comunità e territorio possa essere virtuoso e possa tradursi in una risposta positiva anche al disagio giovanile, ai bisogni sociali e familiari che con insistenza si presentano alla nostra attenzione”.
L'assessore Curioni ha poi illustrato i diversi campi di azione di Officina Educativa e i risultati sinora ottenuti (vedere più in basso), aggiungendo che l'offerta di tempo pieno viene introdotta anche nella scuola di San Prospero Strinati.

Scuola, Comunità e Territorio Insieme - Il campo di azione è stato ampio e lo sarà ancora di più nell'anno scolastico 2015-2016. Alcuni esempi: l'attuazione del Patto per la Città educante con il radicamento e il consolidamento di progetti quali gli atelier e i laboratori multidisciplinari di 'Scuole aperte al pomeriggio'; le integrazioni e gli arricchimenti didattici, realizzati da insegnati ed educatori insieme, per le fasce scolastiche più giovani; la prevenzione e il contrasto del bullismo e dell'abbandono scolastico; i progetti di mediazione educativa, di coesione e integrazione rivolti al disagio e alla devianza giovanile; la creatività e la street art; il nuovo Percorso partecipativo e di innovazione sociale Giovani, Città, Futuro su educazione alla Legalità e al Benessere; le azioni in favore di bambini e ragazzi disabili e quelle di alfabetizzazione primaria; il superamento del digital divide.Determinante la collaborazione con le agenzie educative del territorio e con le istituzioni scolastiche, con l'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, l'Asl, la Fondazione per lo Sport e i Cantieri sportivi, le cooperative sociali e naturalmente le famiglie.Vivere in una scuola decorosa e di qualità favorisce l'apprendimento e le relazioni, perciò rilevante è stato anche l'impegno dell'Amministrazione comunale nel migliorare la qualità edilizia e la dotazione di arredi delle scuole di Reggio Emilia.

Cos'è Officina Educativa - Officina Educativa è il Servizio del Comune di Reggio Emilia che promuove, sostiene e realizza progetti e servizi rivolti a bambini, a ragazzi e a giovani in dialogo e in connessione con le scuole, le agenzie educative del territorio e la comunità. Officina Educativa favorisce un sistema cittadino di educazione diffusa che si declina attraverso la promozione del diritto al benessere, all’apprendimento ed alla partecipazione.

La legislazione degli ultimi anni in campo sociale ed educativo, inoltre, affida ai Comuni un ruolo di governance e coordinamento: i Comuni in aggiunta al loro storico ruolo di erogatori di servizi e azioni educative assumono il compito di rilevare, valorizzare, mettere in rete progetti ed azioni di realtà pubbliche e private che nei territori di riferimento operino con intenzionalità educativa.
Su questa linea, nel 2012, il Comune di Reggio Emilia ha avviato il percorso del Patto per una città educante, con l’obiettivo di definire orientamenti e obiettivi condivisi per la fascia 6–29 anni e di farne discendere anno per anno – attraverso il confronto e la partecipazione sul territorio - la definizione di accordi e azioni prioritarie. In questa cornice si sono inseriti l’Accordo di programma tra l’Amministrazione comunale e gli Istituti comprensivi cittadini ed il Percorso partecipato Giovani Città Futuro, ma anche altre collaborazioni tra Comune, scuole e territorio si sviluppano in questo senso.

Il Lavoro di Officina Educativa - In una cornice di servizio unitaria, Officina Educativa organizza la propria operatività in due gruppi di lavoro:
il primo gruppo di lavoro, orientato alla fascia d'età dai 6 ai 14 anni, progetta e gestisce, in alleanza con le scuole primarie e secondarie di primo grado, progetti e servizi che, al mattino e al pomeriggio, propongono a bambini, ragazzi e loro famiglie, momenti di studio, ricerca, potenziamento delle competenze individuali e di gruppo, oltre a possibilità di sperimentare modalità innovative di apprendimento. Questo gruppo di lavoro si occupa anche di tutti i servizi di competenza comunale legati alla frequenza scolastica (trasporti, ristorazione scolastica, pre-scuola, integrazione di oltre 200 studenti disabili; percorsi di prima alfabetizzazione per 59 ragazzi di scuola secondaria di primo grado).

