28 luglio: 72° Anniversario dell’eccidio delle Reggiane

Data di pubblicazione: 17/07/2015

Il 28 luglio ricorre il 72° anniversario dell’eccidio delle Officine ‘Reggiane’, quando a seguito di una direttiva del governo Badoglio, l’esercito sparò su una folla di manifestanti che chiedevano la fine della guerra, uccidendo 9 operai delle Officine Reggiane e ferendo oltre 50 persone.

Comune e Provincia di Reggio Emilia, confederazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, associazioni partigiane Anpi, Alpi-Apc, Anppia, Istoreco, Comitato ex operai e impiegati delle Reggiane e Comitato democratico e costituzionale sono i promotori degli eventi per la commemorazione delle nove vittime dell’eccidio del 1943: Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Nello Ferretti, Eugenio Fava, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari, Domenica Secchi e Angelo Tanzi.

Il Programma
La cerimonia si aprirà martedì 28 luglio alle ore 18 al Tecnopolo di Reggio Emilia (piazzale Europa 1), con la deposizione di una corona alla lapide che ricorda i caduti, alla presenza delle autorità cittadine. 

Porteranno i saluti il vicesindaco del Comune di Reggio Emilia Matteo Sassi e Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia.
Seguirà un intervento di Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto Fim Cisl Emilia centrale.
Concluderà la celebrazione la testimonianza di Livio Piccinini, partigiano 'Delinger' al Reparto “Avio” quel 28 luglio 1943.

Il Fatto
Il 28 luglio del 1943, a pochi giorni dalla caduta del regime fascista, nonostante l’entrata in vigore di norme molto restrittive sull’ordine pubblico, emanate dal governo Badoglio, che autorizzavano l’esercito e le forze dell’ordine anche a sparare contro ogni assembramento di manifestanti superiore alle tre persone, un corteo tentò di sfilare per le vie della città chiedendo la fine della guerra, chiedendo semplicemente la pace. Durante la manifestazione, ai cancelli delle ‘Reggiane’, l’esercito, nel tentativo di interrompere la mobilitazione, aprì il fuoco sulla folla. Nove operai delle ‘Reggiane’, tra cui una donna incinta, Domenica Secchi, rimasero uccisi.