Il gruppo di lavoro sui 6-14 anni opera con un forte radicamento territoriale, organizzando la propria azione in cinque équipe educative, ciascuna con un ambito territoriale di riferimento.
Questa scelta organizzativa, che riunisce in un unico gruppo di lavoro educatori appartenenti a progetti diversi, dialoga con il territorio, le associazioni, i volontari che operano nel campo dell'educazione, è un'indicazione chiara ed inequivocabile della promozione e della valorizzazione delle alleanze, dei dialoghi, delle sinergie che il servizio propone non solo come strategia operativa, ma come vera e propria dimensione pedagogica e culturale.

Per la scuola primaria il lavoro consiste in:

  • Spazi educativi interdisciplinari (Sei)

5 servizi in città, 4 dei quali collocati in locali dedicati di scuola primaria. Nell'ultimo anno scolastico sono stati frequentati complessivamente da circa 140 bambini. Sono luogo di incontro, relazione e apprendimento per bambini dai 6 agli 11 anni. Si caratterizzano per una proposta pomeridiana connessa alla progettazione didattica della scuola primaria, della quale questo servizio diventa ampliamento e arricchimento pensato e realizzato da educatori ed insegnanti insieme.

Per la scuola secondaria di primo grado:

  • Gruppi educativi territoriali (Get)

E' un'occasione di incontro e confronto tra ragazzi, famiglie, territorio e scuola. I ragazzi (che frequentano due pomeriggi a settimana) sono impegnati nei compiti, nello studio e in attività creative in gruppi. I laboratori (ai quali possono partecipare anche ragazzi non iscritti al Get) attraversano diversi linguaggi espressivi (grafico-pittorici, corporeo-teatrali, coreutici, musicali e video-fotografici). Nell'ultimo anno scolastico hanno frequentato i sette servizi Get oltre 210 ragazzi.

  • Centro educativo pomeridiano (Cep)

Il Centro si concentra, in forte sinergia con i Servizi sociali, nel garantire un'opportunità relazionale ed educativa pomeridiana a 25 ragazzi dagli 11 ai 14 anni in condizioni di svantaggio e a rischio di marginalità.

Per la scuola primaria e secondaria di primo grado:

  • Progetti al mattino e al pomeriggio nelle scuole

Si tratta di percorsi di durata variabile, su differenti temi del curricolo scolastico condotti in classe da insegnanti ed educatori insieme, nell'intento di offrire ai bambini e ai ragazzi possibilità nuove di apprendimento, la strategia del lavoro in gruppo, l'introduzione di differenti linguaggi che sostengono una personalizzazione degli accessi alla conoscenza.
Insieme agli atelier pomeridiani, che prolungano l'esperienza scolastica con momenti di approfondimento e ricerca tematica, i progetti con la scuola rappresentano il fulcro dell'azione del Comune nelle scuole primarie e secondarie di primo grado con l'intento di offrire agli insegnanti un parternariato progettuale permanente, in orario scolastico ed extrascolastico, per qualificare, nel suo complesso l'offerta didattica ed educativa della scuola.
Nell'anno scolastico 2014-2015 i progetti al mattino hanno riguardato 66 classi, 1.597 bambini e ragazzi e 167 insegnanti.
Le scuole aperte con gli atelier pomeridiani sono state invece complessivamente 46, con il coinvolgimento di 1.421 bambini e ragazzi.

Il secondo gruppo di lavoro, Partecipazione giovanile e benessere, in questi due anni e mezzo ha operato lungo alcune linee di indirizzo: la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità, il successo formativo e l’area delle collaborazioni con le scuole superiori, l’ incentivazione della creatività giovanile, l’integrazione delle differenze e l’inclusione sociale, la promozione di stili di vita sani.
In questo cammino si inserisce anche il percorso partecipato “Giovani, Città e Futuro” iniziato lo scorso 10 aprile.
Si è trattato di un percorso condiviso sulle sfide della partecipazione e dell’innovazione sociale nelle politiche per le giovani generazioni. L’iniziativa – che ha avuto lo scopo di costruire attraverso un percorso di concertazione una rete propositiva e attiva di soggetti interessati in prima persona ad operare con le giovani generazioni - si è sviluppata attraverso tre “laboratori di idee” su Benessere, Creatività e Partecipazione, che per due mesi hanno visto lavorare fianco a fianco i rappresentanti di cooperative sociali, associazioni, Comune e Provincia di Reggio Emilia, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Architetti di quartiere e giovani.

Le aree di lavoro dei prossimi mesi riguarderanno:

Cittadinanza attiva ed educazione alla legalità. Il modello reggiano della Leva e della Carta Giovani (oggi denominati Giovani protagonisti e Youngercard) è stato individuato dalla Regione Emilia-Romagna come prototipo da esportare nelle altre province. La Regione sta infatti realizzando, col contributo del comune di Reggio Emilia, un percorso che porterà alla diffusione regionale del progetto Giovani protagonisti e della Youngercard riservata ai giovani in età compresa tra i 14 e i 29 anni, con l’obiettivo di sviluppare un senso di appartenenza alla comunità regionale, a prescindere dal luogo di residenza, studio o lavoro. Progettualità consolidate come Giovani protagonisti, Youngercard, Consiglio dei ragazzi si affiancano a progetti più recenti come le Palestre di educazione civile, intese come percorsi di educazione alla cittadinanza e alla legalità, rivolte agli studenti delle scuole superiori all’interno delle scuole, ma fuori dall’orario scolastico (il prossimo anno: Bus Pascal, Istituto Galvani-Iodi più una terza scuola per un percorso in collaborazione con l’Asl che ha un focus più centrato sul Benessere), i percorsi di cultura della legalità rivolti alle classi in orario scolastico, in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII e con Libera.

Si sta inoltre lavorando su altri progetti quali: #Troviamoci: un’idea nata in collaborazione con gruppi e associazioni giovanili per attivare risorse e partecipazione giovanile nella progettazione e realizzazione di percorsi, attività, eventi; il rapporto tra amministrazione locale e giovani sui temi che li riguardano da vicino; progettualità inerenti il dialogo intergenerazionale e interculturale per costruire una città più coesa; aprire gli spazi di aggregazione giovanile ai quartieri nei quali sono collocati affinché siano “motori” non solo per i giovani che li frequentano, ma a partire da questi, per gli abitanti del territorio, organizzando laboratori e iniziative.

Alcuni dati 2014-15:

  • 430 ragazzi impegnati come Giovani protagonisti in 99 progetti di volontariato;
  • 3.000 youngercard distribuite a giovani tra i 14 e i 29 anni;
  • 2 Consigli dei Ragazzi presenti in 12 scuole primarie e secondarie con il coinvolgimento di 51 classi nei progetti proposti dai ragazzi;
  • 2 Palestre di educazione civile con adesione volontaria di 90 studenti e l’attivazione di 24 incontri formativi;
  • #Troviamoci: 13 associazioni giovanili contattate per costruire la rete delle associazioni giovanili.

Successo formativo e collaborazioni con gli istituti superiori. L'obiettivo è costruire collaborazioni con istituti, dirigenti, singoli insegnanti, in particolare sul Benessere e Alfabetizzazione digitale.

Quest’anno tutti i corsi di “Nonno Bit” per l’alfabetizzazione digitale rivolta agli anziani si svolgono all’interno degli istituti superiori, nei laboratori d’informatica con una più stretta collaborazione con gli insegnanti, sia nella fase progettuale che in quella operativa.
Per quanto riguarda il successo formativo, il Progetto Polo, che con le risorse a disposizione raggiunge mediamente un centinaio di ragazzi l’anno, si adopera per il reinserimento nei percorsi scolastici o della formazione professionale - e nel mettere in atto azioni volte a limitare l’uscita anticipata da tali percorsi - di quei ragazzi che si sono allontanati dalla scuola.
Per il prossimo anno scolastico, si lavora all’organizzazione di un percorso di formazione con insegnanti ed educatori, con percorsi di affiancamento in classe, per implementare la lettura delle problematiche emergenti nella classe, la gestione inclusiva della classe, la collaborazione con le risorse del territorio, al fine di avere una maggior capacità di contrasto nei confronti di problemi come il bullismo e l’abbandono scolastico e di promozione di benessere a scuola. Azioni sono previste anche sul tema dell’orientamento scolastico.

Incentivazione della creatività giovanile. Fino ad oggi questo ambito ha visto i servizi comunali impegnati: nella proposta di laboratori creativi di base aperti a tutti i giovani e gestiti dai Net spesso insieme agli Spazi di aggregazione giovanile; nella collaborazione con Gaer e Spazio Gerra per la promozione di giovani artisti e imprenditori creativi; nella collaborazione con l’Istituto Chierici per la realizzazione di opere da parte degli studenti come la ristrutturazione della sede del circolo Catomes Tot (il pannello del bancone del bar), il Parco del Cinema (i personaggi della storia del cinema sulla parete all’ingresso del cinema Rosebud); la promozione della crescita di una generazione di writer e street artist attraverso il progetto “Sotto la pelle della città” e il grande murale sulla parete esterna della palestra del liceo Ariosto-Spallanzani, dedicato ai miti dell'antica civiltà classica.
Il lavoro sulla street art nasce dall’interesse e dalle proposte di molti giovani, ma anche dall’obiettivo di qualificare e integrare nella coscienza collettiva un’espressione artistica che spesso si confonde con opere di vandalismo grafico.

Per il futuro, incentivare la collaborazione con lo Spazio Gerra; proporre in alcuni spazi di aggregazione laboratori qualificati su alcuni linguaggi espressivi creativi (fotografia, video, street art, musica) che, attraverso la formazione di base a quella più sofisticata e specializzata, rispondano agli interessi di un numero più ampio di giovani; specializzare il premio Samuela Solfitti (che si rivolge ad ogni ordine di scuola per promuovere ogni anno un tema “socialmente sensibile” attraverso l’espressione artistica e creativa) sul media fotografico in collaborazione con Fotografia Europea.

Alcuni dati 2014-15:

  • 40 laboratori creativi aperti presso gli Spazi di aggregazione giovanile con la partecipazione di 504 giovani;
  • 102 opere presentate da studenti delle scuole della provincia al Premio Samuela Solfitti;
  • 35 laboratori creativi, 3 interventi di educativa di strada, gestione di 5 cantieri sportivi, gestione dello Spazio di aggregazione “Incrocio dei Venti”, per Net.

Integrazione delle differenze e inclusione sociale. Esistono in città e nel forese un certo numero di gruppi di giovani (dai 13 ai 25 anni con una alta percentuale tra i 15 e i 17 anni) che, stando alle segnalazioni raccolte dai residenti, creano problemi di vario genere (confusione in ore notturne, imbrattamento di muri, rifiuti e bottiglie abbandonate per terra, consumo di alcool e sostanze, liti con i residenti, episodi reiterati di bullismo).

In queste aree non è più previsto un presidio educativo stabile del territorio, come era presente fino a qualche anno fa, ma dalle segnalazioni pervenute si comprende che i gruppi di giovani, nel loro relazionarsi con le comunità di riferimento e tra di loro, necessiterebbero di facilitazione nei percorsi aggregativi e di mediazione educativa.
Oggi queste situazioni sono fronteggiate in parte dal lavoro di strada dei Net e dai Cantieri sportivi proposti in sinergia con la Fondazione per lo Sport e finalizzati ad aggregare sul territorio intorno ad un progetto aperto di carattere formativo e sportivo, quei ragazzi e giovani che non praticano alcuna attività sportiva e che spesso vivono maggiori difficoltà d’inclusione sociale.

Alcuni dati 2014-15:

  • 3 progetti di mediazione educativa di strada con gruppi informali di giovani;
  • 11 Cantieri sportivi in altrettanti luoghi della città, in collaborazione con Fondazione per lo Sport, 10 società sportive coinvolte con la partecipazione di oltre 270 ragazzi.

Spazi di aggregazione giovanile. La rete degli Spazi di aggregazione giovanile tiene in dialogo realtà con caratteristiche e vocazioni diverse – formative, sportive, di animazione - aperte alla partecipazione attiva dei ragazzi che li frequentano e possono collaborare all’ideazione ed alla realizzazione di iniziative. Il ripensamento della rete degli Spazi vuole rinforzare la capacità degli Spazi stessi di essere maggiormente riconoscibili dai giovani come luoghi di opportunità e sperimentazione. Inoltre si vuole qualificare l'offerta formativa per rendere i laboratori sempre più interessanti e attrattivi.

Alcuni dati 2014-15:

  • 9 Spazi di aggregazione giovanile con oltre 600 presenze continuative e 1.500 presenze occasionali in iniziative, spettacoli, feste;
  • 40 laboratori creativi aperti con la partecipazione di 504 giovani e collaborazione degli Spazi a sette iniziative di dimensione cittadina.

Aprire le progettualità alla valutazione dei giovani. Da due anni il corso di Metodologia della ricerca educativa all’interno del dipartimento di Educazione e Scienze umane dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha come oggetto di studio le progettualità dell’Unità operativa comunale Partecipazione giovanile e Benessere. L’obiettivo comune è di offrire agli studenti attraverso lezioni in aula, video lezioni e la disponibilità di una documentazione adeguata sulle progettualità della Unità operativa, il materiale necessario affinché possano valutare i progetti che li riguardano direttamente.
Nei mesi successivi alle lezioni tenute dagli operatori di Officina Educativa e delle cooperative sociali che gestiscono i progetti, gli studenti hanno lavorato in gruppi sull’analisi dei contenuti, la rispondenza tra obiettivi e risultati, per poi dare a loro volta una restituzione agli operatori, nel corso di una “lezione dialogata” sulla qualità percepita dei progetti presentati durante il ciclo di seminari. Questo da un lato ha permesso di spiegare e far conoscere agli studenti come si progetta e si opera in un intervento che vede i giovani come protagonisti, dall’altro lato è stato utile all’Amministrazione per raccogliere elementi importanti di valutazione sui propri servizi, da parte dei principali interessati.

Alcuni dati 2014-15:

  • 200 studenti universitari coinvolti, 2 docenti universitari, 15 operatori dei progetti di Officina Educativa con le giovani generazioni;

Il nuovo anno scolastico:iscritti e classi a Reggio Emilia - Nell’anno scolastico che si apre saranno attive a Reggio Emilia 41 scuole primarie statali di cui 11 a tempo pieno e 6 classi miste.

I nuovi alunni iscritti alla scuola primaria (in classe prima) sono 1.549, di cui il 25,44% (394) di origine non italiana.
Sono 72 le classi prime, di cui 45 a tempo normale e 27 a tempo pieno e saranno 3.007 i pasti serviti giornalmente in questa tipologia.
Complessivamente frequenteranno la scuola primaria statale 7.866 alunni, suddivisi in 367 classi, in equilibrio numerico rispetto all’anno scorso.
Sono invece 14 le secondarie di primo grado.
Gli alunni in classe prima saranno 1.620 dei quali il 18,02% (292) è di origine non italiana.

Reggio Emilia si misura dunque con una sfida quotidiana verso la scuola di qualità per tutti, aspirando ad un’educazione inclusiva che sappia considerare sia i valori dell’autonomia scolastica, sia i diversi contesti collettivi e sociali con i quali la scuola è chiamata a confrontarsi e a ricercare alleanze.
Il piano dell’offerta formativa, rilanciato anche dalla recente Riforma come documento costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle Istituzioni scolastiche, dovrebbe rappresentare la sintesi dell’effettiva collaborazione e della progettazione condivisa fra scuola e Comune, in grado di assumere i bisogni formativi del territorio, ma anche di considerare le condizioni di erogazione del servizio e le risorse disponibili. E' quindi auspicabile che si creino le condizioni, affinché Scuola, Comunità ed Enti locali insieme si confrontino e collaborino sempre più all'ideazione e alla stesura di Piani triennali, come offerta educativa e formativa integrata tra scuola e territorio.